Italia e Germania, cosa cambia con modifiche trattati Ue

Italia accetta la nuova politica europea, decisa principalmente dalla Germania in maniera succube, portandoci ad un rischio di suicidio stesso facendoci, secondo alcuni analisti, controllare sempre di più

Italia e Germania, cosa cambia con modif

Italia, un kamikake della Germania politico e finanziario


Cosa cambia con le modifiche dell'Ue dei trattati ed è vero che ci sarà un ruolo della Germani di egemonia maggiore o addirittura che l'Italia sarà il Kamikaze della Germania? E che il nuovo foscal compatc ci porterà di fatto ad un suicidio a livello di economia e politica?

L'Italia sembra pronta a recipire il nuovo disegno Europea di gestione e di Governo, e nessuno o quasi degli attuali politici sembra essere decisamente contrario, soprattutto al Fiscal Compact ma è un disegno che se dovesse passare andrebbe contro i nostri stessi interessi e ancora una volta in favore delle economie più potenti come la Germania

Italia, i due problemi. Una visione diversa

Come vedremo sotto, l'Unione Europea si è detta preoccupata da due fattori principali, la mancata crescita e il debito che continua a salire, oltre che per la situazione delle banche. Di seguito vedremo, le posizioni dell'Ue, ma ci sono anche analisti che sottolineano come il nostro debito sia in realtà cresciuto nonostante le politiche di austerity molto meno rispetto a quello della Francia e ancora meno rispetto a Gemania e Giappone a cui nessuno indica la minaccia di fallimento o default. Tra l'altro il debito in Italia è in mano per due terzi ai cittadini italiani stessi che hanno un risparmio molto più alto privato degli altri stati mondiali.
Il secondo problema è la mancata crescita, ma oltre ad una evidente della nostra classe politica, tutto viene deciso anche dalla forte austerity che ci è stata imposta e non è servita a nulla, se non arricchirre le casse di altri Stati, in primis e soprattutto la Germania.

Il vero problema, il Fiscal Compact

Il vero problema è che nel nuovo sistema europeo dovrebbe entrare il Fiscal Compact che ci obbligherebbe a nuove tasse e sacrifici per bloccare il debito e conseguirne sempre la parità. Questo non farebbe altro che alimentare sacrifici e difficoltà ancora maggiori per l'Italia seguendo una politica filo tedesco che gestisce l'Europa. 
SE si aderisse al Fiscal Compact dovrebbe esserci una vera Unione Europea con un sistema di muta solidarietà, un vero Parlamento Europeo, e debiti condivisi da tutti con un sistema di obbligazioni europeo.
Altrimenti si continuerà sempre su questa stra e sul rischio del fallimento e del commissariamento, o per qualcuno detto, anche di controllo da parte della Germania stessa.

La visione dell'Ue, stabilità finanziaria a rischio soprattutto per Italia

C'è molta preoccupazione e incertezza per l'area Euro e la stabilità finanziaria con la possibilità di forti storni per la gestione dei tassi e del loro probabile rialzo che è la stessa Bce a mettere l'avviso di pericolo che diventa più forte per l'Italia, sia per le banche che le imprese senza contare l'avvertimento già ricevuto per l'iter attuale
Le principali banche centrali si preparano ad aumentare i tassi ma, nonostante nota l'operazione, i mercati sono ancora poco consapevoli di quanto a breve potrebbe accedere e si tratta di una inconsapevolezza. L’operazione secondo gli esperti porterà a storni repentini ed improvvisi che interesseranno soprattutto azioni e bond. Ad avvertire di questa situazione ormai alle porte sarebbe stata, secondo le ultime notizie, la stessa Bce, spiegando che la decisione delle banche centrali dipenderebbe sostanzialmente dal momento di dubbi e incertezze che continuano a caratterizzare la politica dell'eurozona. L'aumento dei tassi da parte delle principali banche centrali non solo presuppone rischi non indifferenti per diversi bond ma anche per tenuta e sostenibilità del debito pubblico di alcuni Paesi membri della stessa Ue.

A cui si aggiunge, Commissione Ue e Manovra Finanziaria

Secondo la Commissione, nel 2018 il miglioramento che viene promesse è dello 0,3% sul Pil, ma in realtà facendo i conti la Commission presieduta da Dombrovskis e Moscovici vede uno 0,2% reale e che, comunque, non basta con i conti che peggiorano come ha sottotolineato il vice presidente Katainen.
Si viene rischiedere, per questo motivo, nella definizione finale della manovra almeno un aggiustamento di circa 3,4 miliardi di un ulteriore 0,2% sul Pil, ma, comunque, cè molta preoccupazione per l'alto debito.
Non devono essere toccate, sempre secondo la Commissione, le pensioni e ir ischi in pratoica sono ovunque, da una crescita stimata trioppo alto così come le  entrate dalle privatizzazioni e il problema delle banche e dei crediti deterioati oltre i debito generale che si accumulano ella Pubblica Amministrazione.
Anche questa volta il Patto di Stabilità potrebbe non essere centrato.

Debito pubblico in Italia in costante aumento

Il debito pubblico continua ad aumentare segno che la politica di austerity e il piano di tagli agli sprechi non riescono a sortire alcun risultato: sembra, infatti, che nulla funzioni nonostante si parla di profondo impegno volto alla riduzione del debito pubblico del nostro Paese che continua a far persistere uno stato di crisi generale da cui sembra sempre più difficile uscire. Stando a quanto riportano le ultime notizie Eurostat, nel nostro Paese il debito pubblico vola al 132% del Pil e, secondo Bankitalia, da aprile a luglio i debiti sono aumentati di altri 39,4 miliardi, raggiungendo quota 2.299 miliardi di euro. Questi recenti numeri sull'andamento del debito pubblico delineano i contorni di una situazione di crisi economica da cui risulta sempre più difficile uscire ma ci si chiede quale sia davvero la causa dell’impossibilità del nostro Paese di superare i problemi economici che continuano ad affliggere il Belpaese.

Le ultime notizie confermano come il debito pubblico in Italia sia ancora cresciuto. Secondo i recenti dati Eurostat, dal 2014 ad oggi il debito pubblico italiano è aumentato di 138 miliardi di euro arrivando a quota 2.218 miliardi di euro, dai 2.173 miliardi dell'anno precedente. Peggio dell’Italia ha fatto solo la Grecia, dove il debito pubblico ha raggiunto il 180% del Pil. Secondo Eurostat, in Italia nel 2016 il debito pubblico ha raggiunto il 132% del Pil, in rialzo rispetto al 131,5% del 2015 mentre l'ammontare del Pil italiano è risultato in crescita a 1.681 miliardi, dai 1.652 miliardi del 2015. E la crescita del debito pubblico è continuata anche in questo 2017: secondo Bankitalia, da aprile a luglio il debito è aumentato di altri 39,4 miliardi, toccando quota 2.299 miliardi di euro e nei primi sette mesi dell’anno il debito è aumentato complessivamente di 82 miliardi di euro. A nulla, dunque, è servita l’austerità.

A questi numeri si aggiungono quelli relativi, nello specifico, all’indebitamento netto delle Amministrazioni Pubbliche nel 2016, quando si è arrivati alla quota -41.937 milioni di euro, pari al 2,5% del Pil. Secondo le ultime notizie riportate nella seconda Notifica annuale sull'indebitamento netto e sul debito delle Amministrazioni Pubbliche (AP) Istata, riferita al periodo 2013-2016, trasmesso alla Commissione Europea in applicazione del Protocollo sulla Procedura per i Deficit Eccessivi (PDE) annesso al Trattato di Maastricht, il debito delle Amministrazioni Pubbliche negli anni 2013-2016 è risultato pari a 2.218.471 milioni di euro, pari al 132% del Pil e rispetto al precedente 2015 il rapporto tra il debito delle Amministrazioni pubbliche e il Pil è cresciuto di 0,5 punti percentuali.

Si tratta di numeri che dimostrano come il piano di riduzione e revisione della spesa pubblica non sia stato efficace o, come si dice da tempo, non sia stato proprio attuato. Del resto, tra misure di austerità che non hanno portato alcun risultato concreto positivo e mancata revisione della spesa pubblica non ci si poteva aspettare altro che ulteriori notizie negative sull’andamento dell’economia del nostro Paese rispetto alle altre europee che, seppur lievemente, sembrano tutte in riresa, ad eccezione, come sopra detto, del caso della Grecia.

Debito pubblico: aumenta in Italia, diminuisce in Germania

Se in Italia il debito pubblico continua ad aumentare e, come detto, peggio del nostro Paese è riuscita a fare solo la Grecia, decisamente opposta è la situazione in Germania. Guardando al di fuori dei nostri confini, infatti, tra il 2013 e il 2016 il debito pubblico è aumentato ovunque e unica eccezione è rappresentata dalla Germania: in Francia, il debito è salito di 4,1 punti; in Spagna, il debito è salito dal 95,5% del 2013 al 99,0% del 2016 pur riducendo il deficit di 2,5 punti, ma in Germania il debito, in quattro anni, è passato dal 77,4% al 68,1%. Un gran bel risultato ma decisamente in controtendenza rispetto all’andamento delle altre economie.

C'è molta preoccupazione e incertezza per l'area Euro e la stabilità finanziaria con la possibilità di forti storni per la gestione dei tassi e del loro probabile rialzo che è la stessa Bce a mettere l'avviso di pericolo che diventa più forte per l'Italia, sia per le banche che le imprese senza contare l'avvertimento già ricevuto per l'iter attuale