iPhone rallentati e batterie, in Francia inchiesta. E problemi aumentano per Apple in Italia

Anche in Italia il fenomeno è sempre più grave perché la spinta a cambiare prodotti anche quando non è necessario comporta un inutile aggravio delle spese delle famiglie. E al centro dell'attenzione c'è ora Apple con iPhone, in tutto il mondo e in Francia in particolare

iPhone rallentati e batterie, in Francia

Obsolescenza programmata: in Francia è reato. iPhone sotto accusa


Si chiama obsolescenza programmata e altro non è che la tendenza degli oggetti elettronici a usurarsi. Il termine chiave è però programmata e non obsolescenza. Significa che sono le stesse aziende produttrici a spingere in questa direzione ovvero a realizzare un oggetto a scadenza e dunque destinato a un invecchiamento prima del tempo. Il motivo? Semplice, semplicissimo: costringere i consumatori a sostituire il prodotto e dunque ad acquistarne uno nuovo. Ed è evidente che i costi per le famiglie medie diventano un problema, soprattutto se numerose. Anche se mai pubblicamente ammessa, si tratta di una pratica largamente perseguita da quasi tutte le imprese di ogni comparto. E anche in Italia il fenomeno è piuttosto diffusa e si mostra in tutta la sua gravita perché il budget familiare viene sacrificato sull'altare dei profitti delle grandi aziende. E il fatto che Apple abbia ammesso in parte il problema delle sue batterie dopo 500 cicli di ricarica abbasando anche il prezzo del cambio, l'ha messa sotto l'occhio del ciclone oraticamente in tutto il mondo, ma in modo particolare in Francia dove c'è una legge molte precisa in merito

Obsolescenza programmata: in Francia è reato

Succede però che c'è un Paese in cui l'obsolescenza programmata è formalmente un reato. Significa che si viene scoperti a realizzare oggetti destinati a deperirsi con facilità, si possono aprire le porte del carcere per due anni. Ma non prima di aver pagato una multa pari al 5% del fatturato. Su queste basi il procuratore della Repubblica di Nanterre ha avviato una indagine contro iPhone, Epson, Brother, Canon e HP. Tanto per essere chiari, le stampanti Epson segnalerebbero esaurite le cartucce e dunque consiglierebbero implicitamente il consumatore alla loro sostituzione, anche se hanno ancora dal 20% al 50% di inchiostro. Spetta adesso alla Dgccef, la Direzione generale repressione frodi del Ministero dell'Economia, accertare o meno se le ipotesi di reato siano tali o se hanno aderenza con la realtà.

L'associazione transalpina Hop (Halte à l'Obsolescence Programmée) non ha dubbi e le cose stanno realmente così. A detta del sodalizio, ogni giorno la multinazionale giapponese produce migliaia di stampanti ma il loro ultimo rapporto d'inchiesta metterebbe in evidenza una serie di tecniche per abbreviare la vita dei prodotti. E anche nel caso della Francia a rimetterci sarebbe appunto il consumatore finale, a cui sarebbe richiesta una spesa non necessaria. Proprio il settore dell'elettronica, soprattutto se di consumo, è quello maggiormente soggetto al problema dell'obsolescenza programmata, sfruttato per benino dalle aziende di tutto il mondo per cercare di mantenere un elevato livello di consumi. E poco importa se l'oggetto sia stato realmente usurato o utilizzato fino in fondo con una certa frequenza.

Apple sotto accusa in Francia, in Italia e Usa

In tutto il mondo Apple, come abbiamo detto, è sotto accusa per l'obsolescenza programmata delle batterie coordinata con il sistema operativo, che poi è un modo di far diventare vecchio e lentamente inutilizzabile tutto il cellulare. In Francia sono state aerte due inchieste ed Apple rischia una multa pesante. E nel resto del mondo, Italia compresa, vi sono già 30 class action. Anche perchè per il cambio della batteria, che viene a costare 29 euro complice la grande richiesta, si stanno avendo ulteriori prblemi di ritardi e mancate risposte, se non tutti, in buona parte degli Apple Center italiani.

Aggravio dei costi per le famiglie

Per quanto riguarda le stampanti, i giapponesi di Epson assicurano la carica sufficiente a 14mila pagine in bianco e nero per la EcoTank ET-2750. Destano preoccupazioni anche le stampanti 3D: si tratta di un prodotto diffuso da poco sul mercato. Per quelle non industriali si stima una vita di circa dieci anni. Tutto dipende dall'elettronica installata. E che dire delle lampade a fluorescenza? I produttori assicurano una durata di 10mila ore per i modelli tubolari con cicli di accensione di 8 ore. Con un sistema di pilotaggio elettronico possono arrivare fino a 60mila ore. Poi ci sono i TV Oled (diodi organici a emissione di luce), quelli di ultimissima generazione, sempre più diffusi anche negli ambienti domestici. LG dichiara 100mila ore di funzionamento per le proprie televisioni Oled ovvero 22 anni con 12 ore di attività al giorno