Incidenti, risarcimenti a forte rischio. I motivi

Il crac del fondo per le vittime della strada parte da lontano e che si snoda fino all’esito odierno attraverso tre fasi distinte e separate. A pesare in maniera determinante lo scarso senso civico

Incidenti, risarcimenti a forte rischio.

Il fatto potrebbe provocare nuovi aumenti sulla rca auto. I consumatori sul piede di guerra


Il crac per il fondo vittime della strada è certo, tranne un intervento di urgenza, che potrebbe salvarlo. Ed è una storia che nasce da lontano ed è molto delicata e grave

Che niente sia eterno, ormai, dovrebbe essere chiaro a tutti. Eppure, in alcune circostanze, la reazione di sconcerto di fronte alle notizie come questa, è difficile mantenere un distacco che saprebbe di ipocrisia. Così è successo per la notizia che riguarda da molto vicino gli incidenti stradali con il possibile crac del fondo delle vittime per le strade. Ovvero, quella forma di tutela, creata ormai quasi cinquant’anni orsono, che consente a chi è stato vittima di un pirata della strada oppure di incidenti con veicoli senza assicurazione, di poter contare su una qualche forma di risarcimento.

Ora tutto questo potrebbe improvvisamente essere sepolto dalla crudeltà dei numeri. Che affossano un bilancio che difficilmente potrà reggere al centocinquanta milioni di euro all’anno di rosso strutturale. Con prospettive che non lasciano scampo: il disavanzo dovrebbe toccare, stando alle previsioni, che raggiungerà gli ottocento milioni di euro nel 2026.

Crac fondo vittime per le strade

Una crisi che, dopo l’azzeramento del patrimonio e le cifre impietose, non può dirsi certamente improvviso. Ma la decisione di Consap, concessionaria dei servizi assicurativi pubblici, spa controllata dal ministero delle Finanze cui fa capo il fondo di garanzia, di pubblicare le cifre e sancire una sorta di de profundis del fondo ha davvero lasciato senza parole. Il crac del fondo dedicato alle vittime della strada parte da lontano e che si snoda fino all’esito odierno attraverso tre fasi ben distinte e separate.

La prima è la diminuzione complessiva delle entrate con un crollo della quota prelevata dalle assicurazioni che oscilla tra il 20 ed il 25 per cento. Cosa che a scattare subito l’allarme dei consumatori visto che non è difficile prevedere a questo proposito un nuovo aumento delle polizze assicurative. La seconda è l’aumento degli evasori che per il 50 per cento, purtroppo, appartengono alle regioni meridionali.

Un automobilista su due, dunque, nel mezzogiorno d’Italia circola con un’auto sprovvista di assicurazione. Il terzo fattore, ovvero, l’aumento delle frodi, è strettamente collegato al secondo. Anche in questo caso il Sud Italia con la Campania in testa, conserva il suo triste primato. In Campania, alla quale viene destinato il 41% dei quasi duecento milioni di euro pagati dal Fondo, si concentrano il sessantacinque per cento dei casi considerati a rischio frode. Insomma un circolo vizioso dal quale sarà difficile uscire senza ulteriore aggravi per i consumatori. Che sono già sul piede di guerra.