Fondi Ue, versati 37,7 miliardi da Italia ma rischia di non spendere nulla per Corte dei Conti

La Corte dei Conti bacchetta l'Italia sull'utilizzo dei Fondi Ue. Dopo tre anni dall’inizio del programma di finanziamento 2014-2020 il Belpaese ha impegnato e speso a fine 2017 cifre irrilevanti

Fondi Ue, versati 37,7 miliardi da Itali

L'Italia spreca i Fondi Ue. Il j'accuse della Corte dei Conti non lascia ben sperare per il futuro del Belpaese


Ancora una volta, come certifica la Corte dei Conti, l'Italia rischia, e il rischio è molto pesante e anche vicino, verosimile, di usare una inezia rispetto ai fondi Ue disponibili per tanti aspetti dopo aver versato oltre 37,7 miliardi. Continua così una tendenza, che ci vede da sempre o quasi negli ultimi posti delle classifiche Ue.

Il rapporto del Belpaese con i fondi Ue continua ad essere abbastanza tormentato. Questa volta a bacchettare sulla gestione dei fondi Ue sprecati dall’Italia ci pensa la Corte dei Conti che ha lanciato l’allarme della gravità della situazione nella consueta Relazione annuale resa al Parlamento. Un documento nel quale la Corte dei Conti evidenzia per prima cosa la scarsa capacità dell’Italia nell’utilizzare le risorse messe a disposizione dalla Ue per lo sviluppo dei paesi membri.

E anche dei paradossi nell’utilizzo di questo tesoretto visto che sono le Regioni virtuose ad utilizzare meglio queste risorse rispetto a quelle che ne avrebbero davvero bisogno. Così il divario tra regioni italiane sviluppate e non è destinato ad ampliarsi. Con la prospettiva non certo esaltante di diventare incolmabile quando gli aiuti dell’Europa cesseranno.

Fondi Ue sprecati dall’Italia

La Corte dei Conti bacchetta ancora una volta sui Fondi Ue che sarebbero sprecati dall’Italia. Dopo tre anni dall’inizio del programma di finanziamento 2014-2020 il Belpaese ha impegnato e speso a fine 2017 cifre irrilevanti come ha avuto modo di scrivere nella consueta Relazione annuale resa al Parlamento che ha lanciato l’allarme anche sui gravi ritardi che rischiano di compromettere seriamente i miglioramenti registrati con la programmazione 2007-2013.

Nel nuovo periodo di Programmazione 2014-2020 la capacità di spesa e di pagamento è ben lungi da registrare i livelli attesi, si legge ancora nella Relazione che ribadisce come sebbene al suo esordio abbia visto importanti novità in termini di dotazione di strumenti regolatori, programmatori e di gestione, l’attuazione finanziaria dei fondi 2014-2020 si presenti in forte affanno in termini di volumi sia di impegno che di spesa in quasi tutti i programmi operativi, nazionali regionali e nei diversi Fondi.

Corte dei Conti certifica spreco

La Corte dei Conti certifica dunque lo spreco e definisce la situazione attuale vicina allo stallo totale. Non è difficile immaginare le conseguenze nefaste se il trend non verrà invertito in maniera deciso e in tempi brevi. La perdita di finanziamenti europei essenziali a perseguire politiche di sviluppo sociale e produttivo e la perdita di vista di somme ingenti del bilancio nazionale e regionale, sarebbe la mazzata finale per ogni aspettativa di ripresa economica dell’Italia. O giudici tributari evidenziano anche un altro aspetto che deve fare riflettere parlando di paradosso a proposito della rilevante differenza nella capacità di spesa delle Regioni. Le regioni più virtuose sotto questo punto di vista sono quelle che meno avrebbero bisogno delle politiche di coesione.

Questo significa che il divario tra regioni sviluppate e regioni non sviluppate è destinato ad ampliarsi con buona pace della coesione territoriale e del livellamento delle differenze tra regioni. Non si è fatta attendere la risposta del Governo giunta con una nota del Ministro per la Coesione territoriale ed il Mezzogiorno Claudio De Vincenti che boccia questa relazione della Corte dei Conti perché si basa su dati ormai superati. Il Ministro sottolinea come l’obiettivo stabilito dalla Commissione Ue per l’Italia nel 2017 sia stato pienamente raggiunto grazie ai 2,6 miliardi di euro spesi.