Italia, il debito è sostenibile. Non fissarsi sui limiti di Maastricht

Anche se l'economia italiana non cresce ai livelli precedenti alla crisi ovvero procede a rilento, la fase della recessione è alle spalle.

Italia, il debito è sostenibile. Non fis

Italia, non fissarsi sui limiti di Maastricht


Il debito pubblico è un bene o un male? Non c'è e non ci può essere una risposta definitiva a questo quesito perché la chiave di lettura è un altro: se il debito è sostenibile allora è inutile concentrarsi sui limiti fiscali imposti da Maastricht ovvero stare attenti agli impercettibili scostamenti rispetto ai parametri fissati. Si tratta di una impostazione di base per capire in che modo muoversi ovvero se sforare i limiti indicati a livello comunitario. Ebbene, le novità passando adesso dalle analisi condotte da Axa IM. Stando infatti alle simulazione effettuate, così com'è, il debito pubblico italiano è sostenibile. Tuttavia sarebbe sbagliato esaltarsi perché i margini di manovra rimangono comunque pochi.

Italia, non fissarsi sui limiti di Maastricht: il debito è sostenibile

Le simulazioni condotte dal capo investimenti di Axa IM spazzano allora via alcuni luoghi comuni sullo stato dell'economia italiana. Mostrando come il debito pubblico italiano sia sostenibile, anche se non concede di muoversi in totale libertà, viene certificato il lavoro dei tecnici del Ministero dell'Economia, attenti a rimettere in sesto il Paese. E anche se l'economia italiana non cresce ai livelli precedenti alla crisi ovvero procede a rilento, la fase della recessione è alle spalle e la Borsa, a differenza di quanto accade ne resto dell'Europa, è più stabile e meno soggetta a pericolosi scossoni. Insomma, il trend è regolare anche se non esaltante per via di una crescita comunque troppo lenta.

Come spiegato da Alessandro Tentori, Chief investment officer di AXA Investment Managers Italia, gli investitori hanno capito che concentrarsi esclusivamente sui limiti fiscali del Trattato di Maastricht potrebbe rivelarsi riduttivo per l'Italia. E proprio questa potrebbe essere la chiave di volta in Italia, anche considerando che le proiezioni ufficiali della Commissione europea riferiscono come il differenziale tra costo del debito italiano e potenziale fiscale possa attestarsi all'1% in Italia, considerando a pieno regime crescita e inflazione.

Si tratta di una stima nel lungo periodo, ma sufficiente per credere che il Paese possa finalmente uscire dalle secche in cui è rimasta impantanata negli ultimi anni.