Italia lasciata sola da Ue e a forte rischio dopo coronavirus. Allarme da Upb e non solo

di Chiara Compagnucci pubblicato il
Italia lasciata sola da Ue e a forte ris

Rischi coronavirus, come affrontare l'emergenza

A chiedere il parere dell'Ufficio parlamentare di bilancio stato lo stesso governo e la risposta non stata per nulla confortante. Ma cosa sta facendo l'Unione europea?

Il grande assente di queste prime settimane di crisi per la diffusione progressiva del coronavirus è l'Europa. Fino a ora si è limitata a osservare senza alcun intervento diretto e indiretto nei confronti di un Paese membro fondatore come l'Italia che è in piena difficoltà.

Eppure, come fanno notare due voci autorevoli che approfondiremo in questo articolo e che non sono antieuropee, che l'emergenza coronavirus vada ben oltre le conseguenze sanitarie è diventato subito evidente. Il rallentamento iniziale della principale zona produttiva del Paese è parso subito estremamente grave.

L'allargamento al resto del Paese e l'aggravamento delle misure non sta facendo altro che provocare estrema preoccupazione. E il problema aggiuntivo, come stanno facendo notare gli esperti, si presenterà nel momento in cui si tenterà di tornare alla normalità.

Non il 4 aprile ovvero il giorno successivo alla scadenze di questa nuova ondata di restrizioni. Inutile illudersi perché il passaggio dalla crisi attuale alla ripresa non avverrà da un giorno all'altro e occorre tempo per rivedere la luce.

Tuttavia occorre agire da subito e non prima che l'economia italiana sprofondi. E soprattutto, passaggio di fondamentale importanza - come sottolineato dall'Ufficio parlamentare di bilancio nella memoria consegnata alle Camere - il sostegno dell'Unione europea.

Non a caso già si comincia a parlar di cifre, come di deficit fino a 2,9% nel piano del governo ovvero di far salire il disavanzo di 2-4 decimali. Vediamo in questo articolo

  • Coronavirus, l'allarme di Upb: Italia lasciata sola da Ue
  • Rischi coronavirus, come affrontare l'emergenza

Coronavirus, l'allarme di Upb: Italia lasciata sola da Ue

A chiedere il parere dell'Ufficio parlamentare di bilancio è stato lo stesso governo e la risposta non è stata per nulla confortante.

Come fatto presente dagli esperti, l'epidemia ha assunto caratteri globali e l'impatto sulle attività economiche sarà rilevante e può compromettere la potenzialità dell'intero paese negli anni a venire. Lo sguardo dell'Upb è dunque puntato al futuro, ma le azioni dovrebbero concretizzarsi nel presente.

La politica di bilancio - spiega l'Upb - deve preservare la capacità produttiva del sistema economico e le sue potenzialità di crescita, ma è indispensabile la cooperazione dell'Unione europea. Proprio la grande assente. Non si registra infatti una presa di posizione ufficiale o un atto concreto in questo drammatico periodo per la storia italiana.

Ed è adesso che si avverte il bisogno di un supporto, sanitario ed economico. Le previsioni non sono affatto incoraggianti perché se l'epidemia venisse arginata entro il mese di aprile - ammoniscono gli esperti - è probabile che nel 2020 il Pil si ridurrà. L'impatto è però ancora aleatorio.

Rischi coronavirus, come affrontare l'emergenza

Tra le tante valutazioni che stanno circolando in questi giorni segnaliamo quella dell'economista Alberto Quadrio Curzio, presidente emerito Accademia dei Lincei, perché tira in ballo le responsabilità di tutti i Paesei europei.

A suo dire, nel caso di diffusione del contagio negli Stati con maggiore disponibilità di bilancio, come la Germania, diventa utile l'emissione di EuroRescuebond per affrontare il coronavirus.

La procedura suggerita prevede che sia la stessa Banca centrale europea ad acquistare gli ERB allo stesso modo di come in passato ha acquistato titoli di Stato dei singoli Paesi. C'è però un incognita da valutare: la Bce può prendere il posto delle politiche economiche dei singoli governi?

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