Marchionne: FCA non venderà mai Magneti Marelli

Si punta a realizzare lo spin-off di Magneti Marelli con una quotazione a Piazza Affari, ma enza raccogliere risorse fresche tramite l'emissione di nuove azioni.

Marchionne: FCA non venderà mai Magneti

Tra prospettive e piani segreti


Riflettori puntati sul possibile spin off di Magneti Marelli, l'azienda italiana che fabbrica alternatori, batterie per auto, bobine, centraline, navigatori, quadri di bordo, sistemi elettronici, sistemi di accensione, sistemi di scarico e sospensioni per auto e motoveicoli, rinviato all'esame del consiglio d'amministrazione nel secondo trimestre. Oltre al fondo americano Bain Capital, sulla società di componentistica avrebbero puntato gli occhi gruppi cinesi e anche Cassa depositi e prestiti avrebbe valutato con alcune aziende l'acquisizione di alcuni asset. In ogni caso, come rivelano le agenzie di stampa, Fiat Chrysler Automobiles punta a realizzare lo spin-off di Magneti Marelli con una quotazione a Piazza Affari, ma- aspetto di primaria importanza - senza raccogliere risorse fresche tramite l'emissione di nuove azioni. L'operazione punta a dare alla società maggiore flessibilità, compresa la possibilità di raccogliere capitali in futuro

Brembo ha comunque ribadito di non essere interessata. Le parole sono state di completa chiusura poiché ha esplicitamente annunciato come non ci sia alcun interesse per Magneti Marelli. Se c'è qualcosa di interessante per una possibile acquisizione, quello che conta è che sono prodotti tecnologicamente evoluti.

Magneti Marelli e oltre

L'appuntamento è fissato per oggi, quando l'amministratore delegato di Fca, Sergio Marchionne, parlerà alla stampa internazionale in occasione del Salone dell'Auto di Ginevra. Un incontro atteso dal mercato e in vista del quale il titolo del Lingotto ha segnato un rialzo dello 0,31%. Diversi i temi caldi su cui con ogni probabilità il numero uno di Fca sarà chiamato a intervenire. Dall'uscita del gruppo italo americano dal diesel a partire dal 2022, al recente rinvio dell'esame da parte del board del progetto di Ipo della controllata Magneti Marelli. Non solo. Resta sullo sfondo l'incognita multa. Nelle settimane scorse il dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti, per chiudere il caso esploso a gennaio 2017 legato alle presunte violazioni delle emissioni diesel negli Stati Uniti, avrebbe proposto a Fca una multa sostanziale ma non specificata e il richiamo di 104.000 veicoli per portarli a norma di legge. Un patteggiamento che secondo alcune stime che circolano negli ambienti finanziari rischia di avere un impatto tra 1 e 2 miliardi.

Tra prospettive e piani segreti

In questo contesto si segnala come anche Fca, che sembra orientata all’abbandono del diesel nel 2022 - per ora solo indiscrezioni ma una conferma potrebbe arrivare proprio da Ginevra - deve adeguarsi ai nuovi scenari. Gli Stati Uniti sono un mercato di sbocco per molti modelli prodotti in Europa e la produzione di motori diesel, il 40% di quella totale di motori, interessa almeno 3.000 dipendenti in Italia. A Ginevra il gruppo presenta per la prima volta in Europa le nuove Wrangler e Cherokee di Jeep, il brand su cui punta di più, mentre bisognerà aspettare l'Investor Day del primo giugno per conoscere le strategie del gruppo sull'elettrico e le nuove motorizzazioni.

Problema dei dazi di Trump su Ferrari

Da pochi giorni inoltre FCA ha un altro problema: i problemi dei dazi annunciati da Trump sull'import, che andranno a colpire soprattutto Ferrari a causa del prezzo alto delle sue vetture.