Istat, più diseguaglianze e rapporti sociali peggiori per Italia che esce da crisi

L’Istat fotografa, mediante la pubblicazione della quinta edizione del Rapporto sul benessere equo e sostenibile lo stato del Belpaese a un anno di distanza dall’uscita dalla crisi economica profonda

Istat, più diseguaglianze e rapporti soc

L'Istat fotografa un'Italia a due velocità. Vediamo di che si tratta


Una Italia che per uscire dalla crisi, o almeno così sembra, e comunque a stento, si ritrova con più diseguaglienze nei redditi e sociali, con un peggioramento dei rappoerti sociali, soprattutto nei cofnronti dei giovani con gli altri e una ripreseìa dell'emigrazione di laureati e non fuori dall'italia stessa

Italia e Spagna paesi spesso in competizione tra loro. Calcio, turismo, gastronomia, sono alcuni dei comparti nei quali la battaglia risulta essere più serrata. Ma i due paesi sono anche quelli che detengono un altro record, non troppo incoraggiante, almeno da qualche punto di vista. Si tratta, infatti, dei due paesi europei che vantano la popolazione più longeva. Una aspetto che ha delle ricadute concrete anche sulla vita quotidiana della popolazione in generale.

È l’Istat a fotografare, con la pubblicazione della quinta edizione del Rapporto sul benessere equo e sostenibile lo stato del Belpaese a un anno di distanza dall’uscita da una crisi profonda che ha segnato l’economia italiana, cambiandola profondamente. Come sono cambiate, purtroppo non per scelta ma per necessità le abitudini e i rapporti sociali.

Questo lavoro, che si basa sulla valutazione di 129 indici presi in esame, si sofferma su due aspetti in particolare: in Italia aumentano le disuguaglianze dei redditi e peggiorano i rapporti sociali. Una diretta conseguenza dell’allargamento del solco tra ricchi sempre più ricchi e poveri sempre più poveri.

Italia aumentano disuguaglianze redditi

Se da un lato è chiaro ormai che tutti gli indicatori economici dimostrano che l’Italia è uscita fuori dalle sabbie mobili della crisi economica, bisogna anche valutare il fatto che le macerie di questi anni sono visibili nell’aumento delle disuguaglianze. Disuguaglianze che riguardano soprattutto i redditi delle persone.

La scomparsa della classe media significa una sola cosa: la polarizzazione della ricchezza. E cioè che i ricchi diventano sempre più ricchi e i poveri sempre più poveri. La diffusione di questo nuovo benessere, insomma, non è stata omogenea. A questo elemento se ne aggiunge un altro che riguarda il tasso di occupazione.

Ma anche in questo caso le ricadute non sono poi sempre così positive basti pensare che il Belpaese fa ancora fatica a trovare una sistemazione adeguata ai laureati. Soprattutto a quelli con una specializzazione elevata. La cosiddetta fuga di cervelli, insomma, sembra ancora lontana dall’essere risolta.

Peggiorano rapporti sociali

E in questo rapporto in chiaroscuro che evidenzia croci e delizie di un paese che non riesce ad imboccare la strada della ripresa in maniera convinta rientra anche un altro aspetto. Se da un lato, infatti, peggiorano i rapporti sociali, dall’altro cresce nuovamente la speranza di vita.

Nel 2016, infatti ha recuperato completamente la flessione del 2015 confermando la posizione di primissimo piano dell’Italia che si classifica tra i paesi più longevi in Europa, preceduta solo dalla Spagna. Anche nelle età anziane gli italiani hanno una speranza di vita ben superiore alla media europea ma il quadro muta se si considera la qualità della sopravvivenza: lo svantaggio per gli italiani nel numero di anni senza limitazioni a 65 anni è pari a 1,6 per gli uomini e sale a 1,9 per le donne.