Ibm Summit, primato mondiale super computer. E al Sud Italia il computer più potente parte

Per capire di cosa stiamo parlando, basta sapere che Summit il supercomputer Usa, può svolgere un’operazione che una macchina tradizionale porterebbe a termine in trent’anni, impiegando appena un’ora

Ibm Summit, primato mondiale super compu

IBM Summit, nuovo primato nella categoria Super Computer


Nella categoria dei supercomputer, il primato viene ripreso dagli Usa che scalazano di nuovo la Cina con l'elaboratore Ibm Summit, Ma nel Sud Italia parte anche un altro super computer il più potente che mai c'è stato. Ecco dove si trova e cosa fa.
 

Lo scontro per avere lo scettro del supercomputer al momento è tra Cina e Stati Uniti, con i primi che da poco avevano superato gli americani che ora perà ritornano con Summit ai vertici. Al lavoro anche Giappone e Unione Europea che paiono staccati

Ibm Summit. supercomputer da primato

Si chiama Summit ed è il supercomputer dei record, realizzato da IBM che riporta ancora una volta in cima al mondo gli Usa. Si tratta di una macchina che è in grado di sprigionare una potenza di duecento petaflops, che è operativo presso l’Oak Ridge National Laboratory. Ma i primati della macchina non riguardano solo la potenza, perché il nuovo supercomputer ha conquistato il gradino più alto del podio della speciale classifica delle macchine più intelligenti del mondo. Questo grazie alle sue caratteristiche tecniche che aprono nuovi scenari. Summit può vantare una potenza otto volte superiore al predecessore Titan con un’efficienza energetica cinque volte maggiore. Per capire di cosa stiamo parlando, basta sapere che Summit può svolgere un’operazione che una macchina tradizionale porterebbe a termine in trent’anni, impiegando appena un’ora.

Insomma una macchina dei record che si è iscritta naturalmente al guinnes dei primati, come confermato dalla pubblicazione, nelle scorse settimane, della nuova classifica Top500, che mette in fila i supercomputer più potenti del mondo. Il Doe non ha ancora comunicato il risultato preciso ottenuto nel test Linpack, ma con una potenza di duecento petaflops siamo ben oltre i novantatré petaflops dell’attuale leader, il cinese Sunway TaihuLight. Il sistema è stato messo a punto da Ibm, ed è composto in questo modo: 4608 nodi, ciascuno con due CPU Power9 e sei GPU Nvidia Tesla V100. I nodi sono collegati tra loro mediante la rete Mellanox dual-rail EDR InfiniBand, in modo da offrire duecento Gbps verso ogni server. Summit occupa le dimensioni di due campi da tennis e ogni ospita oltre 9216 CPU a 22 core e oltre 27.648 Nvidia Tesla. Tra le altre caratteristiche il sistema può contare su più di dieci petabyte di memoria, il raffreddamento del sistema richiede quattromila galloni d'acqua al minuto e usa energia a sufficienza per alimentare più di ottomila case. Infine, dato che ogni V100 garantisce centoventicinque teraflops con calcoli che riguardano il deep learning grazie alle unità Tensor Core, le prestazioni di picco in deep learning sono nell'ordine dei 3,3 exaflops.

E poi il super computer italiano

Il supercomputer che batterà tutti i record, almeno per quel che riguarda il Meridione d’Italia, è stato inaugurato a Portici. Frutto della partnership del Centro ricerche Enea e Cineca questo maxi calcolatore che ha preso il nome di CRESCO6 è una macchina molto potente, tra le più potenti anche d’Italia grazie a una capacità di calcolo di 700mila miliardi di operazioni matematiche al secondo.

C’è grande curiosità intorno a questo nuovo supercomputer che servirà, grazie alle sue performances sette volte più potenti delle precedenti versioni, ad effettuare in poche settimane elaborazioni dati che prima richiedevano un anno di lavoro, come creare modelli per lo studio del cambiamento climatico e previsioni dell'inquinamento dell'aria con un dettaglio territoriale molto accurato

Si chiama dunque CRESCO6 il nuovo supercomputer frutto della partnership tra Enea e Cineca che dal Sud Italia lancerà la nuova frontiera dei supercomputer. Chi è curioso di sapere a cosa serve questa macchina ancora più potente rispetto alle versioni precedenti, deve sapere, infatti, che il suo lavoro è stato e sarà molto utile rispetto alla produzione di energia pulita alle simulazioni per la gestione delle infrastrutture critiche, dalle biotecnologie alla chimica computazionale, dalla fluidodinamica per il settore aerospaziale allo sviluppo di codici per la fusione nucleare. CRESCO6 non sarà l’unico supercomputer ad operare, ma verrà affiancato ad altre macchine analoghe operative presso il Centro ricerche Enea di Portici.

L'obiettivo, una volta entrato in funzione il supercomputer, è quello di completarlo nel minor tempo possibile. Per questo si sta lavorando alacremente alla realizzazione dell’infrastruttura dotata di una connessione di rete a dieci Gb/s. Inoltre saranno potenziate le attività di elaborazione dei big data nei settori energia, mobilità sostenibile, smart city e tutela dei beni culturali. Fissata la partecipazione di Enea a centri di eccellenza di livello internazionale, come l'Energy oriented Centre of Excellence for computing applications.

Si tratta, per chi non lo sapesse, di uno degli otto centri di eccellenza europei per le applicazioni del supercalcolo finanziati dal programma UE Horizon 2020 con l'obiettivo di garantire il posizionamento europeo nell'HPC e accelerare la transizione energetica verso un'economia low carbon in settori strategici, quali nuovi materiali, cambiamenti climatici, ricerca sulla fusione nucleare, gestione dell'acqua e sviluppo di nuovi modelli numerici, che possono sfruttare la crescente potenza computazionale delle infrastrutture HPC come CRESCO6.