Flat tax, reddito di cittadinanza, riforma pensioni: novità delle rivoluzionaria legge di bilancio

L'introduzione della tassa piatta dovrebbe trovare spazio già nella legge di bilancio di fine anno così come altri interventi

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Flat tax, riforma pensioni e reddito di cittadinanza: Legge di Bilancio “rivoluzionaria”


Sono tre le novità più attese nella prossima legge di bilancio: la flat tax, i provvedimenti sulle pensioni e ilreddito di cttadinanza Il centro delle scene è occupato in questo ore dal vicepremier Matteo Salvini che ha più volte tracciato la rotta da seguire. Sul fronte della flat tax si va verso la proposizione di una triplice aliquota: il 5% per le start up, il 15% con ricavi fino a 65.000 euro e 20% fino a 100.000 euro. Per quanto riguarda le pensioni, la Lega lavora per quota 100 dal 2019 per una vasta platea ma con vincoli come 64 anni di età o ricalcolo contributivo. Infine, dovrebbe essere confermato il bonus di 80 euro al mese per lavoratori dipendenti e assimilati.

Flat tax, ecco per chi

L'introduzione della tassa piatta dovrebbe trovare spazio già nella legge di bilancio di fine anno. La prima versione prevede una flat tax con tre aliquote e riservata a professionisti che hanno avuto ricavi fino a 100.000 euro. Più esattamente, la riorganizzazione dell'imposizione fiscale prevede il 5% per le start up, il 15% per chi ha ricavi fino a 65.000 euro e 20% per quelli fino a 100.00 euro di fatturato. E il bonus per gli stipendi più bassi, assicura Salvini, rimarrà fino a quando gli italiani non avranno l'aliquota al 15%. Si tratta insomma di un percorso graduale di cui questo primo pacchetto di misure rappresenta solo il primo passo.

A sostenere la misura dovrà contribuire il condono. Anche in questo caso l'intenzione è di procedere per step successivi ovvero dalla fase del preaccertamento a quella degli accertamenti con il rilancio del contraddittorio tra Agenzia delle entrate e contribuenti fino alle liti fiscali pendenti. A completare il quadro della pace fiscale anche una terza edizione della voluntary disclosure sul contante e le cassette di sicurezza. Le risorse o comunque parte del gettito che l'eeecutivo immagina che finirà nelle casse dello Stato, sarà dirottato per finanziare la flat tax. Non solo, ma in attesa di sciogliere il nodo sul futuro della web tax, la prossima manovra potrebbe introdurre un prelievo mirato sulle transazioni che viaggiano attraverso i money transfer.

Pensioni

Portare le pensioni minime a 780 euro per tutti e dare il via alla quota 100 dal prossimo gennaio 2019: sono queste le novità per le pensioni che potrebbero essere inserite, piuttosto verosimilmente, nel Def, Documento di Economia e finanza che anticipa le misure che saranno poi inserite nella prossima Legge di Bilancia e che si prepara ad essere presentato questa settimana. La novità per le pensioni maggiormente rilanciata sarebbe, appunto, la quota 100 ma considerando gli ingenti costi che prevede secondo le stime, le ultime notizie parlano di nuovi paletti che potrebbero essere fissati per ridurre i costi attraverso il pensionamento con la quota 100 di meno pensionandi rispetto a quelli inizialmente stimati. L

La novità per le pensioni di quota 100 dovrebbe permettere l’uscita a partire da una base di 64 anni di età (che potrebbero scendere anche a 62) e 36 anni di contributi e potrebbe anche prevedere una penalizzazione dell’1,5% l’anno per ogni anno di anticipo in cui si decide di andare in pensione rispetto ai 67 anni, requisito anagrafico che sarà necessario raggiungere dal primo gennaio 2019 per la pensione di vecchiaia. Tuttavia, per i dipendenti di aziende in crisi pronti a raggiungere i 62 o 64 anni di età si stanno studiando piani per non prevedere alcun penalizzazione per l’uscita prima. Passando alle pensioni minime da alzare, l’intenzione sarebbe quella di portarle a 780 euro per tutti ma anche in questo caso bisogna ancora fare i conti con le risorse economiche disponibili.

Ancora nulla, invece, sulla novità per le pensioni di quota 41 che, secondo quanto formulato, dovrebbe permettere a tutti coloro che hanno iniziato a lavorare giovanissimi di andare in pensione con soli 41 anni di contributi e senza necessità di raggiungere alcun requisito anagrafico. Si attendono, infine, ancora notizie anche sulla eventuale proroga del regime sperimentale dell’opzione donna per l’uscita anticipata con penalizzazioni per lavoratrici statali e dipendenti che, però, stando alle ultime notizie, potrebbe prevedere criteri diversi per l’uscita.

Reddito di cittadinanza

Per il reddito di cittadinanza lo scontro è molto forte. Per una parte della maggioranza si vorrebbe partire con pochi, i più bisognosi, mentre per M5S e di Maio occorre da subito imlementarla per tutti con il rinnovo e il rilancio imemdiato dei centri di impiego. L'idea è quella di dare 780 euro a tutti coloro che non hanno lavoro e dopo che vengono rigiutate tre proposte di occupazione, il reddito di cittadinanza non si potrà mai più avere. Si stima in 10 miliardi la somma necessaria per farla partire. I soldi sono un problema, ma anche la riorganizzazione dei contri di occupazione che finora non hanno avuto nemmeno lontanamente il ruolo che dovevano e dovrebbero avere.