Inps, prestazioni economiche malattia, maternità, paternità per 2018. Salari medi e convenzionali.

Come cambiano quest’anno i valori e gli importi di indennità di malattia e maternità: cosa prevede la nuova circolare Inps

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L'INPS per il 2018 illusta nel dettaglio gli importi medi per le prestazioni economiche per malattie, paternità e maternità. Vediamole nel dettaglio
 

Valore dell'indennità di maternità ancora il punto debole del nostro sistema assistenziale. Nonostante lievi aumenti che si registrano attualmente, restano ancora molto basse le erogazioni per chi decide di fare un figlio e astenersi dal lavoro, valore che molto spesso scoraggia le coppie che vogliono fare figli, con importanti e negative ripercussioni sul tasso di natalità del nostro Paese. Purtroppo, però, fino a quando lo Stato italiano non interverrà concretamente rivedendo, in generale, regole e somme dovute per la maternità, la situazione continuerà ad essere relativa negativa. Quanto valgono malattia e maternità in base ai salari convenzionali medi 2018?

Maternità e malattia: le ultime novità dall’Inps

Stando a quanto riportano le ultime e ultimissime notizie, con la recente circolare n. 61 del 4 aprile 2018, l’Inps ha reso note informazioni sul nuovo limite minimo per quest’anno 2018 di retribuzione giornaliera e di altri valori ai fini del calcolo di indennità di malattia, maternità e paternità e tubercolosi. Secondo quanto reso noto, aumentano dell’1,1% rispetto al 2017 i salari medi per il calcolo dell’indennità economica di malattia e maternità per alcune categorie di lavoratori per effetto dell’inflazione tornata a crescere dopo tre anni di stabilità.

Indennità di malattia e maternità: cosa prevede la nuova circolare Inps

Stando a quanto riportato, nel dettaglio, nella nuova circolare Inps relativamente a nuove indennità di malattia e maternità, con riferimento all’anno 2018:

  1. per i lavoratori soci di società e di enti cooperativi anche di fatto, i trattamenti economici previdenziali in oggetto per 2018 sono parti a 48,20 euro;
  2. per i lavoratori agricoli a tempo determinato sono pari a 42,88 euro;
  3. per i compartecipanti familiari e piccoli coloni sono pari a 56,83 euro;
  4. per i lavoratori italiani e stranieri addetti ai servizi domestici e familiari devono essere usate le retribuzioni convenzionali orarie che sono 7,05 euro per le retribuzioni orarie effettive fino a 7,97 euro, 7,97 euro per le retribuzioni orarie effettive superiori a 7,97 euro e fino a  9,70euro, 9,70 euro per le retribuzioni orarie effettive superiori a 9,70 euro e 5,13 euro per i rapporti di lavoro con orario superiore a 24 ore settimanali;
  5. per i lavoratori autonomi, tra cui rientrano commercianti, artigiani, coltivatori diretti, coloni, mezzadri, imprenditori agricoli professionali, pescatori autonomi della piccola pesca marittima e delle acque interne (maternità/paternità), devono essere considerati importi differenti.

In particolare:

  1. per commercianti e artigiani l’importo è di 48,20 euro al giorno;
  2. per coltivatori diretti, coloni, mezzadri, imprenditori agricoli professionali, l’importo da considerare è di 42,88 euro al giorno;
  3. per i pescatori l’importo è di 26,78 euro al giorno.

Infine, per i lavoratori iscritti alla Gestione Separata dell’Inps, bisogna considerare le aliquote contributive pensionistiche, maggiorate dell’ulteriore aliquota contributiva per il finanziamento dell’onere derivante dall’estensione agli stessi della tutela relativa alla maternità/paternità, al congedo parentale, agli assegni per il nucleo familiare, alla degenza ospedaliera e alla malattia, che stando a quanto stabilito dall’Inps sono pari a:

  1. 25,72%  per i lavoratori liberi professionisti;
  2. 33,72% per i collaboratori e altre figure assimilate non assicurati presso altre forme pensionistiche obbligatorie per i quali non è prevista la contribuzione aggiuntiva DIS-COLL;
  3. 34,23%  per i collaboratori e altre figure assimilate che non risultino avere altre assicurazioni presso altre forme pensionistiche obbligatorie per cui si prevede la contribuzione aggiuntiva Dis Coll.

Solo 35 euro al giorno per la maternità: le storie

Ma quanto vale la maternità per una lavoratrice media? Stando a ultime notizie emerse da storie raccontate da mamme lavoratrici, ‘solo’ 35 euro al mese. E’, per esempio, il caso di una donna di 39 anni, agente di commercio, che versa contributi regolarmente da 15 anni alla Gestione Separata dell’Inps e all’Enasarco ma che da quest’ultima per la su maternità non ha ricevuto soldi, perché cumulando il suo assegno con quello del marito, da 1.200 euro al mese, sarebbe stata ritenuta ricca, e che, invece, dall’Inps, per la stessa soglia redditi, sarebbe stata paragonata a chi percepisce redditi annui il triplo dei suoi, avendo ‘solo’ 35 euro al giorno. Per il mondo delle donne-mamme, questo sistema rende infelici perché per sostenere le spese quotidiane, senza sostegno da parte dello Stato, bisogna tornare a lavoro senza avere la possibilità di godersi la maternità. E sono in tante coloro che da questa ‘triste’ condizioni italiana si lasciano scoraggiare.