Governo, i primi provvedimenti e decisioni in estate. Di Maio e Salvini, le priorità

Da pace fiscale e novità per i centri dell’impiego: le priorità del nuovo Governo e cosa verrà dopo. Previsioni e programmi

Governo, i primi provvedimenti e decisio

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Pace fiscale e novità per i centri dell'impiego: sono queste le priorità del nuovo governo, pronte ad essere affrontate entro l'estate. A seguire ulteriori punti al via, dalle novità per le pensioni, alla flat tax, all'istituzione del reddito di cittadinanza.

Nuovo governo Di Maio e Salvini: le priorità

Stando a quanto riportano le ultime notizie, le priorità che il nuovo governo si propone sono pace fiscale, riforma dei centri per l'impiego e possibili nuove misure per l'immigrazione. Partendo dalla pace fiscale, secondo le ultime notizie, i tecnici sarebbero già a lavoro per la definizione di questo nuovo sistema di rottamazione delle cartelle esattoriali Equitalia. Secondo quanto reso noto, la Pace fiscale permetterebbe ai contribuenti che hanno debiti con il Fisco di pagare una percentuale minima della cartella di cui sono stati destinatati. Tre, in particolare, le aliquote di pagamento previste pari al 25%, al 10% e al 6% di quanto dovuto al fisco, da scegliere in base, appunto, al reddito. Dovrebbero poter beneficiare del nuovo sistema della Pace Fiscale i contribuenti che hanno debiti fino a 200.000 euro, comprese sanzioni, more e interessi.

Passando alla riforma dei centri per l’impiego, secondo le ultime notizie, l’intenzione sarebbe quella di rivedere le norme attuali che li regolano per un costo che, stando alle stime, a regime dovrebbe aggirarsi intorno ai 2 miliardi di euro. Infine, per quanto riguarda l'immigrazione, stando alle ultime notizie, le misure al vaglio sarebbero realizzazione di più centri per i rimpatri ed espulsione per gli irregolari.

Nuovo governo Di Maio e Salvini: ulteriori priorità tra pensioni, flatx tax e reddito di cittadinanza

Dopo i primi provvedimenti in estate che riguarderanno le misure sopra riportate, le altre priorità su cui il nuovo governo dovrebbe concentrarsi, visti gli annunci, riguarderebbero:

  1. novità per le pensioni, con il ritorno delle quote, tra quota 100, con base 64 anni di età e 36 anni di contributi, e quota 41 per i cosiddetti lavoratori precoci, e ci sarebbe in ballo anche una possibile ulteriore proroga dell’opzione donna per permettere alle lavoratrici statali e autonoma di andare in pensione prima, rispettivamente a 57 e 58 anni di età, con 35 anni di contributi e a patto di accettare la pensione finale interamente calcolata con sistema contributivo, dicendo, dunque, addio ai grandi assegni frutto del calcolo con il più vantaggioso retributivo;
  2. introduzione della flat tax, letteralmente una tassa piatta, che dovrebbe prevedere due sole aliquote di pagamento, al 15% per coloro che percepiscono redditi al di sotto degli 80mila euro annui e al 20% per chi percepisce redditi superiori agli 80mila euro;
  3. istituzione del reddito di cittadinanza, che dovrebbe prevedere l’erogazione del reddito de valore di 780 euro solo a coloro che dimostrano di essere attivamente impegnati nella ricerca di una nuova occupazione e che aderiscono alle offerte di lavoro provenienti dai centri dell’impiego. Se il beneficiario del reddito dovesse rifiutare fino a tre proposte di nuova occupazione, l’erogazione stessa del reddito verrebbe meno.