Abkhazia e Georgia, curiosa storia Nutella. E cibi Italia contaminati non rivelato

Rischi per numerose alimenti in Italia, quasi un centinaio infetti e quasi mai detti tv, giornali e la curiosa contesa fornitura di nocciole rischia di avere ripercussioni sia sulla produzione e sia sui prezzi della Nutella.

Abkhazia e Georgia, curiosa storia Nutel

Georgia e Abkhazia mettono a rischio Nutella


Rischia di esserci almeno per un periodo meno Nutella per una vicenda curiosa, ma la preoccupazione maggiore è quella degli alimentie  cibi contaminati in Italia che sta passando praticamente in silenzio sui principali organi di stampa e sono oltre un centinaio di casi da due mesi a questa parte.

In tempi di produzione all'estero, necessaria per andare incontro a una domanda che nel caso di Nutella è pressoché mondiale, può bastare la minima tensione geopolitica per mettere a rischio un prodotto. Se la Georgia è da tempo nota per la fornitura delle nocciole ovvero dell'ingrediente principale dell'irresistibile crema spalmabile e multiuso, i suoi scambi con il non riconosciuto Stato dell'Abkhazia mettono adesso in discussione l'approvvigionamento italiano. Le nuove norme di Bruxelles mettono infatti un veto alle esportazioni con ripercussioni a catena che arrivano fino alle tavole degli italiani. Come uscirne fuori? Con un accordo di pace che comprende anche in rapporti commerciali, tenendo presente che sono in atto da tempo ma che finora non hanno portato ad alcun risultato. Le prospettive sono dunque nebulose.

I rischi per la Nutella

Per avere un'idea dell'importanza della Georgia nella produzione della Nutella, basti ricordare come si tratti del terzo più grande fornitore, preceduto solo dalla Turchia e dalla stessa Italia. Bruxelles lo sa bene e ha raggiunto da tempo il prezioso accordo Dcfta (Deep and Comprehnsive Free Trade Agreement) per regolamentare gli scambi tra le parti con reciproca soddisfazione e secondo standard di qualità e quantità ben precisi. Succede però che le nuove norme impongono di indicare la provenienza dei prodotti, le nocciole in questo caso. Tutto molto semplice e apparentemente privo di problemi, se non fosse che una parte della produzione arrivi dall'Abkhazia. Si tratta di quel piccolo Paese confinante nell'orbita della Russia che però non è riconosciuto tale dalla comunità internazionale.

Dal prossimo anno il Dcfta richiede agli esportatori di equiparare i loro prodotti agli standard europei ovvero la certificazione della provenienza, che poi andrà a finire sull'etichetta da applicare sul vasetto di Nutella. Cosa succederebbe allora se i coltivatori di Sukhumi, la capitale del piccolo Stato, dovessero ottenere un certificato georgiano ovvero andare nei fatti contro la direzione indicata dalla madre Russia? La partita si gioca evidentemente su un piano anche politico perché escludere l'Abkhazia dal commercio significherebbe renderlo totalmente dipendente da Mosca. La diminuzione dell'offerta sul mercato europeo della quota di produzione delle nocciole del piccolo Stato potrebbe avere nel migliore dei casi conseguenze sull'aumento di prezzo della Nutella. Nel peggiore dei casi ci sarebbero ripercussioni sulla qualità del prodotto.

Chiudere le porte all'Abkhazia equivarrebbe a metterlo in una condizione di affanno perché la richiesta di nocciole della Russia non è lontanamente paragonabile a quella italiana. Di conseguenza, perdendo il mercato europeo, dovrebbe puntare su altre coltivazioni complessivamente meno remunerative. E siccome piove sempre sul bagnato, ecco le cimici asiatiche che stanno devastando i raccolti in Georgia e in Abkhazia. Fortunatamente non in misura tale da compromettere la fornitura di nocciole.

Alimenti a riscio infetti in Italia, trovati oltre un centinaio in due mesi

I problemi della Nutella, sono per cause geo-politiche, ma in questo periodo ci sono davvero tanti problemi alimentari in Italia, basti pensare che da Agosto sono stati sequestrati circa 100 alimenti dalle uova contminatie con il Fipronil per migliaia sia prodotte in Italia che nei Paesi Bassi, sia carni di pollo in Italia per salmonella e dai paesi bassi sempre per Fipronil. Poi diverse tipologie di salame e prosciutti sempre per salmonella e un loto di vino barbera per rame. Non sono mancate nemmeno le bottiglie di acqua.  E i fiocchi di avena contaminati con larve di insetti e altri sei alimenti visti in questo articolo
E c'è anche la guerra del grano con le associazioni dei consumatori che contestano i prodotti fatti con il grano estero per pericoli alla salute tanto che si è arrivati anche in tribunale spiegato in questo articolo
E uno dei problemi che tranne le uova al Fipronil nessun altro o quasi di questi allarmi ha raggiunto le pagine dei giornali tradizionali o tanto meno le televisioni. E' vero si tratta di lotti al momento che possonoe ssere una decina o al massimo un centinaio, ma sicuramente è un diritto delle persone essere informate quando va di mezzo la propria salute