Germania, ricci bevono in un pic nic e vanno in coma etilico. Foto e storia

Germania, due ricci vanno in coma etilico dopo aver rovistato tra i rifiuti di un pic-nic. E altre storie curiose

Germania, ricci bevono in un pic nic e v

Ingerito una grande quantità di alcol


Un altro fatto curioso legato ad un animale. Questa volta di due ricci che rovistando nei resti di un pic nic trovano anche bevande alcoliche e vanno in coma etilico. Ma non cè sola questa vicenda.
 

Le reazioni sono stati di due tipi: c'è chi ha puntato l'indice contro i turisti che hanno abbandonato la bottiglia di liquore al parco e c'è chi invece non ha smesso di ridere perché due ricci sono stati attratti da quell'odore per poi scalare il contenuto. La conseguenza è stata comunque spiacevole: i due piccoli animali sono finiti a un passo dal coma etilico. Siamo in Germania, nel parco di Petersberg, a Erfurt, e la vicenda dei due ricci ha presto abbattuto i confini nazionali per fare il giro del mondo. E anche in Italia è oggetto di discussione e quasi sempre i commenti arrivano alla stessa conclusione. Indipendentemente dall'esito di questa vicenda, i due turisti sono considerati incivili perché è impensabile abbandonare i rifiuti di un pic-nic in un'area giochi attrezzata all'interno di un'area verde.

Ad aggravare il comportamento è stato appunto la presenza di una bottiglia in frantumi di liquore allo zabaione. Come capita per la gran parte degli animali, la presenza di un forte odore, soprattutto se dolciastro, rappresentato un richiamo pressoché irresistibile. Ed ecco allora che i due ricci in cerca di cibo hanno ingerito una grande quantità di alcol per poi finire quasi esanimi. Sono adesso i veterinari del Thuringer Zoopark a prendersi cura dei due animali, salvati dalla polizia in seguito alla segnalazione di passanti. La notizia è stata diffusa dallo stesso commissariato di polizia attraverso i suoi canali social. Eppure sarebbe semplicemente bastato buttare i rifiuti prodotta negli appositi cestini, anche e soprattutto se ci si trova in un luogo pubblico e alla portata di tutti.

E una altra vicenda curiosa....

No, non era un animale come gli altri perché quello che una donna ha cercato di imbarcare su un volo della United Airlines in partenza dal Newark Liberty International Airport del New Jersey era un pavone. Uno di quelli enormi, eleganti, belli a vedersi e regali. Ma anche tremendamente ingombrante e dunque fuori standard. Le insistenze sono state inutili così come le spiegazioni sul supporto emotivo perché non poteva salire a bordo come se fosse un gattino un cane di piccola taglia. La differenza c'è e si vede. Di conseguenza il personale incaricato dell'imbarco non ha potuto fare altro che accendere il semaforo rosso e impedire l'accesso al pennuto che, anticipiamolo subito, è rimasto a terra. C'è stato perfino chi ha ripreso tutta la scena sul cellulare che adesso sta facendo il giro del web.

Ma perché la donna voleva salire a tutti i costi con il pavone sull'aereo. Intendiamoci, lo voleva fare sul serio e non a scrocco perché aveva acquistato due biglietti: uno per sé e uno per l'animale. E la motivazione della presenza è presto detta: lo considerava il suo animale di supporto. Al pari di un cagnolino o un gattino. Le scene all'aeroporto statunitense sono state di sorpresa perché gli altri passeggeri non si aspettavano di trovarsi faccia a faccia con il volatile che, a dirla tutta, dalle foto sembra estremamente pacifico. Vale però la pena rilevare che, stando a quanto riferito dalla compagnia aerea, la donna aveva già ricevuto una serie di no e la scena al Newark Liberty International Airport del New Jersey è stata solo l'ennesimo capitolo per la sua insistenza.

United Airlines ha infatti ricostruito l'accaduto spiegando come il pavone non abbia soddisfatto le linee guida della compagnia per molti motivi, a iniziare dal suo peso e dalle sue dimensioni. Lo avevano già spiegato alla cliente in tre diverse occasioni - ha messo nero su bianco - prima che arrivasse in aeroporto. In buona sostanza, la presenza del pavone poteva rappresentare un rischio incontrollato per gli altri passeggeri, come del resto è accaduto altre volte con differenti animali. Eppure norma nazionale statunitense impone alle compagnie aeree che operano collegamenti interni di consentire il trasporto, nelle classi di volo degli esseri umani, di tutti quegli animali classificati come da supporto emozionale o da assistenza psichiatrica. Ma evidentemente c'è chi abusa e approfitta dell'elasticità di questa regola.

Animali per supporto psicologico: fenomeno diffuso

Questo della donna fermata in aeroporto perché voleva volare con il suo pavone è solo l'ennesimo caso da raccontare. Perché stanno aumentando le segnalazioni delle compagnie aeree contro i passeggeri. Nei voli dagli Stati Uniti, fanno notare i vettori, troppi animali a bordo sono spacciati per supporto psicologico. Non solo pavoni, ma anche pappagalli e perfino scimmie e canguri. A detta delle compagnie, le certificazioni sull'effettiva necessità psicologica degli animali sarebbero state rilasciate con un po' troppa facilità e a rimetterci sono gli altri passeggeri.