Il vero eroe di Chernobyl dimenticato, ecco cosa ha fatto e come vive ora.

di Chiara Compagnucci pubblicato il

Decorato con medaglie sovietiche e ucraine, Ananenko ora percepisce una pensione statale mensile di circa 369 euro. Eppure ha scongiurato un grande disastro.

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L'ingegnere di Chernobyl, eroe dimenticato

Su un aspetto non transige: non vuole essere chiamato eroe. Alexei Ananenko è l'ingegnere di Chernobyl che ha letteralmente nuotata sotto al reattore in fiamme per prevenire la seconda catastrofica esplosione. Ma, assicura a oltre 30 anni dagli eventi, stava solo obbedendo agli ordini e non aveva paura perché non si rendeva conto del vero pericolo.

Nella serie TV di successo Chernobyl, la scena è stata uno dei momenti più drammatici e l'uomo, adesso 59enne, conferma tutto. Stava guadando i corridoi allagati insieme ad altri operai ma senza consapevolezza sull'impatto disastroso degli eventi ma ben sapendo che una seconda esplosione sarebbe stata quella definitiva.

L'ingegnere di Chernobyl, eroe dimenticato

Alexei Ananenko vive adesso in un modesto appartamento con una camera da letto alla periferia di Kiev. Nessuna stella al merito da mostrare, ma solo tanta umiltà nel ricordare gli eventi. Non sono un eroe, ripete a tutti. I fatti sono adesso tornati al centro dell'attualità grazie alla serie televisiva in cui si racconta il tentativo di tre ingegneri (gli altri erano Valeriy Bezpalov e Boris Baranov) di svuotare un serbatoio d'acqua situato sotto al reattore in fiamme.

Gli esperti nucleari temevano che una seconda esplosione potesse verificarsi se il combustibile radioattivo surriscaldato fosse bruciato attraverso un pavimento di cemento e avesse reagito con la quantità d'acqua nel serbatoio. Ma nonostante i timori di una seconda esplosione dopo quella che il 26 aprile 1986 ha travolto il reattore numero 4 della centrale nucleare ucraina, l'entità del disastro non era al momento chiara. La sola possibilità per evitare il disastro era lo svuotamento delle piscine di sicurezza in modo controllato.

Protetti solo da attrezzature subacquee e semplici respiratori, i tre uomini hanno attraversato i corridoi parzialmente allagati. Usando le torce sono riusciti a trovare nel buio le serrature per il serbatoio dell'acqua per poi aprirle. L'ingegnere ricorda che i tre uomini raffigurati nella serie come volontari per una missione suicida hanno semplicemente obbedito agli ordini, senza essere informati con chiarezza dei rischi a cui andavano incontro. Nonostante abbia portato con sé due dosimetri, Ananenko ha detto di non ricordare la cifra esatta della quantità di radiazioni assorbita dal proprio corpo.

Poi si scoprì che l'esplosione rilasciò nell'atmosfera una quantità di radiazioni superiore di 100 volte quelle delle bombe atomiche di Hiroshima e Nagasaki.

Una medaglia al merito, ma 369 euro di pensione

Dei tre ingegneri, anche Bespalov è vivo e abita nello stesso distretto di Ananenko mentre Barano è morto nel 2005. Fortunatamente Ananenko non ha subito gravi problemi di salute dopo la missione ed è stato in grado di continuare a lavorare nel settore nucleare fino al 2017. Il veterano di Chernobyl è stato però costretto al ritiro perché coinvolto in un grave incidente automobilistico che lo ha fatto precipitare in coma per un mese e ha danneggiato la sua memoria. Decorato con medaglie sovietiche e ucraine, Ananenko ora percepisce una pensione statale mensile di circa 369 euro.

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