Grande aziende italiana pronta a pagare pubblicità per tacere inchiesta molto grave

di Chiara Compagnucci pubblicato il
Grande aziende italiana pronta a pagare

Pubblicità per tacere inchiesta scomoda sui rifiuti

Le telecamere nascoste di Fanpage hanno immortalato Ghedin mentre proponeva ai cronisti di 'sistemare' e di 'completare' l'inchiesta giornalistica.

Lo hanno chiamato investimento pubblicitario, ma in realtà sembrerebbe più corretto definirlo una bustarelle per insabbiare un'inchiesta scomoda sui rifiuti che avrebbe rivelato presunti collegamenti fra le società che gestiscono il comparto in Veneto, la Lega e la criminalità organizzata. A proporlo sarebbe stata la Sesa, la società municipalizzata dei rifiuti di Este, in provincia di Padova, al portale Fanpage, impegnata sul campo per un'inchiesta sul business del compost, in cui sarebbero stati trovati troppi frammenti di plastica, vetro, idrocarburi pesanti.

L'indagine giornalista sta provocando un terremoto politico: Fabrizio Ghedin, responsabile delle relazioni esterne della società veneta è anche consulente del governo e spin doctor di Vannia Gava, sottosegretaria leghista proprio al Ministero dell'Ambiente. Che si è dimesso.

Pubblicità per tacere inchiesta scomoda sui rifiuti

Le telecamere nascoste di Fanpage hanno immortalato Ghedin mentre proponeva ai cronisti di "sistemare" ovvero di "completare" l'inchiesta giornalistica. E mettendo sul piatto anche un investimento pubblicitario di 300.000 euro. La società municipalizzata Sesa ha oggi un giro d’affari da 90 milioni di euro per ricavi annui di oltre 8 milioni di euro. Stando a quanto spiegato, produce circa 68.000 tonnellate di compost all'anno sversato come fertilizzante nei campi limitrofi, ma che - secondo i residenti intervistati - già saturi e producono un insopportabile un odore chimico.

Proprio questo è il punto di fondo: il compost prodotto non sarebbe in regola e conterrebbe una concentrazione di idrocarburi pesanti e metalli come zinco e rame con possibili pericolose conseguenze per la salute.

Lega, Finanziamenti e arresti per 'ndrangheta

Al cui vertice della società - viene fatto notare - c'è stato Sandro Rossato, imprenditore veneto arrestato in passato insieme ad alcuni membri di famiglie 'ndranghetiste, Da una parte c'è infatti il comune di Este che detiene il 51% delle quote, e dall'altra Angelo Mandato, nella società dal 1995 che detiene il restante 49% tramite la holding Finam.

La società avrebbe cercato di "controllare" l'inchiesta, argomentando di spendere. La proposta viene avanzata da Fabrizio Ghedin, già consulente del governo nell'ambito di un intreccio da cui emergono - rivela Fanpage - finanziamenti al partito della Lega di Salvini, senatori leghisti con ruoli dirigenziali nelle società. E il tutto intorno alla municipalizzata dei rifiuti di un paesino del Veneto con un giro d'affari da 90 milioni di euro, fondata da un imprenditore veneto arrestato per 'ndrangheta.

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