Gilead,i farmaci in via di sviluppo innovativi. Ecco quali sono

Priorità e idee di Gilead sono chiare, così come quelle della pubblica richiesta di muoversi in un contesto certo e con decisioni rapide.

Gilead,i farmaci in via di sviluppo inno

I farmaci del futuro


I farmaci del futuro, quelli che sono davvero in fase di sviluppo da parte delle multinazionali farmaceutiche che gestiscono gran parte della ricerca applicata, si possono capire proprio partendo da queste aziende e dai loro obiettivi così come la loro visione della fermaceutica

Prosegue senza soluzione di continuità lo sviluppo della farmaceutica con l'obiettivo dichiarato di mettere sul tavolo soluzioni sempre più efficaci a malattie diffuse e nuove medicine a quelle su cui l'azione di contrasto è ancora ai primi passi. Ecco allora che tra i farmaci del futuro rientrano adesso a pieno titolo quelli per fegato grasso e terapie cellulari anticancro. Priorità e idee di Gilead sono chiare, così come quelle della pubblica richiesta di muoversi in un contesto certo e con decisioni rapide. In questo delicato periodo storico, ci pensa Valentino Confalone, general manager di Gilead Italia, a tracciare il quadro, ma soprattutto a indicare al rotta da seguire.

I farmaci del futuro e l'eliminazione dell'epatite C

E lo fa a iniziare dall'esaltazione delle cure anti-epatite C. Senza paura di affidarsi alla retorica, Confalone parla di vera e propria rivoluzione che potrà dirsi completa solo con l'eliminazione dell'epatite C. Ma si tratta di un obiettivo concretamente raggiungibile e soprattutto in tempi ristretti? La sua risposta è affermativa purché - ci tiene a precisare - l'impegno di tutte le parti coinvolti, dai medici specialisti e di base all'Aifa (Agenzia italiana del farmaco) e all'industria, sia coordinato e proceda allo stesso ritmo. Da parte sua, Gilead - società statunitense biofarmaceutica basata sulla ricerca e impegnata nella scoperta, nello sviluppo e nella commercializzazione di terapie innovative in aree caratterizzate da necessità mediche insoddisfatte - promette presenza e impegno.

E a proposito dell'eliminazione dell'epatite C, Gilead sta investendo risorse umane ed economiche in nuove molecole in grado di trattare quei pazienti che non hanno risposto anche ai trattamenti più moderni. Quali? Dal sofosbuvir, capostipite dei super antivirali ad azione diretta, alla famiglia sof-based. Medesima attenzione sul fronte dell'epatite e dell'area del fegato poiché - assicura il manager - stanno investendo sulla ricerca per la Nash, la steatoepatite non alcolica. Si tratta di una sindrome non molto conosciuta in Italia, ma piuttosto diffusa nei Paesi occidentali.

Ed è facile dire il perché: è legata all'obesità, a stili di vita non sempre salutari ovvero a quelle situazioni che portano all'accumulo di grasso nel fegato e a una sua infiammazione. Il passaggio successivo è un possibile danno cellulare fino alla cirrosi epatica. E se la prevenzione è l'arma più efficace, i farmaci più avanzati a firma Gilead sono in fase clinica II e stanno entrando in fase III. I tempi? Entro quattro anni perché si resta in attesa dell'autorizzazione da parte dell'Ema, l'Agenzia europea per i medicinali.

Oncologia e altri filoni

Per quanto riguarda il delicato capitolo dell'oncologia, con l'acquisizione di Kite, Gilead - ricorda Confalone - è entrata nell'area delle cell-therapy, delle terapie cellulari, in grado di dare una speranza di una cura per patologie come il linfoma non-Hodgkin. Gli altri filoni sono immuno-oncologia, terapie geniche e l'area dell'infiammazione.