Buoni pasto, il quadro si fa sempre più complesso

Il problema della mancata accettazione dei buoni pasto e dei ticket di Qui Ticket, ma anche di altre aziende sta diffondendosi in tutta Italia come confermano Consip e le Poste (Cisl Poste), ma non solo

Buoni pasto, il quadro si fa sempre più

Qui Ticket! Sindacato a Consip:


La Cisl di Poste italiane lancia l'allarme e non la fa con giri di parole. I buoni pasto sono come carta straccia al momento e non c'è solo questa realtà a farlo intendere ma anche Consip, solo nelle dichiarazioni fatte negli ultimi due giorni. La situazione si sta facendo sempre più difficile per tutti e in tutta Italia

Avevamo già parlato delle difficoltà o ormai dell'assoluta difficiltà di farsi accettare i buoni pasto di diverse soscietà da ristoranti, bar, grandi catene ed esercenti che, nonostante li dovrebbe accettare tranquillamente essendo affiliati, hanno deciso di rifiutare tale tipo di pagamenti, perchè non vedono i rimborsi che gli spettano ormai da mesi. La principale società che sembra avere problemi è Qui Ticket, che è anche la principale, avendo tra i suoi clienti tante aziende private, ma anche molta delle pubblica amministrazione a imprese con partecipazioni miste come le Poste italiane ( come cofnerma Cisl Poste). Ma il problema non sembra essere solo di questa società

Ticket non accettati il problema si allarga in tutta Italia

Inizialmente come abbiamo anche scritto sotto, il problema, dei rifiuti era soprattutto nel nord Italia, ma ora, come avevamo anticipato, sta esplodendo ovunque. Solo nelw eekò-end vi sono state lettere da parte sia di responsabili di realtà come la Consip diffuse in tutta Italia che di Poste Italiane (i sindacati soprattutto della Sicilia, ma non solo) che hanno chiesto di sistemare quanto prima la situazione dei ticket rifiutati, fino a chiedere, se il problema persisteròà, di revocare il contratto e di cambiare anche le regole.

Stop al pagamento con i buoni pasto, fino ad un mese fa...

Finora le  denunce e lamentele erao state concentrate soprattutto in Liguria, in Lombardia e in Piemonte e nel mirino c'è una società, il gruppo Qui!, che avrebbe sospeso i rimborsi dei buoni pasto. Ma la situazione, secondo indiscrezioni, risulta esserci un pò in tutta Italia e con diverse società. Per i commercianti diventa così impossibile ovvero antieconomico e rischioso continuare ad accettarli per poi ritrovarsi con un pugno di mosche in mano. La situazione è in costante evoluzione, i clienti dei supermercati Coop sono disorientanti e non c'è ancora una presa di posizione ufficiale della società. Anche se un precedente esiste.

La ragione della mancata accettazione dei buoni pasti nei supermercati Coop della Liguria, del Piemonte e della Lombardia, in attesa di conoscere la situazione nel resto delle città italiane, è dunque l'interruzione dei pagamenti da parte del gruppo Qui!. Inevitabile per commercianti ed esercenti che fino a ieri acconsentivano a farsi pagare con questo strumento affiggere all'esterno cartelli ben visibile con lo stop all'accettazione. Non solo allora coinvolti solo i supermercati o comunque la grande distribuzione organizzata in generale, ma anche bar e piccoli negozi. E sulla vicenda sono già sul piede di guerra i vari Confesercenti e Ascom, pronte non solo a vederci chiaro, ma a cercare di trovare una soluzioni ai mancati rimborsi nelle ultime settimane e di ristoranti e bar in difficoltà. Perché nella maggior parte dei casi si tratta di mancati introiti.

Ancora precedenti e tentativi di sistemare situazione

Vale la pena ricordare come a Torino, i rappresentanti del Comune hanno incontrato i responsabili della Qui Group proprio per cercare di fare luce sui ritardi nei pagamenti dovuti. Tra l'altro nel capoluogo piemontese la società gestisce il servizio mensa per i dipendenti comunali. Ebbene, sono arrivate rassicurazioni sulla risoluzione delle difficoltà nelle prossime settimane, ma la situazione viene comunque monitorata molto da vicino. In questo contesto si ricorda che già due anni fa nei supermercati Coop la situazione si era ripetuta. Anche in quella occsione Qui! aveva sospeso i rimborsi dei buoni pasto. La portata dell'episodio era però ben inferiore perché durata solo un giorno.

Stando alle nuove regole in vigore, i buoni pasto - qualunque sia la società di emissione - non sono cedibili, commercializzabili, cumulabili o convertibili in denaro e non possono essere adoperati al di fuori dell'orario di lavoro ovvero per fare la spesa al supermercato o pagare il pranzo al ristorante nei fine settimana. I buoni elettronici sono tracciabili per cui eventuali usi impropri verrebbero rilevati e sanzionati. I ticket sono destinati dall'azienda ai lavoratori subordinati, a tempo pieno o parziale, anche se l'orario di lavoro non prevede una pausa pranzo.

Modifiche regole urgenti

Insorgono, comunque le associazioni dei consumatori, ma anche quelle dei commercianti che già avevano parlato di regole da modificare e cambiare quando erano state modificate. A questo punto perchè i buoni pasto vengano accettati da tutti con la sicurezza che siano, poi, pagati si è proposto di inserire una norma che garantisca il pagamento attraverso un fondo a cui tutte le società del settore partecipino oppure al reare una sorta di licenza per oerare in questo settore e toglierla a chi non dimostrerà essere in grado di pagare. 







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di Luigi Mannini pubblicato il