Imprese, 29mila in Italia nel design. Prima tra grandi economie europee

L'Italia conquista un primato importante per quanto riguarda il comparto del design. Con 29mila aziende presenti sul territorio nazionale il Belpaese ha messo in fila i principali competitors europei

Imprese, 29mila in Italia nel design. Pr

L'Italia conquista un importante primato nel campo del design. Le economie europee più avanzate inseguono


Il made in Italy ha sempre avuto un peso specifico importante nell’economia del Paese. E continua ad esercitare un fascino magnetico capace di trainare l’intera economia anche durante il periodo di crisi che ha messo in ginocchio altri comparti. Basta spulciare i dati relativi all’impresa per sapere che sono ben 28mila quelle che in Italia lavorano nel comparto design.

Una vera e propria garanzia di successo e, a dire la verità, non ci sarebbe nemmeno nulla da meravigliarsi se si considera la percezione che dell’Italia hanno all’estero. Che può variare di caso in caso ma di certo per quel che riguarda le questioni di gusto, di stile, di design per l’appunto, mette d’accordo tutti. E consente di assegnare la palma del primo posto all’Italia tra le grandi economie europee.

Italia prima tra grandi economie europee del design

Il rapporto “Design economy” di Symbola, l’osservatorio sul settore presentato alla Triennale da Ermete Realacci e Domenico Sturabotti rispettivamente presidente e direttore di Fondazione Symbola, Stefano Boeri, presidente della Triennale, e Stefano Bordone, vicepresidente di FederlegnoArredo che è stato divulgato, chiarisce una volta per tutte che proprio il comparto design, capace di fatturare con le quasi cento ottanta mila imprese sparse su tutto il territorio continentale, un totale di venticinque miliardi di euro. E che l’Italia sia prima tra le grandi economie per quel che riguarda il design lo si capisce dal fatto che un’azienda su sei parli italiano.

Un primato scolpito nei numeri: 29mila imprese in Italia; 26 mila divise tra Germania e Francia; 21mila in Inghilterra; appena 5mila in Spagna. Insomma, il design, almeno per quanto riguarda il vecchio continente parla italiano. Il Belpaese mantiene posizioni di tutto rispetto, sempre sul podio, anche alle voci fatturato, dove è seconda tra le grandi dopo il Regno Unito e davanti alla Germania, alla Francia e alla Spagna. E anche in termini di occupazione. Tra le altre cose l’Italia conquista anche un prestigioso secondo posto per il numero di brevetti registrati di design.

L’Italia scende negli scambi con la Cina

C’è un altro dato, in evidente controtendenza, rispetto a quanto appena scritto. Se l’Italia può fregiarsi di riconoscimenti importanti per quanto riguarda il comparto design, non altrettanto può fare rispetto ai rapporti commerciali con la Cina. Che, dopo un 2016 strepitoso, grazie all’acquisizione di Pirelli da parte di ChemChina, mostra segni di cedimento. Questo è quello che ha evidenziato, prendendo in considerazione la situazione europea, l’ultimo Rapporto di Baker MacKenzie sul Go Global che affida la palma di migliore alla Svizzera che nel 2017 ha registrato il deal più ricco.

Anche in questo caso grazie a un pesante intervento della stessa ChemChina di Ren Jianxin che ha messo di nuovo mano al portafogli per acquistare Syngenta, gigante svizzero dell’agrochimica. In ogni caso, investitori cinesi hanno messo nel mirino soprattutto Regno Unito e Germania.  In questa speciale classifica, dove l’Italia non figura più tra le posizioni di testa, l’Olanda è riuscita a strappare una più che onorevole terza posizione grazie al deal da parte di Jianyin Investment’s di NXP Semiconductors’ standard products business.