Flat Tax 2020 Salvini, tasse cosa cambia. Chi paga meno e quanto secondo ultima versione

di Chiara Compagnucci pubblicato il
Flat Tax 2020 Salvini, tasse cosa cambia

Flat tax 2020, come funziona

La nuova flat tax 2020 verrebbe applicata ai lavoratori dipendenti: aliquota unica al 15% per i redditi fino a 55.000 euro a livello familiare e non individuale.

La parte leghista del governo vuole andare fino in fondo con la flat tax 2020. Dopo averla introdotta per i lavoratori autonomi, con un ulteriore step il prossimo anno, questa volta è il turno dei lavoratori dipendenti. Proviamo allora a rispondere a tre domande chiave. Innanzitutto cos'è la flat tax? Quindi come funziona? E infine chi sono i destinatari e quindi chi paga meno. Le coordinate seguite sono due: l'abbattimento della pressione fiscale e la semplificazione del sistema in ottica dichiarazione dei redditi.

E che i lavori siano in stato avanzato è dimostrato da due segnali molto importanti. Innanzitutto il progetto è stato ufficialmente presentato dal governo (o meglio, dalla parte leghista dell'esecutivo, a tal punto che l'incontro partecipato può essere definito una iniziativa di partito) a un'ampia e credibile rappresentanza delle parti sociali e delle organizzazioni di categoria. In seconda battuta, l'altra parte del governo si dice pronta ad approvare subito la misura, senza attendere la manovra di fine anno.

Flat tax 2020, come funziona

La nuova flat tax 2020 è stata dunque illustrata nei dettagli e passa da una caratteristica di fondo: l'applicazione per i lavoratori dipendenti di un'aliquota unica al 15% per i redditi fino a 55.000 euro a livello familiare e non individuale. E con un piccolo ma decisivo particolare: la cancellazione di tutte le detrazioni fiscali. Il taglio delle tasse comprende tutte le deduzioni con tutti i pro e i contro che ne derivano. Il provvedimento potrebbe spazzare anche il bonus 80 euro Renzi, anche per consentire al governo di rientrare nelle spese.

In buona sostanza per valutare la convenienza di questa misura occorre verificare caso per caso, conoscere la quantità di spese detratte in sede di dichiarazione dei redditi e naturalmente conoscere il reddito familiare.

Inevitabili le analogie con la flat tax adesso in vigore per autonomi e professionisti, pari al 15% dei ricavi o dei compensi fino a 65.00 euro. E dal 2020 ai redditi tra 65.000 euro e 100.000 sarà applicata una seconda aliquota del 20% (la misura è stata già approvata). In ogni caso appare difficile che la flat tax 2020 possa essere approvata nelle prossime settimane ed è più probabile che vengano gettate tra luglio e settembre le basi per la legge di bilancio del prossimo anno. Al pari di quanto è successo lo scorso anno con la flat tax per i lavoratori autonomi.

L'alternativa: flat tax sul reddito aggiuntivo

L'altra ipotesi che circola è l'introduzione della flat tax per i soli redditi incrementali ovvero per quella parte guadagnata in più rispetto ai 12 mesi precedenti. Provando a fare un esempio, chu nel 2019 ha dichiarato un reddito di 4.000 euro e nel 2020 ne dichiarerà uno da 50.000, con la flat tax incrementale pagherebbe il 15% di imposte sui 10.000 euro aggiuntivi e non il 38%, come previsto dal sistema fiscale ora in vigore. E solo dal 2021 entrerebbe in vigore la flat tax su tutto il reddito, ma sempre con il tetto di 55mila euro.

Sempre più vicina la flat tax 2020, ecco perché

A testimonianza di come la posta in gioco sia molto alta, al faccia a faccia con il vicepremier dell'Interno - anche se è il responsabile del dicastero dell'Interno, la flat tax è la misura centrale del suo mandato - hanno partecipato anche le organizzazioni sindacali Cgil, Cisl, Uil, Cse, Ugl, Federmanager, Confprofessioni, Cisa, Cosmed, insieme ai rappresentanti delle imprese Confindustria.

E poi ci sono stati i tanti esponenti di categoria come Agci, Ance, Casartigiani, Cna, Coldiretti, Confagricoltura, Confapi, Confartigianato, Confcommercio, Confcooperative, Confesercenti, Confimi industria, Filiera Italia e Legacoop. E ancora: Cia Agricoltori italiani, Confedilizia, Confservizi, Federdistribuzione, Confetra, Unimpresa, Confimpreseitalia, Federterziario, Copagri, insieme al Consiglio nazionale dei dottori commercialisti ed esperti contabili, il Consiglio nazionale dell’ordine dei consulenti del lavoro, Rete professioni tecniche, Ciu e Istituto Tutela produttori italiani.

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