Il futuro dopo il coronavirus, alcune cose non torneranno mai più per alcuni studiosi

di Marianna Quatraro pubblicato il
Il futuro dopo il coronavirus, alcune co

dopo coronavirus alcune cose non torneranno piu

Dal direttore di MIT Technology Review Gordon Lichfield, allo storico israeliano Yuval Noah Harari: lo scenario della vita futura dopo l’emergenza coronavirus

Quando finirà davvero l’emergenza coronavirus in Italia? Quando potremo tornare alla vita di prima, alle cene fuori in compagnia, alle corse e ai pic nic nei parchi, ad accompagnare i nostri figli di corsa di fretta per poi correre a lavoro? E potremo partire per le vacanze estive?

Sono tutte domande che ognuno di noi si pone ogni giorno cercando di capire quali siano le risposte e soprattutto se dopo, forse tra un mese, forse due, o anche più, tornerà tutto come prima. Ebbene, per alcuni studiosi alcune cose che esistevano prima dello scoppio della pandemia da coronavirus non torneranno mai più.

Il futuro dopo il coronavirus alcune cose non torneranno mai più l’analisi di Gordon Lichfield

Sono diversi gli studiosi che ritengono che al termine di questo intenso periodo di emergenza sanitaria alcune cose non torneranno mai più. Stando a quanto spiegato dal direttore di Mit Technology Review, il magazine della celebre università statunitense, Gordon Lichfield, alcune cose non torneranno mai più a causa dei cambiamenti nella vita personale ed economica delle persone che si stanno attualmente affrontando.

Secondo lo studioso, fino a quando non si troverà un vaccino o per lo meno un farmaco per la cura e nel frattempo ci saranno persone che continueranno ad avere il virus e diffondere il contagio, le epidemie continueranno, saranno molto diffuse e questo imporrà la necessità e l’obbligo di continuare ad assumere comportamenti sociali ben diversi da quelli che avevamo prima del dilagare del coronavirus.

Per bloccare la diffusione del contagio il coronavirus dovremo cambiare radicalmente quasi tutto cioè che facciamo, dal lavoro, all’esercizio fisico, alla socializzazione, al fare shopping, alla gestione della salute, all’educazione dei nostri figli.

Questo periodo di emergenza sanitaria dovuto alla diffusione del coronavirus probabilmente modificherà per sempre:

  • il modo di lavorare, sostituendo lì dove possibile lo scambio sociale con lo smart working e le lezioni frontale tramite pc;
  • le relazioni private e familiari;
  • le abitudini dei bambini;
  • la pratica dell’attività fisica, che tanti si sono abituati e attrezzati a fare in casa, cosa che secondo Leichfield porterà sempre più anche dopo la fine della pandemia alla vendita di attrezzi online e tutorial per fare esercizi fisici adeguati e corretti, all'uso di bici e lunghe passeggiate all’aperto.

Quando tutto finirà, secondo le studioso, i grandi uffici attrezzeranno le sale riunioni in ambienti molto ampi per distanziare bene le persone, i nuovi sistemi tecnologici permetteranno di tenere sotto controllo chi sarà a rischio malattia e chi no, per prendere un volo aereo probabilmente bisognerà iscriversi ad adeguati servizi che traccino gli spostamenti in modo da poter eventualmente avvisare se qualcuno dei vicini su un dato volo è poi risultato infetto e stessi sistemi probabilmente varranno per viaggi in treno o su mezzi pubblici.

Potrebbero poi esserci scanner della temperatura corporea all’ingresso di ogni edificio pubblico, museo, luogo di cultura e arte, locale notturno; o probabilmente per l’accesso agli stessi bisognerà esibire un certificato che attesti il buono stato di salute o che si è stati magari infetti ma si è del tutto guariti. La parola d’ordine potrebbe diventare controllo capillare di tutto e tutti.

Cosa cambierà per sempre dopo coronavirus per lo storico Yuval Noah Hararu

Anche per Yuval Noah Hararu, celebre storico israeliano contemporaneo, una volta conclusasi la tempesta scatenata dal coronavirus, il mondo sarà cambiato.

Parla, infatti, di una emergenza che certamente passerà, anche se i tempi sono ancora incerti, ma che altrettanto certamente avrà cambiato, per alcune cose radicalmente, il modo di vivere di tutti, a partire dall’uso che diventerà certamente frequente di alcune novità al momento in vigore, dallo smart working all’e-learning, per arrivare al possibile uso per tutti di braccialetti che siano in grado di controllare il nostro stato di salute, segnalando dati anomali, come febbre, o battito del cuore accelerato, o affaticamento respiratorio.

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