Guida autonoma: con le SmartRoad partono sperimentazioni anche in Italia

La firma del ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti sul decreto smart road è arrivata in coerenza con quanto previsto con l'ultima legge di Bilancio.

Guida autonoma: con le SmartRoad partono

Smart road per le auto senza pilota


Negli ultimi giorni di Governo Gentiloni è stato approvata la legislazione che permetterà di testare le automobili a guida autonoma grazie alla creazione di smart road. Vediamo cosa sono, come funzionano e i rischi e pericoli in Italia.

Il via libera è ufficiale: strade e autostrade italiane possono diventare smart road per la sperimentazione di veicoli a guida automatica. La firma del ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti è arrivata in coerenza con quanto previsto con l'ultima legge di Bilancio. Anche in Italia si possono adesso testare le auto robot in attesa delle autostrade intelligenti entro il 2025. Ecco allora che se il decreto punta alla trasformazione digitale della rete stradale nazionale con l'obiettivo di renderla adotta a dialogare con i veicoli connessi di nuova generazione, sono da mettere in conto interventi ad hoc, come la copertura di tutte le strade e autostrade con servizi di connessione di routing verso la rete di comunicazione dati, la presenza di un sistema di hotspot Wi-Fi per la connettività dei device dei cittadini, di un sistema per rilevare il traffico e le condizioni meteo e fornire previsioni a medio-breve termine.

Smart road per le auto senza pilota sulle strade italiane

Sulla base dei dati raccolti, il sistema offre quindi contenuti per servizi avanzati di informazione sul viaggio agli utenti, permettendo eventuali azioni di re-routing. Prevista allora la possibilità di autorizzare la sperimentazione su strada di veicoli a guida automatica. In particolare, sono stati individuati i soggetti che possono chiedere l'autorizzazione, l'istruttoria da compiere, le modalità con cui l'autorizzazione viene rilasciata e i controlli cui è soggetta l'attività di sperimentazione per assicurare che la sperimentazione venga realizzata in condizioni di sicurezza. Si tratta del costruttore del veicolo equipaggiato con le tecnologie di guida automatica e degli istituti universitari e enti pubblici e privati di ricerca. I costi degli interventi - ci tiene a sottolineare il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti - sono a carico del concessionario o del gestore dell'infrastruttura.

Gli interventi saranno realizzati sulle infrastrutture appartenenti alla rete TEN-T e in ogni caso sull'intera rete autostradale. Quindi sono previsti ulteriori servizi di deviazione dei flussi, in caso di incidenti e ostruzioni gravi, di intervento sulle velocità medie, per evitare o risolvere congestioni, di suggerimento di traiettorie e corsie, di gestione dinamica degli accessi, di gestione dei parcheggi e del rifornimento con particolare riferimento alla ricarica elettrica.

Diversi livelli di automazione

Quando si parla di veicoli connessi e autonomi occorre considerare come esistano diversi tipi di automazione differenti da quelli in cui l'uomo controlla sempre le prestazioni delle funzioni dinamiche del veicolo, anche quando arricchite da sistemi di allerta o di intervento. Con l'assistenza alla guida l'esecuzione di alcune modalità di guida viene effettuata a un sistema di assistenza alla guida, sterzata o accelerazione e decelerazione, utilizzando le informazioni sull'ambiente di guida e con la previsione che il conducente umano esegua tutti gli altri aspetti relativi alla guida dinamica. Poi c'è l'automazione condizionale in cui l'esecuzione di specifiche modalità di guida viene effettuata da un sistema di guida automatica per tutti gli aspetti relativi alla guida dinamica con la previsione che il conducente umano risponda in modo adeguato in caso di richiesta di intervento. Gli step successivi sono l'elevata e la completa automazione.