FlixTrain, l'evoluzione del servizio bus sui binari.

Flixbus sta ottenendo parecchio successo con il servizio basato sui treni FlixTrain dopo averne avuto anche sugli autobus.

FlixTrain, l'evoluzione del servizio

Da FlixBus a FlixTrain: la low cost degli autobus alla conquista delle ferrovie


Da Flixbus a Flixtrain l'evoluzione passa dalla strada alle rotaie e sembra essere molto interessante sia per l'organizzazione che per i prezzi. Ed è già partita. 
 

FlixBus, dopo aver innovato nel settore dei trasporti su gomma, ha programmato di entrare anche nel trasporto su rotaia con FlixTrain. Lo fa sperimentando il settore in Germania ma presto si espanderà ad altre nazioni Europee, Italia compresa. Caratteristiche del servizio tratte per pendolari e non a medio-lungo raggio con prezzi dei biglietti che dovrebbero attestarsi tra i 9 e 10 Euro e la comodità del servizio che già dimostra ai propri clienti FlixBys

Dopo il successo avuto su strada, Flixbus vuole rivoluzionare anche il mondo della rotaia con Flixtrain, la partenza del nuovo progetto è prevista prima dell'estate e promette prezzi low cost.

Dal trasporto su strada a quello su rotaia e sempre e solo nel segno del low cost. Protagonista di questa nuova scommessa nel mondo dei trasporti è FlixBus. Non dovunque naturalmente e non Italia almeno per il momento. Il marchio Flixtrain debutterà in Germania sfidando senza timori l'ex monopolista Deutsche Bahn. Non si tratta di una idea, ma di un vero e proprio progetto ai nastri di partenza. Già in primavera sono infatti previsti i primi collegamenti a basso costo. Più esattamente il 24 marzo è il giorno della tratta Amburgo-Colonia mentre il mese successivo un treno low cost metterà in connessione Stoccarda e Berlino raggiungendo 28 stazioni ferroviarie.

FlixTrain: treno low cost. Quali prezzi?

L'intenzione è chiara: riuscire a fare breccia nelle preferenze dei consumatori puntando in prima battuta sul prezzo estremamente conveniente per viaggiare. Più nel dettaglio i biglietti ferroviari saranno proposti a 9,99 euro. Basta poco per rendersi conto come a tariffa sia estremamente competitiva. Non serve essere pendolari tedeschi ovvero conoscere i prezzi dei treni locali per farsi un'idea. L'operazione è possibile perché in Germania le ferrovie sono state deregolamentate. Ma guai a considerarla una soluzione di Serie B perché i mezzi di FlixBus sono noti anche per la comodità e la facilità d'uso della sua applicazione per smartphone con cui prenotare la corsa.

In Italia è boom di FlixBus

Come ci tiene a far sapere la società di trasporto, sono sette milioni i passeggeri trasportati da FlixBus in Italia dallo sbarco nel nostro Paese nel luglio 2015 a dicembre 2017: questo il traguardo raggiunto dall'operatore europeo degli autobus verdi, che si riconferma così una soluzione di mobilità sempre più amata da quanti viaggiano all'interno del Paese o si spostano all'estero per lavoro o piacere. Un bilancio ancora più positivo se si considera che il numero degli utenti che hanno utilizzato il servizio in Italia nel 2017 è più che raddoppiato rispetto al 2016, complice l'espansione capillare che, in pochi mesi, ha portato a oltre 200 il numero delle destinazioni nazionali servite.

Come spiegato dai vertici FlixBus, anche nel 2018 la società continuerà a offrire ai nostri passeggeri un'alternativa valida e sostenibile all'auto privata, attraverso la progressiva estensione della rete e la sua integrazione con altre soluzioni di mobilità collettiva, a beneficio di chi si sposta in Europa e dell'ambiente. In particolare, nutrono grandi aspettative per l'Italia, che tra i mercati in cui operiamo rappresenta quello con il tasso di crescita più elevato.

E sta costando pure dei licenziamenti o almeno sembra

La concorrenza è troppo competitiva e così una storica azienda di trasporti che ha segnato la vita i una città è adesso costretta a rivedere la sua organizzazione e mettere alla porta 85 lavoratori. Si tratta delle autolinee pugliesi Marozzi, da anni presente sul mercato con i collegamenti dalla regione alle città di Roma, Siena, Firenze e Pisa. Un punto di riferimenti non solo per i viaggiatori che scelgono una soluzione tutto sommato abbastanza comoda per raggiungere le città del centro nord. Ma anche per i lavoratori e per gli studenti fuori sede. Ma proprio per via dell'interruzione di questo segmento di attività, 85 dei 92 dipendenti sono stati licenziati. La società Sita Sud che controlla Marozzi sta già parlando con i sindacati per la gestione di questa operazione.

Stiamo parlando di una realtà con 14 milioni di euro di fatturato che adesso non riesce più a reggere il passo di Flixbus con le sue tariffe iper concorrenziali e convenienti per i viaggiatori.

I fatti sono semplici: Marozzi trasporti non riesce a stare al passo con Flixbus ovvero la società tedesca low cost. Le sue tariffe a un euro o a cifre irrisorie per lunghi viaggi sono incomparabilmente più convenienti per tutti e il risultato è presto detto: il crollo di clienti e fatturati per le aziende di trasporto locale come Marozzi. I costi fissi per una azienda nata anni fa nel contesto di un differente sistema produttivo sono evidentemente troppo elevati e insostenibili. Da qui la decisione di attivare le procedure di mobilità per la quasi totalità dei dipendenti per riuscire a far fronte alle difficoltà e trovare una produttiva collocazione nel mercato dei trasporti. Di fronte a casi come questi, l'interrogativo è il solito: difendere il libero mercato che deve essere orientato alle esigenze, anche economiche, dei consumatori o intervenire dall'alto con limitazioni alla concorrenza?

In realtà lo Stato ci ha provato con la stesura di quella che è stata definita la norma anti-Flixbus per danneggiare i pullman verdi e arancioni low cost che tanto piacciono ai viaggiatori? Il segreto di Flixbus è noto: l'abbattimento dei costi di esercizio. La società tedesca non ha mezzi propri e riconosce all'operatore 65 centesimi a chilometro rispetto a 1,60 euro previsto dall'applicazione dei contratti nazionali. Secondo l'Associazione nazionale autotrasporto viaggiatori (Anav), le autorizzazioni per le linee di competenza statale devono essere concessi agli operatori con la proprietà di almeno un mezzo e non alle piattaforme web che vendono servizi.

In attesa dei treni del futuro di cui uno è italiano...

E mentre il successo di Flixtrain e Flixbus si consolida, il treno a levitazione magnetica passiva divemta pian, piano realtà. I test sono stati effettuati e i video sono la dimostrazione più chiara del buon esito di questa operazione. Ma la novità è anche un'altra: la firma italiana del prototipo che non richiede impiego di energia elettrica per la generazione del campo necessario a distaccare le carrozze dalle rotaie. La tecnologia in grado di rivoluzionare il trasporto, portando con sé risparmi energetici e riduzione degli impatti ambientali, è stata infatti sviluppata da ricercatori di Pisa e Treviso. Dietro Ironlev c'è infatti la joint venture tra Girotto Brevetti di Treviso, impegnata nel settore ricerca e sviluppo in ambito meccatronico, e Ales Tech, startup di Pisa che ha già lavorato nel progetto Hyperloop di Elon Musk.

Questi sono allora giorni destinati a passare alla storia perché mai come adesso si avvicina ancora un po' alla realtà il treno senza ruote ispirato a Hyperloop, il progetto dell'impreditore Elon Musk. La sua è una visione anticipatrice di ciò che tra qualche decennio apparirà come la normalità. L'obiettivo è realizzare un treno in grado di viaggiare a mille chilometri orari. Se Hyperloop è ancora un'idea per il futuro, si avvicina invece alla realizzazione il treno a levitazione magnetica passiva, che non richiede impiego di energia elettrica per la generazione del campo necessario a distaccare le carrozze dalle rotaie. Ad aver ottenuto la tecnologia necessaria è stata una squadra di inventori italiani nata da una joint venture sull'asse Treviso-Pisa. Una dimostrazione delle possibilità di questa soluzione è stata data a Spresiano, località trevigiana.

La squadra di ricercatori impegnata nel progetto è una sintesi di talenti della Girotto Brevetti, società veneta della meccatronica, e Ales Tech, una startup fondata da ex studenti di ingegneria meccanica della scuola Sant'Anna di Pisa, già in lizza per la creazione delle sospensioni del treno iperveloce Hyperloop. Non si tratta allora degli ultimi arrivati, ma di alcune delle menti più brillanti del panorama italiano che, nella maggior parte dei casi, lavorano fuori dalla luce dei riflettori.

Una delle principali scommesse da vincere è quella degli attriti. Se fosse possibile sostituire le ruote di un treno con pattini che scivolino sui binari senza toccarli, si stima un risparmio di un 30% di energia che va dispersa nel rotolamento. Insieme si otterrebbe una riduzione del rumore e dello stress a carico delle rotaie. E se esistono, come in Giappone, sistemi di trasporto collaudati che si muovono sul cuscinetto magnetico, la novità italiana sta nella caratteristica di funzionare in modo passivo. Per sollevare il treno dalle rotaie non serve energia perché il campo magnetico sufficiente si crea gratuitamente piazzando sistemi simili a grosse calamite che respingendo il ferro dei binari, azzerano il contatto fra vetture e suolo. Per raggiungere le velocità di Hyperloop - fanno notare gli ideatori - occorrono infrastrutture dedicate, cioè condotte tubolari depressurizzate per abbattere la resistenza aerodinamica.