Google e il problema che gli rubano le biciclette. Una rivoluzione potrebbe nascere

L'idea di incaricare programmatori e ingegneri a elaborare un sistema di chiusura e gestione dei mezzi di trasporto tramite smartphone così da evitare i furti.

Google e il problema che gli rubano le b

Google e il business del bike sharing


Google ha un problema, gli rubano spesso le biciclette colorate che offre ai suoi dipendenti. Ma dietro alla soluzione di questo, potrebbe nascere una ennesima rivoluzione targata Google stesso.

Questo è il tipico caso che svela come da un problema possa nascere un'opportunità. Google mette a disposizione dei suoi dipendenti biciclette per andare a lavorare. E spesso e volentieri queste scompaiono nel nulla ovvero sono rubate? Poco male perché la soluzione al problema passa dall'entrare nel business nelle due ruote. Insomma, le 1.100 Gbikes messe a disposizione per velocizzare il trasferimento da un ufficio all'altro di Googleplex, la sede principale di Google, rappresenterebbe solo un antipasto di un progetto più grande e redditizio. Il senso è molto chiaro: rubano le biciclette messe a disposizione dei dipendenti? Mountain View risponde entrando a pieno titolo nel vivace e crescente mercato del bike sharing. E siccome siamo davanti a una multinazionale che fa dell'innovazione il suo punto di forza e la ragion d'essere, ecco che si prospetta qualcosa di realmente rivoluzionarlo. Il tempo fornirà le risposte attese.

Google e il business del bike sharing

Mai come nel caso delle bici colorate di Google è lecito parlare di sharing economy. Perché è proprio la loro modalità d'utilizzo a spingere in questa direzione. Si prendono, si sale a bordo e si parcheggiano. L'uso e gratuito e la civiltà e il buon senso dei suoi fruitori fanno la differenza per il buon successo dell'iniziativa. Almeno fino a questo momento, l'affiancamento della parola economy è una forzatura perché BigG non ha mai cercato di monetizzare. Almeno fino al momento dei primi furti. Intendiamoci, Mountain View non è stata così sprovveduta da non equipaggiare le bici con un sistema Gps per facilitarne l'individuazione, ma evidentemente non è stata una misura sufficiente per mettere alla larga i malintenzionati.

Ed ecco allora l'intuizione: incaricare programmatori e ingegneri a elaborare un sistema di chiusura e gestione dei mezzi di trasporto tramite smartphone. In fin dei conti stiamo parlando di una impresa che su gestione delle informazioni, innovazione e avanzati sistemi di tracciamento ha fatto fortuna. A fare coppia con questa trovata ci sarebbe lo sviluppo in corso delle Mappe di un sistema in grado di calcolare l'altimetria del viaggio anche sulla base della presenza di piste ciclabili. Insomma, nessun dettaglio verrebbe lasciato al caso. E che dire della collaborazione in corso con Levi's per realizzare la Commuter Trucker jacket ovvero una giacca in jeans per ciclisti affinché possano accedere alle app via voce e sfiorando la manica del capo d'abbigliamento. Tutto molto futuristico, ma anche molto reale. E a dirla tutta, ci sarebbe anche il finanziamento del progetto Gen 2 Wheel di Electron di una ruota di bicicletta motorizzata elettricamente.

Mercato da 28 milioni di cittadini

Va da sé che siamo ancora alle battute iniziali ovvero non è chiaro quando Google deciderà di entrare a pieno titolo in questo business, ma la rotta è stata già tracciata. E si tratterebbe di un investimento redditizio, considerando che, dati aggiornati alla mano, 28 milioni di cittadini negli Stati Uniti utilizzano la bicicletta per spostarsi in 50 città.







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di Luigi Mannini pubblicato il