Impianto, pompa di benzina illecita trovata. Emergenza benzina contraffatta in ogni regione

Un nuovo caso di gasolio contraffatto e addirittura di una pompa di benzina completamente abusiva. Ma ormai dilagano in tutta Italia questo tipo di truffe a danno anche dei cittadini che possono vedersi bloccare le proprie auto per la qualità del carburante o perdere soldi

Impianto, pompa di benzina illecita trov

Rischio di scoppio, impianto abusivo e gasolio illegale: sequestrata pompa di benzina


Un ulteriore caso di un impianto illecito trovato e bloccato con gasolio illegale sequestrato. E c'era anche il richio scoppio. Ma è unod ei tanti che casi che stanno accadendo in Italia, dove c'è un vero allarme.
 

Questa volta, il caso scoperto, è persino peggio dei precedenti, perchè l'impianto era totalmente abusivo, privo di qualsiasi sicurezza ed era a rischio scoppio.

La storia

Dopo una delicata e complessa indagine la Guardia di Finanza di Sant’Agata di Militello in provincia di Messina, incollaborazione con le altre forze dell'ordine, hanno sequestrato un impoanto abusivo della zona di carburante che aveva ben 9mila litri di gasolio da vendere.
Non si conosce nè la provenineza nè la qualità di questo carburate e sono in corso delle analisi, perchè probailmente poteva anche essere fraudolaento e dare potenzialmente problemi alle auto. Il valore totale è di circa 30mila euro.

Sono state bloccate due persone che rischiano ora da 1 a 5 anni e una multa minima di oltre 7500 euro.

Come abbiamo già spiegato in altri articoli, la Guardia di Finanza anche questa volta ha confermato che l'indagine faceva parte di una operazione più vasta sul controllo di numerose pompe di benzina e di trasporto illecito e non registrato di carburante che è stato trovato varie volte avvenire nel fine settimana.

Da qui si è coperto questa pompa di benzia, che in realtà non era altro che una cisterna, cone due erogatori, senza nessuna, come abbiamo già scittto, protezione e sistema anticendio o di altro genera

Frode da record

Ancora una volta c'è la questione gasolio sporco nel mirino degli inquirenti. Ma questa volta non si tratterebbe di un errore tecnico perché la Guardia di finanza si dice sicura di aver scoperto una truffa. Perché alla base dello stratagemma ci sarebbe il tentativo di frodare il fisco. Come? Proponendo una miscela simile a olio lubrificante e venduta come gasolio a prezzi più bassi rispetto a quelli di mercato. E con una grande differenza ai fini fiscali: il prodotto non è soggetto ad accise e dunque sarebbe infinitamente volte più vantaggioso. Secondo le Fiamme gialle di Crotone ammonterebbe a più di un milione di euro l'importo sottratto all'erario. Da qui l'arresto di sei persone e la notifica dell'obbligo di dimora ad altri cinque. Complessivamente sono 21 le persone denunciate a vario titolo di 21.

Tutto è nato dall'intercettazione di un'autocisterna polacca che trasportava in Italia la miscela contraffatta. Ma si trattava solo della piccola parte di un flusso complessivo pari a un milione e 400.000 litri di simil gasolio proveniente da società inesistenti e con nomi fittizi. Lo schema sarebbe andato avanti per molto tempo fino al sequestro del mezzo dal parte dei militari della Finanza.

E ulteriore caso

Ma non si tratta del solo episodio finito al centro dell'attenzione. Solo fino a pochi giorni fa le cronache locali e nazionali riferivano del caso del gasolio sporco in Puglia. Della protesta degli automobilisti si sono poi occupate le associazioni dei consumatori, la procura di Lecce che ha aperto un'inchiesta e perfino il parlamento con una interrogazione. I fatti sono noti: decine di automobilisti sono finiti in panne con i rispettivi veicoli dopo aver fatto rifornimento di gasolio in alcune stazione ben precise nelle province di Brindisi e Lecce. L'indice è stato immediatamente puntato contro la raffineria di Taranto da cui proviene il diesel sporco. Tuttavia la stessa Eni ha preso pubblica posizione, spiegando come non ci si stato alcun intoppo nel processo e che, evidentemente, i problemi vanno cercati ancora più a monte.

Stando a quanto denunciato, la fonte del problema andrebbe ricercata in possibili disfunzioni nella raffineria di Taranto. Il punto è che il carburante sotto accusa sarebbe già in circolo in tantissime città, considerando che sono tre le province con stazioni di rifornimento che si approvvigionano dalle raffineria contestata. Quest'ultima sarebbe inciampata in un problema di mixaggio che avrebbe causato la fornitura di un prodotto non adatto alla carburazione. Dal punto di vista tecnico, sembra che dopo il rifornimento di gasolio le auto abbiano mostrato difetti alle pompe di gasolio e agli iniettori con arresto improvviso dei veicolo e impossibilità a proseguire la marcia. Alcuni distributori hanno quindi invitato i clienti a rivolgersi direttamente alla società di distribuzione carburanti per riferire delle problematiche e segnalare eventuali problemi alla vettura. La stima dei danni sarebbe pari a 1.500 euro.

Ma questi sono solo i due casi più recenti, seppur differenti, saliti all'onore delle cronache per il gasolio sporoc nell'ultimo periodo. Ce ne sono diversi anni e le associazioni dei consumatori continuano a ricevere segnalazioni di vari "problemi" dopo i rifornimenti fatti in varie pompe di benzina sparse per l'Italia. Ogni anno si contano alcune migliaia di segnalazioni spiegano dalle stesse associazioni. Un mese e mezzo fa, circa, solo per fare un esempio la Guardia di Finanza ha denunciato per menomissione delle pompe di benzina dei distributori in Puglia, ma casi simili ci sono, purtroppo, in tutto il territorio e i protagonisti sono i più svariati nella filiera e nel settore che sta sempre più diventando al centro di controlli mirati da parte delle Forze dell'Ordine proprio per questi motivi.