Intesa SanPaolo risarcirà cliente. Non lo aveva avvertito che i titoli Lehman erano rischiosi. Altri casi e ulteriori rischi

La Corte di cassazione ha confermato la condanna della Corte d'appello di Torino, obbligando Intesa SanPaolo Private Banking spa a risarcire il cliente.

Intesa SanPaolo risarcirà cliente. Non l

Condannata Intesa SanPaolo Private Banking spa


La sentenza rischia di provocare uno scossone perché la Corte di Cassazione non solo ha riconosciuto in comportamento negligente di Intesa SanPaolo Private Banking spa che non avvertito sui rischi che l'acquisizione dei titoli Lehman portava con sé. Ma nella sentenza di condanna ha anche messo nero su bianco che dovrà risarcire il cliente di quasi centomila euro. Perché è stata proprio la decisione di investire in obbligazioni Lehman Brothers, poi fallita, che ha portato il consumatore a perdere quasi tutto il capitale investito. Nell'ordine di acquisto la banca aveva dichiarato che le obbligazioni risultavano poco rischiose - scrive testualmente . obbligandosi anche ad avvisare il cliente ove si fosse verificata una variazione significativa del livello di rischio.

Condannata Intesa SanPaolo Private Banking spa

La prima sezione civile della Cassazione ha così confermato la condanna della Corte d'appello di Torino, obbligando Intesa SanPaolo Private Banking spa a risarcire il cliente con circa 97.000 euro. Per i giudici le informazioni devono e dovevano essere fornite dall'intermediario prima della stipula dell'ordine di acquisto dei titoli mobiliari, anche in caso di rinnovo di titoli analoghi e non aver fornito la doverosa informazione integra l'inadempimento dell'istituto di credito.

Nessuna generica rassicurazione al cliente

Secondo i giudici della Suprema Corte, è vero è che il cliente in epoca successiva all'acquisto è venuto a conoscenza della difficile situazione della società emittente i titoli obbligazionari che aveva acquistato, ma anche in questo caso è ravvisabile un comportamento negligente della banca, avendo l'investitore appreso da fonti diverse dall'intermediario tali informazioni. E non si tratta del solo passaggio con cui i togati inchioda l'istituto di credito alle sue responsabilità. Come si legge nel testo della sentenza, la banca non ha esplicitato con chiarezza all'investitore la situazione del titolo e del mercato, non mancando di fornire generiche rassicurazioni al cliente.

Sentenza favorevole ai risparmiatori

Proseguono senza soste i contenziosi tra i risparmiatori e le banche. Non tutte, ma quelle coinvolte nei più recenti fatti di cronaca ovvero di crisi, fallimenti, rimborsi e risarcimenti. A fare da tramite in quelle che possono sembrare battaglie giudiziarie difficile da affrontare e vincere, ci pensano spesso e volentieri le associazioni a tutela dei consumatori, come ne caso di Adusbef, specializzata nelle questioni bancarie. Ebbene, l'ultima causa giudiziaria da cui è uscita vittoriosa assume una certa importanza non solo per il coinvolgimenti di nomi come Veneto Banca e Intesa San Paolo, ma anche per il precedente creato.

L'Associazione per la difesa degli utenti dei servizi bancari finanziari postali e assicurativi onlus ha allora tutte le ragioni per esultare perché, stando a quanto messo nero sul bianco dal giudici, la subentrante Banca Intesa è responsabile dei rapporti tra istituto e utenti. Si tratta insomma di una vittoria per i risparmiatori che adesso hanno maggiori speranze di poter ottenere risarcimenti e rimborsi. Più nello specifico il Tribunale di Vicenza ha stabilito che nelle cause promosse dai risparmiatori contro Veneto Banca (ora in liquidazione coatta amministrativa) può essere chiamata in giudizio Intesa San Paolo quale successore e responsabile a titolo solidale insieme alla stessa Veneto Banca.

Vale la pena fare presente che la decisione del Tribunale Civile di Vicenza si affianca a quella in sede penale del Gup di Roma nel procedimento penale nei confronti di Veneto Banca e degli ex amministratori imputati dei reati di aggiotaggio e ostacolo alla vigilanza, che aveva autorizzato la chiamata di Intesa San Paolo quale responsabile civile. Tanto per intenderci sulla portata di questa causa, sono coinvolte 210.000 famiglie che hanno acquisto obbligazioni e azioni illiquide da Banca Popolare di Vicenza e Veneto Banca. Nello specifico, questa vertenza che si è risolta favorevolmente ha preso le mosse dal giudizio avviato dal legale Adusbef di Bassano del Grappa contro Veneto Banca con la contestazione di alcuni vizi nella vendita di prodotti finanziari.

Ripartono le cause contro le ex popolari

Il tutto avviene mentre messo alle spalle il decreto di liquidazione di Bpvi e Veneto Banca, ipartono le cause contro le ex popolari per le azioni azzerate. Anche in questo caso la via è stata giudiziaria perché sono state decisive due pronunce tra Vicenza e Verona. E sempre a Verona, quattro funzionari della filiale di Borgo Venezia di Veneto Banca sono stati iscritti nel registro degli indagati con l'accusa di truffa contrattuale per la compilazione di moduli Mifid (Markets in financial instruments directive) a una donna che ha perso 80.000 euro. Per la prima volta sono messi sotto accusa gli esecutori delle operazioni e non i vertici.