Gasolio, ennesima frode scoperta a danni delle auto. Era olio lubrificante

Nel nostro Paese sarebbe stato immesso un milione e 400.000 litri di simil gasolio proveniente da società inesistenti dell'est Europa e con nomi fittizi.

Gasolio, ennesima frode scoperta a danni

Venduto come gasolio olio lubrificante


Continuano senza sosta le frodi e l truffe ai danni degli automobilisti e questa volta vi sono stati sei arresti per olio lubrificante in vendita come gasolio. Ma non è l'unico episodio che è avvenuto nell'ultimo periodo e la Guarda di Finanza sta conduceno controlli a tappetto sull'intera filiera in tutta Italia, scoperendo numerose irregolarità. Occorre fare la massima attenzione.

Ancora una volta c'è la questione gasolio sporco nel mirino degli inquirenti. Ma questa volta non si tratterebbe di un errore tecnico perché la Guardia di finanza si dice sicura di aver scoperto una truffa. Perché alla base dello stratagemma ci sarebbe il tentativo di frodare il fisco. Come? Proponendo una miscela simile a olio lubrificante e venduta come gasolio a prezzi più bassi rispetto a quelli di mercato. E con una grande differenza ai fini fiscali: il prodotto non è soggetto ad accise e dunque sarebbe infinitamente volte più vantaggioso. Secondo le Fiamme gialle di Crotone ammonterebbe a più di un milione di euro l'importo sottratto all'erario. Da qui l'arresto di sei persone e la notifica dell'obbligo di dimora ad altri cinque. Complessivamente sono 21 le persone denunciate a vario titolo di 21.

Frode da record a Crotone

Tutto è nato dall'intercettazione di un'autocisterna polacca che trasportava in Italia la miscela contraffatta. Ma si trattava solo della piccola parte di un flusso complessivo pari a un milione e 400.000 litri di simil gasolio proveniente da società inesistenti e con nomi fittizi. Lo schema sarebbe andato avanti per molto tempo fino al sequestro del mezzo dal parte dei militari della Finanza.

Il caso del gasolio sporco Salento

Ma non si tratta del solo episodio finito al centro dell'attenzione. Solo fino a pochi giorni fa le cronache locali e nazionali riferivano del caso del gasolio sporco in Puglia. Della protesta degli automobilisti si sono poi occupate le associazioni dei consumatori, la procura di Lecce che ha aperto un'inchiesta e perfino il parlamento con una interrogazione. I fatti sono noti: decine di automobilisti sono finiti in panne con i rispettivi veicoli dopo aver fatto rifornimento di gasolio in alcune stazione ben precise nelle province di Brindisi e Lecce. L'indice è stato immediatamente puntato contro la raffineria di Taranto da cui proviene il diesel sporco. Tuttavia la stessa Eni ha preso pubblica posizione, spiegando come non ci si stato alcun intoppo nel processo e che, evidentemente, i problemi vanno cercati ancora più a monte.

Stando a quanto denunciato, la fonte del problema andrebbe ricercata in possibili disfunzioni nella raffineria di Taranto. Il punto è che il carburante sotto accusa sarebbe già in circolo in tantissime città, considerando che sono tre le province con stazioni di rifornimento che si approvvigionano dalle raffineria contestata. Quest'ultima sarebbe inciampata in un problema di mixaggio che avrebbe causato la fornitura di un prodotto non adatto alla carburazione. Dal punto di vista tecnico, sembra che dopo il rifornimento di gasolio le auto abbiano mostrato difetti alle pompe di gasolio e agli iniettori con arresto improvviso dei veicolo e impossibilità a proseguire la marcia. Alcuni distributori hanno quindi invitato i clienti a rivolgersi direttamente alla società di distribuzione carburanti per riferire delle problematiche e segnalare eventuali problemi alla vettura. La stima dei danni sarebbe pari a 1.500 euro.







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di Luigi Mannini pubblicato il