Grano duro, filiera si accorda per pasta italiana

L'obiettivo del protocollo d'intesa è migliorare la qualità del grano italiano e dare maggiore certezze agli agricoltori sul reddito con i contratti di filiera.

Grano duro, filiera si accorda per pasta

Pasta, continua lo scontro sul grano


Qualità alta, no OGM, no pesticidi la filiera e le associazioni dei produttori si accordano per una qualità di grano migliore per una pasta e derivati migliori.

L'anno che sta volgendo al termine passerà alla storia come quello delle battaglie (anche giudiziarie) sul grano duro italiano. Il nuovo capitolo registra un accordo tra le parti, industriali e agricoltori, finalizzato a promuovere la produzione sostenibile, facilitare la tracciabilità e a sostenere gli agricoltori di qualità. Nel programma rientra anche la difesa dell'immagine della pasta italiana. La mossa si rende necessaria alla luce dell'espansione di mercato del grano di Turchia e Egitto. A mettere la firma sul protocollo di intesa sono stati Aidepi (Associazione delle industrie del dolce e della pasta italiani), Alleanza delle Cooperative Agroalimentari, Cia, Agricoltori Italiani, Confagricoltura, Copagri (Confederazione Produttori Agricoli) e Italmopa (Associazione industriali mugnai d'Italia). Da notare l'assenza di Coldiretti, l'associazione dei coltivatori diretti, l'unica a non aver sottoscritto il documento. A ogni modo, il settore è certamente strategico e coinvolge il 10% della superficie agricola.

Grano: accordi di filiera tra pastai e agricoltori

Come segnalato da Paolo Barilla, tra i nomi di punta del settore, oltre che presidente di Aidepi spesso il prodotto italiano non risponde ai requisiti fissati dalla legge di purezza della pasta made in Italy. Da qui la volontà di collocare alcuni punti fermi a tutela delle aziende e dei consumatori. Il frumento italiano cerca insomma di recuperare qualità. Accordi di filiera tra pastai e agricoltori, stoccaggio differenziato del grano duro, ricerca per la realizzazione di sementi adatte a valorizzare il territorio e l'agricoltura locale. Sono dunque queste alcune delle soluzioni proposte nel protocollo d'intesa per valorizzare il grano duro italiano sottoscritto da Aidepi, Alleanza delle Cooperative Agroalimentari, Cia-Agricoltori Italiani, Confagricoltura, Copagri e Italmopa. Nel Patto di filiera ci sono pastifici e aziende cerealicole di tutta Italia.

È il caso per esempio dei contratti di coltivazione tra pastai e agricoltori: applicati per la prima volta dieci anni fa e ormai sempre più adottati con reciproca soddisfazione di aziende della pasta e mondo agricolo, garantendo agli uni grano giusto per la produzione di spaghetti e prodotti vari e agli altri una remunerazione commisurata al raggiungimento di standard qualitativi. I pastifici associati all'Associazione delle industrie del dolce e della pasta italiani che hanno puntato su questa soluzione, hanno coinvolto oltre 6.000 aziende agricole di 15 regioni italiane - Lombardia, Veneto, Emilia Romagna, Marche, Umbria, Toscana, Lazio, Abruzzo, Molise, Basilicata, Campania e Puglia - per quasi 100.000 ettari di superficie coltivata a grano duro di qualità. L'obiettivo è migliorare la qualità del grano italiano e dare maggiore certezze agli agricoltori sul reddito con i contratti di filiera.

A conti fatti, i grani stranieri costano il 30% in più ed evidentemente secondo industriali e agricoltori fa bene a tutti puntare sulla sostituzione con semole nostrane. C'è anche chi fa notare che solo i grani di qualità permettono agli agricoltori di rimanere sul mercato.







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di Luigi Mannini pubblicato il