I discount e l'agricoltura all'asta per prezzi sempre più bassi, con gravi rischi

Asta per vendita di prodotti nei discount e gravi rischi per agricoltori e consumatori finali: più quantità e meno qualità

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In tempi di crisi sono sempre più coloro che decidono di fare la spesa nelle catene di supermercati discount, acquistando prodotti non di marca e a prezzi decisamente ridotti, pur di avere frigoriferi e dispense piene ma senza spendere troppi soldi che in tanti non si possono permettere di fare. Proprio, però, seguendo questa tendenza si parla sempre pià di agricoltura all'asta per la vendita di prodotti nei discount sempre più a basso prezzo.

Discount e agricoltura all’asta: la nuova tendenza

Stando a quanto riportano le ultime notizie, infatti, nei discount si possono trovare una bottiglia di passata di pomodoro a 39 centesimi di euro, un barattolo da 370 grammi di confettura extragusti a 79 centesimi, un pacco di pasta trafilata al bronzo a 49 centesimi, un litro di latte a 59 centesimi. Il gruppo Eurospin, parla di spesa intelligente ma dietro le offerte proposte ci sono sistemi che possono avere importanti conseguenze sulle dinamiche di produzione e di rapporti di lavoro nelle campagne. Si parla, infatti, di agricoltura all’asta.

Particolarmente diffuso nel settore della Grande distribuzione organizzata (Gdo), il meccanismo di questo genere di asta prevede da una parte la Gdo che deve acquistare la merce, dall’altra le aziende fornitrici che fanno l’offerta a vincere non è il prodotto di migliore qualità ma il prezzo più basso. Per esempio, Eurospin, solo qualche tempo fa, ha chiesto alle aziende del pomodoro di presentare un’offerta di vendita per una partita di 20 milioni di bottiglie di passata da 700 grammi, usando come base di partenza l’offerta più bassa. La ‘gara’ è stata vinta da due grandi gruppi per un prezzo pari a 31,5 centesimi per bottiglia di passata.

Discount e prezzi sempre più bassi: i rischi

Il meccanismo dell’asta per i supermercati discount implicherebbe anche gravi rischi che sono rappresentati soprattutto dalla qualità del prodotto, spesso scarsa, perchè gli agricoltori industriali sono costretti a produrre sempre più ma a prezzi bassi, ciò significa che l’occhio di riguardo alla qualità verrebbe meno. Più quantità, dunque, che qualità. Secondo uno studio dell’Associazione industrie beni di consumo, nei gruppi discount l’asta incide per circa il 50% delle forniture ma investe interi settori agroalimentari, che diventano letteralmente succubi di una politica commerciale basata sulla continua riduzione dei prezzi.