Imposte maggiori inserite in stipendi e regole su cosa fare ferie se ferie non date o sospese

Cosa accade se il datore di lavoro nega le ferie ai dipendenti e motivazioni richieste: casi, giustificazioni ed eventuali sanzioni

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Ferie negate dipendente tutele


Se le ferie non sono date cosa si può fare per difendersi e proteggeris in questi casi, quli sono i diritti dei dipendenti. E poi trattenute maggiori pre gli stipendi inserite quais in silenzio.
 

Il datore di lavoro può negare le ferie al dipendente ma solo adducendo motivazioni legate prettamente alle esigenze aziendali nonostante le ferie rappresentino un diritto del lavoratore tutelato dalla stessa Costituzione.

Ferie negate: è possibile

Nonostante si parli di ferie come diritto irrinunciabile del lavoratore, come riconosciuto dalla legge, vi sono casi in cui un datore di lavoro potrebbe negare la richiesta di ferie da parte di un dipendente e il no alla richiesta di ferie può essere unicamente ed esclusivamente giustificato dal datore di lavoro solo in relazione a oggettive esigenze aziendali. Lo stesso datore di lavoro, però, in tal caso, è tenuto a mettere a punto un piano alternativo per le ferie, permettendo al dipendente di goderne per almeno 2 settimane consecutive nell’anno di maturazione.
La legge prevede, inoltre, la possibilità per il dipendente di presentare la richiesta di ferie con il giusto preavviso, dando  a sua volta, al datore di lavoro la possibilità di organizzarsi per la sostituzione del lavoratore nel periodo in cui non sarà a lavoro.

Ferie negate: le tutele per i dipendenti

Solitamente, delle quattro settimane di ferie maturate ogni anno, almeno due devono essere godute dal lavoratore in maniera consecutiva e nello stesso anno di maturazione. Le rimanenti si possono godere nei 18 mesi successivi all’anno di maturazione. Il datore di lavoro ha la possibilità, a propria discrezione, di gestire le ferie maturate dai propri dipendenti, a patto che rispetti sempre il diritto del dipendente motivando eventuali rifiuti e permettendo di usufruire di un periodo di ferie alternativo.
Se, però, il datore di lavoro dovesse rifiutarsi del tutto di accordare le ferie al dipendente che le abbia richieste, in tal caso, il dipendente può essere tutelato semplicemente rivolgendosi alla Direzione territoriale del lavoro che, accertata la violazione a parte del datore di lavoro, applicherà la sanzione prevista dalla legge. Le sanzioni oscillano in tal caso tra i 130 e i 780 euro.

Se, invece, il datore di lavoro nega le ferie dopo una iniziale approvazione, per sopraggiunte esigenze aziendali, la stessa azienda dovrà risarcire il dipendente di eventuali costi sostenuti, per esempio, per una vacanza prenotata e pagata chiaramente. Stesso discorso vale nel caso in cui il datore di lavoro chieda al suo dipendente un rientro anticipato a lavoro rispetti a quanto stabilito dalle ferie già prese.

Nuove trattenute (ma si potrebbero considerare anche imposte) in busta paga

Arriva l'aggiornamento dei premi Inail assicurativi ovvero i nuovi limiti retributivi di riferimento per il 2018. A essere coinvolti da queste novità sono i lavoratori dipendenti, compresi i soci di cooperative e coloro che hanno concordato il cosiddetto lavoro agile. Sono allora aumentati i costi dell'assicurazione per tutti i dipendenti che troveranno in busta paga. Se i valori minimi di retribuzione giornaliera devono essere rivalutati tutti gli anni sulla base dell'aumento dell'indice medio del costo della vita accertato dall'Istat e tenuto conto che nel 2017 la variazione percentuale calcolata dall'Istituto di statistica è stata pari allo 1,1%, i limiti minimi di retribuzione giornaliera per il 2018 sono stati adeguati a 48,20 euro ovvero il 9,5% dell'importo del trattamento minimo mensile di pensione a carico del Fondo pensioni lavoratori dipendenti in vigore al primo gennaio 2018, pari a 507,42 euro mensili.

Di conseguenza, a livello mensile (26 giorni), il nuovo limite viene fissato a 1.253,20 euro. L'eccezione è rappresentata dagli operai agricoli poiché il limite minimo di retribuzione giornaliera è aggiornato solo in base all'indice Istat. Per il 2018 la cifra di riferimento è 42,88 euro. Sono esclusi dall'adeguamento al minimale giornaliero anche i trattamenti integrativi di prestazioni mutualistiche e previdenziali ovvero gravidanza e puerperio, infortunio, integrazioni salariali, malattia, malattia professionale, così come l'assegno o indennità corrisposta ai disoccupati avviati ai cantieri scuola e lavoro, rimboschimento e sistemazione montana e le indennità di disponibilità previste nel contratto di lavoro intermittente. Per quanto riguarda il minimale giornaliero e le retribuzioni convenzionali in genere, il limite minimo è pari a 26,782 euro per il 2018.

Il tutto ricordando che le prestazioni che possono risultare a carico dell'Inail sono l'abbattimento delle barriere architettoniche, l'assegno personale continuativo, le cure riabilitative, l'erogazione integrativa di fine anno, l'esenzione dal ticket, l'indennizzo per danno biologico, le prestazioni protesiche, le prestazioni termali e i soggiorni climatici, la rendita diretta per inabilità permanente; la rendita di passaggio, la rendita per inabilità temporanea assoluta, la rendita unificata per eventi lesivi ricadenti nello stesso regime assicurativo, il rimborso spese di alcuni farmaci in classe C.