Fca, non ci sarà piena occupazione nel 2018 pur sia ricca

Il piano di espansione sta accumulando ritardi rispetto agli obiettivi aziendali. La macchina Fca è in movimento e le prime novità dovrebbero concretizzarsi già nell'arco di alcune settimane.

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Fca, non ci sarà piena occupazione


Ed ecco che scatta l'amaro in bocca per chi sperava di lavorare o di tornare a lavorare in Fca. La doccia gelata arriva dai sindacati di settore ed esattamente dalla Fim-Cisl. E in qualche modo la situazione assume un carattere paradossale perché da una parte si registrano numeri in aumento sotto il profilo della produzione di auto, ma dall'altra questa crescita non si è rivelata evidentemente sufficiente per aumentare la quota di lavoratori. E il tutto senza dimenticare le parole dello stesso amministratore delegato Sergio Marchionne, che aveva previsto il ripopolamento della forza lavoro. Eppure quelle quote di produzione parlano chiaro e attendono una spiegazione per via della promessa mancata di dare seguito sotto il profilo occupazione. L'aumento per il settore auto è stato del 4,2% mentre quello per i mezzi commerciali del 3,2%.

Fca tra crescita e mancata occupazione

Nessuna presa in giro per i sindacati, secondo cui le cose vanno dette chiaramente. L'obiettivo di Fca della piena occupazione senza uso di ammortizzatori sociali non verrà raggiunto conderata l'attesa per il lancio della vettura premium di Pomigliano, della seconda vettura di Mirafiori e la situazione di cassa integrazione dello stabilimento di Melfi. Parole che non possono che lasciare spiazzati gli oltre 66.200 lavoratori Fca. Anche perché è proprio andando a fondo dei dati che le prospettive immaginate apparivano verosimilmente differenti. L'andamento dei vari stabilimenti italiani vede la ripartenza di Cassino con un sonoro +89%, trainata da Giulia, Stelvio e Giulietta. Quindi si registra il +15% di Mirafiori.

L'incremento assume un valore speciale per via del calo nell'ultimo trimestre. Sorride anche la Ferrari con il suo +3,2%. A chiudere il cerchio ci sono Pomigliano con un -1,2%, Sevel di Castel di Sangro con +0,7%, Maserati Modena con -4,7%, Melfi con -9,4% e Maserati Grugliasco con -10,3%.

Tante le preoccupazioni sul futuro Fca

Le maggiori preoccupazioni sono indirizzate sul futuro delle fabbriche della Campania e di Torino e da queste premesse muove l'appello del sindacato. Marchionne, ammonisce, non attenda il lancio del nuovo piano industriale di maggio per far partire gli investimenti su Pomigliano e Mirafiori. E anzi, già il Salone di Detroit del 15 gennaio potrebbe rappresentare l'occasione per annunciare le nuove produzioni nei due stabilimenti. E non nasconde il suo stupore per l'assenza della vettura premium a Pomigliano, dove potrebbe entrare in produzione il nuovo modello di segmento C di Alfa Romeo, e del Suv di segmento a Mirafiori. Insomma un bel labirinto di possibilità rispetto a cui si attende la replica dell'amministratore delegato di Fca.

Tutto dipenderà dalle possibilità di mercato che si prospetteranno. La macchina Fca è in movimento e le prime novità dovrebbero concretizzarsi già nell'arco di alcune settimane. Il piano di espansione sta accumulando ritardi rispetto agli obiettivi aziendali. E in alcuni casi al centro della questione c'è la vicenda Alfa Romeo.




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di Luigi Mannini pubblicato il