Frodi creditizie record, colpiti milioni di italiani. Storie reali, compresi assegni clonati.

Crescono sempre di più le frodi creditizie perpetrate in diversi modi, e ritorna ancora la truffa sugli assegni circolari ma non solo.

Frodi creditizie record, colpiti milioni

Frodi creditizie, assegni nuova frontiera. Ecco come avviene


Le frodi creditizie tendono a crescere di numero sempre di più e a raggiungere dei veri proprio record e vengono pertuate a milioni di italiani per un vaore di miliardi con tutti i metodi, tra cui anche l'assegno falsificato e clonato, pure il circolare. Molti malviventi preferiscono quete truffe, ormai, che le rapine, dati alla mano. Rappresentano un pericolo che tutti corriamo, come dimostrano alcune storie reali e uno dei motivi della diffusione, anche delle più tradizionali, è la diffusione di Internet che ha portato a rubare i dati personali con magiore facilità.

Crescono le frodi creditizie in Italia e solo nei primi sei mesi del 2017 vi sono stati 11mila casi con una crescita di quasi il 40% in modo particolare con il vechio sistema, o ì, comunque, da molti considerato vecchio, degli assegni. Vi sono stati circa 60 episodi al giorno di truffa con assegni circolare per un totale di 80 milioni di euro.

Truffa degli assegni come funziona

Vi sono due sistemi principali che vengono usati per portare avanti le truffe con gli assegni circolari. Il primo è l'intercettazione dell'assegno quando è stato spedito via posta, mentre il secondo è una ver e propria falsificazione con una riproduzione perfetta creata.

In tutti e due i casi, la frequenza e la facilità delle frodi, che ha portato anche all'aumento, avviene grazie alla sottrazione dei dati personali, soprattutto tramite Internet che poi vegnono riporodtte su documenti falsi.

Occorre, dunque, la massima attenzione non tanto e non solo per i propri documenti personali, ma soprattuto per i dati che si mettono a disposizione online per non cadere in queste truffe dove nel secondo caso si perdono soldi propri, mentre nel primo non arrivano il denaro che spetterebbe e poi reuperarlo non è affatto semplice come procedimento da seguire che può cambiare a seconda deui casi, ma tutto deve partire sempre da una denuncia.

Più frodi creditizie meno rapine

C'è un problema di base che riguarda le frodi creditizie. Qualunque siano le regioni e le città più colpite si tratta di un problema che viene troppo spesso sottovalutato. Eppure, dinanzi agli 11.000 casi rilevati dell'Osservatorio Crif occorrerebbe avviare una riflessione più completa. Anche perché l'importo medio rilevato nei primi 6 mesi di quest'anno è stato pari a 7.047 euro per un valore stimato in oltre 80 milioni di euro. E poi, per quanto riguarda la tipologia di finanziamento oggetto di frode, il prestito finalizzato continua a essere preso maggiormente di mira con il 56,5% dei casi che interessano questa tipologia di prodotto creditizio. C'è da essere preoccupati? Sì perché il trend è in ascesa. Nello stesso periodo dei due anni precedenti la media è stata di circa 8.000 unità.

Insomma, la tendenza delle frodi creditizie è in costante aumento, a differenza di quanto accade con le tradizionali rapine. Queste appartengono al passato se nel corso del 2016 ne sono state commesse 360 che hanno fruttato un guadagno di 29.500 euro. La continuità è rappresentata dalla regioni in cui si registra il maggior numero di frodi creditizie. Al pari dello scorso anno, anche in questo periodo l'ordine della classifica non cambia:

  1. la Sicilia con il 18,4%
  2. la Campania con il 16,4%
  3. la Puglia con il 11,5%
  4. la Lombardia con il 10%

La 25esima edizione dell'Osservatorio svela anche che sono colpiti soprattutto i più giovani. I maggiori incrementi hanno riguardato la fascia compresa tra i 18 e i 30 anni e quella tra 31 e 40 anni mentre è diminuita l'incidenza tra i 51 e 60 anni e tra gli over 60. Si acccennava al prestito finalizzato come principale tipologia di finanziamento oggetto di frode. A seguire ci sono quelle perpetrate su carte di credito, quindi il prestito personale. A rivelarsi interessante è anche la graduatoria delle principali categorie di beni e servizi acquistati attraverso un finanziamento ottenuto fraudolentemente:

  1. elettrodomestici 38,0%
  2. elettronica-informatica-telefonia 3,6%
  3. consumi/abbigliamento/lusso 3,6%
  4. arredamento 5,0%
  5. auto-moto 9,1%
  6. spese per immobili/ristrutturazione 8,4%
  7. travel/entertainment 3,4%
  8. finanziarie/assicurazioni 0,5%
  9. trattamento estetico/medico 4,2%
  10. spese professionali 0,6%
  11. altro 23,7%

L'importo medio è stato pari a 7.047 euro per un valore stimato in oltre 80 milioni di euro. Capitolo tempi di scoperta delle frodi, secondo i dati relativi al primo semestre dell'anno, da un lato quasi il 60% viene alla luce entro 6 mesi, dall'altro continuano ad emergere casi di frode messi in atto 3, 4 e addirittura 5 anni prima. Dallo studio emerge che la maggior parte dei casi scoperti entro i 6 mesi riguardano cosiddetti small tickets mentre quelli di frode con importi superiori ai 10.000 euro hanno bisogno di tempi più lunghi per essere individuati. Per uno su cinque si superano i 5 anni.

A detta di Beatrice Rubini, direttore della linea Mister Credit di Crif, frodi creditizie e truffe online stanno diventando la nuova piaga del crimine. Se le rapine in banca sono in diminuzione, si registra l'ascesa di nuove tipologie di reati che sfruttano la tecnologia e la possibilità di effettuare operazioni online.

Inedita Truffa sui due euro e ulteriori su contanti

Cresce la truffa delle monete di due euro, che già era una delle più diffuse, ora lo è ancora di più. Vediamo quali sono anche le altre e come fare ad evitare

Le truffe su monete e contanti avvengono più spesso di quanto si creda e giòà un appello vi era stato un allarme in Agosto dagli organi competenti per prestare la massima attenzione.

Sarebbe meglio dire inedita truffa parziale, in quanto la truffa sui due euro è una delle più freequenti ed è statisticamente la moneta più colpita.
Ora, però, da Napoli, da dove sono arrivate le prime denunce sembra che fatta svolta in un sistema nuovo ovevro utilizzando le monete del Kenya, in modo partiolare uno che assomiglia ai 2 euro e invece vale solo sedici centesimi ed è la loro moneta da 20 scellini.
In precedenza altre onete provienti dall'estero erano state usate come quelle tailandese.

Le monete più falsicate sono appunto i due euro, mentre i 20 euro nonostante il rifacimento rimangono insieme ai 50 euro le banconote più contraffate. E proiprio i 20 euro erano stati rifatti dalla Bce per evitare fenomeni di contraffazione.
In generale, dalle ultime statistiche, in effetti, il fenomeno è in calo e dovrebbe diminuire ancora di più con la revisione dalla banconota da 50 euro che è già in programma

Non è poi così difficile riconoscere lse si soldi che ci danno come resto sono veri o falsi. E' da sottolineare prima di tutto che quelic he preliviamo sonos empre veri in quanto controlatti in modo automatico dalla banche. Il problema sono i resti che si ricevono.

Per le monete è molto semplice, basta avvinarle con una calamità. Se non vengono attratte non sono vere. I falsari non sono mai risuciti a riprodurtre il magnetismo finora.

Per le banconote si possono muovere un pò e se sono vere l'ologramma cambierà l'immagine (l'imamgine di fronte) e poi tre caratteristiche se poste in controluce devono essere visibili il filo di sicurezza, il numero in trasparenza e la filigrana.

La prima storia....

Per anni e per circa 500 colpi è andato tutto bene. Fino a che il cerchio si è stretto e per tutte loro sono scattate le manette. Questa è la storia di un banda di truffatrici seriali, incastrate dall'indagine Deep Impact dei carabinieri di Reggio Emilia, città in cui aveva la sua base. Dalle false case vacanza ai finti coupon online, dagli inganni con le PostePay alle trappole a luci rosse in chat d'incontri, fino a raggiri sfruttando concerti di beneficenza di noti cantanti italiani: sfruttavano ogni occasione concessa dal web per incassare euro su euro. Circa 500 i colpi commessi nell'arco di quattro anni in Italia dall'organizzazione composta prevalentemente da donne tra i 28 e i 49 anni.

L'inchiesta dei carabinieri di Reggio Emilia ha permesso di incastrare una rete di truffatori online con base a Reggio Emilia: sei gli arrestati, 12 i denunciati, centinaia le vittime in tutta Italia di diverse tipologie di raggiri. L'operazione è durata due anni e porta il nome di Deep Impact. Non si fermavano davanti a niente e con modi anche creativi: la banda avrebbe realizzato truffe anche attraverso le chat per incontri, utilizzando finti profili di avvenenti donne per convincere tanti cuori solitari a versare sulle solite PostePay il necessario perché la lei virtuale potesse raggiungerli. La banda incastrata aveva proposto affitti in case vacanze fittizie in località turistiche della Costiera Amalfitana, di Rimini, Brunico e Courmayeur.

I carabinieri hanno scoperto come, in alcuni casi, il denaro versato dalle vittime sulle PostePay, venisse poi sistematicamente riciclato nelle sale slot, soprattutto dell'Emilia Romagna, a distanza di pochi minuti dall'accredito. Tra le azioni contestate ci sono la pubblicazione di finti annunci di lavoro e l'ideazione di raggiri ai commercianti. Ecco poi la vendita di coupon sul web per interventi di fantomatiche ditte delle pulizie o per la manutenzione della caldaia, con tanto di accesso nelle abitazioni di finti operai. Inoltre la banda di sarebbe resa protagonista della vendita di falsi biglietti per concerti di beneficenza di noti cantanti italiani, tra cui anche il neomelodico Gigi Finizio (estraneo alla vicenda), con l'obiettivo di incassare denaro dalle vittime.

A smantellare la di truffatori ha contribuito anche un servizio di Fabio e Mingo nella puntata della trasmissione Striscia la notizia in cui veniva raccontata la storia della truffa di una offerta di lavoro messa in pratica più volte. E risale sempre allo stesso trasmissione la denuncia della trasmissione Le Iene sulle vittime delle PostePay. I destinatari dell'ordinanza di custodia cautelare sono sei, di cui tre in carcere, mentre gli indagati sono 18, alcuni dei quali considerati vicini alla camorra, tutti accusati di associazione per delinquere, truffa aggravata, ricettazione, sostituzione di persona, uso indebito di carta di credito, estorsione e falso in atto pubblico.

Seconda storia....paradossale

Una vicenda incredibile, paradossale che unisce sia una truffa telematica, ma anche l'errore e la mancata professionalità di una banca. Tanto è vero che ci riserviamo e aspettiamo la storia raccontata dalla banca, se ci volessero contattare visto che così come è stata spiegatda dal presidente dell'Associazione in difesa dei Consumatori Adico ha dell'incredibile.

Da sottolineare come i giornali locali a Venezia e in veneto, anche testate importanti, la raccontano, comunque, così.

La storia è quella di un pensionato veneto, di Mestre, che riceve una email che sembra inviata dalla propria banca per pagare una multa di una cartella esattoriale. Apre l'allegato e la compila inserendo i propri estremi bancar e la invia. Il pc si blocca per un breve lasso di tempo e il pensionato deve spegnerlo manualmente e poi riaccenderlo. Nel giro di pochi minuti si accorge da un contollo sul suo conto corrente online che son stati inviati due bonifici di 8mila euro in totale su una banca estera dall'hacker presunto che gli avav inviato la falsa email

E qui, la vicenda diventa ancora più paradossale, se possibile. Il pensionato chiama subito il call center della banca, spiega l'accaduto e chiede di bloccare i bonifici e gli viene risposto che non è posisbile. Questo appare difficile dopo solo 30 minuti circa dall'accaduto.

Il giorno successivo, il pensionato si reca a fare denuncia alla Polizia e va anche in filiale chiedendo che venga avvisata la banca estera di rifiutare i bonifici e di stornare la somma. Ma gli viene risposto che non era possibile.

E questi due elementi, sia il mancato blocco dal cell center che quello successivo in filiale appaiono davvero sorprendenti e senza nessuna giustificazione tecnica. Ed è dello stesso parere il presidente dell'Adico che ricorrerà alla Banca d'Italia per la conciliazione e al richiesta di rimborso e se necessario per il suo iscritto, se non otterà così giustizia, alla magistratura ordinaria.




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di Luigi Mannini pubblicato il