Hyperloop è ormai pronto ed pure made in Italy

Un pezzo d'Italia in Hyperloop, il treno supersonico che verrà realizzato negli Usa. Tutti i dettagli

Hyperloop è ormai pronto ed pure made in

Un pezzo di Italia in Hyperloop


Il trenso supersonico Hyperloop è anche in parte italiano, parla italiano, per chi lo ha creato e ora è pronto o quasi al via in Usa. Ma un treno a levitazione magnetica tutto italiano pronto a dargli filo da torcere almeno potenzialmente.
 

Hyperloop, il treno rivoluzionario e innovativo parla italiano due volte. La prima perchè sarà anche una impresa italiana a parteciparvi, la seconda perchè un concorrente simile è stato realizzato a livello di prototipo da altri italiani

Hyperloop e un pezzo d'Italia

C'è un treno supersonico che collegherà Chicago a Cleveland. All'Hyperloop saranno sufficienti 28 minuti per percorrere oltre 500 chilometri viaggiando alla a circa 1.200 chilometri orari. E il merito di questo nuovo traguardo è anche dell'Italia. HyperloopTT, la società con sede a Los Angeles che sta realizzando il supertreno, vede tra i suoi fondatori l'italiano Bibop G. Gresta, cofondatore della start-up controllata da Jumpstarter e partecipata da Digital Magics, il più importante incubatore Made in Italy.

Un motivo in più per seguire da vicino questo progetto. La grandiosità di questo mezzo di trasporto sta nella sua dinamica perché si tratta di una capsula che si muove sospesa nell'aria all'interno di un tubo a bassa pressione. In questo modo, al pari degli aerei in alta quota, incontra meno resistenza. È il primo grande passo di quella che lo stesso Bibop G. Gresta considera una rivoluzione tecnologica che cambierà il modo di concepire i trasporti.

Hyperloop Transportation Technologies ha comunque già firmato gli accordi con la Northeast Ohio Coordination Agency, l'agenzia di trasporti e pianificazione ambientale, e il Dipartimento dei Trasporti dell'Illinois, per avviare lo studio di fattibilità, indispensabile per la creazione del primo collegamento interstatale del treno Hyperloop negli Stati Uniti. HyperloopTT ha prodotto 27 brevetti, stretto 8 accordi governativi in fasi avanzate di negoziazione e oltre 40 partnership per lo sviluppo della tecnologia.

E poi una versione tutta italiana

Tutto vero: il treno a levitazione magnetica passiva esiste. I test sono stati effettuati e i video sono la dimostrazione più chiara del buon esito di questa operazione. Ma la novità è anche un'altra: la firma italiana del prototipo che non richiede impiego di energia elettrica per la generazione del campo necessario a distaccare le carrozze dalle rotaie. La tecnologia in grado di rivoluzionare il trasporto, portando con sé risparmi energetici e riduzione degli impatti ambientali, è stata infatti sviluppata da ricercatori di Pisa e Treviso. Dietro Ironlev c'è infatti la joint venture tra Girotto Brevetti di Treviso, impegnata nel settore ricerca e sviluppo in ambito meccatronico, e Ales Tech, startup di Pisa che ha già lavorato nel progetto Hyperloop di Elon Musk.

Questi sono allora giorni destinati a passare alla storia perché mai come adesso si avvicina ancora un po' alla realtà il treno senza ruote ispirato a Hyperloop, il progetto dell'impreditore Elon Musk. La sua è una visione anticipatrice di ciò che tra qualche decennio apparirà come la normalità. L'obiettivo è realizzare un treno in grado di viaggiare a mille chilometri orari. Se Hyperloop è ancora un'idea per il futuro, si avvicina invece alla realizzazione il treno a levitazione magnetica passiva, che non richiede impiego di energia elettrica per la generazione del campo necessario a distaccare le carrozze dalle rotaie. Ad aver ottenuto la tecnologia necessaria è stata una squadra di inventori italiani nata da una joint venture sull'asse Treviso-Pisa. Una dimostrazione delle possibilità di questa soluzione è stata data a Spresiano, località trevigiana.

La squadra di ricercatori impegnata nel progetto è una sintesi di talenti della Girotto Brevetti, società veneta della meccatronica, e Ales Tech, una startup fondata da ex studenti di ingegneria meccanica della scuola Sant'Anna di Pisa, già in lizza per la creazione delle sospensioni del treno iperveloce Hyperloop. Non si tratta allora degli ultimi arrivati, ma di alcune delle menti più brillanti del panorama italiano che, nella maggior parte dei casi, lavorano fuori dalla luce dei riflettori.

Una delle principali scommesse da vincere è quella degli attriti. Se fosse possibile sostituire le ruote di un treno con pattini che scivolino sui binari senza toccarli, si stima un risparmio di un 30% di energia che va dispersa nel rotolamento. Insieme si otterrebbe una riduzione del rumore e dello stress a carico delle rotaie. E se esistono, come in Giappone, sistemi di trasporto collaudati che si muovono sul cuscinetto magnetico, la novità italiana sta nella caratteristica di funzionare in modo passivo. Per sollevare il treno dalle rotaie non serve energia perché il campo magnetico sufficiente si crea gratuitamente piazzando sistemi simili a grosse calamite che respingendo il ferro dei binari, azzerano il contatto fra vetture e suolo. Per raggiungere le velocità di Hyperloop - fanno notare gli ideatori - occorrono infrastrutture dedicate, cioè condotte tubolari depressurizzate per abbattere la resistenza aerodinamica. Sotto il video e altri qui







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di Luigi Mannini pubblicato il