Italia paese delle startup che crescono, indietro però all'Europa

In Italia le startup innovative sono in aumento nell'ultimo anno rispetto al 2016. Danno lavoro a un numero sempre crescente di persone e il valore della loro produzione. cresce in maniera costante

Italia paese delle startup che crescono,

Cresce il numero delle startup innovative che nascono in Italia. Ma l'Europa è ancora lontana


Gli sforzi per traghettare l’Italia verso una modernizzazione che sia nei fatti e non solo nelle parole passa anche da qui. Il mondo delle startup rappresenta un chiaro indicatore per comprendere dove può essere fissata l’asticella della vitalità di un’economia. E, a quanto pare, l’Italia si può considerare un paese dove le startup crescono. Questo è il quadro che emerge dal resoconto appena pubblicato dal ministero dello Sviluppo economico traccia nella.

Che inequivocabilmente traccia un bilancio positivo sul numero delle start up innovative che sono in aumentato nel Belpaese e danno lavoro a un numero sempre crescente di persone e il valore della loro produzione. Anche i fallimenti sono meno frequenti mentre il risvolto della medaglia è che le imprese sono di dimensioni ridotte rispetto ai competitor europei. E qui c’è poi l’altra nota dolente: l’Italia, nonostante tutti gli sforzi, resta indietro però al resto dell’Europa.

Italia paese delle startup che crescono

L’Italia sta, dunque, affermando il suo ruolo di paese nel quale le startup crescono. Un successo testimoniato dai dati che segnalano inequivocabilmente la crescita di questo settore. Dati sono disponibili semplicemente andando a sbirciare nel registro speciale dedicato alle imprese innovative che però non contiene l’intero mondo delle start up italiane, dal momento che per accedervi le società devono avere meno di 5 anni e un fatturato inferiore ai 5 milioni di euro. Ciò detto, una tendenza è chiara. A metà del 2017 le nuove startup avevano superato quota settemila che sono diventate novemila a dicembre. Una crescita di quasi mille e cinquecento unità rispetto all’anno precedente, con un aumento 24,5 per cento in un anno e del 74 per cento dal 2015.

Capitale delle start up è Milano: 1.207, pari al 14 per cento del totale nazionale e al 62 per cento di quello regionale. Seconda regione per numero è l’Emilia-Romagna: 862. Terzo il Lazio: 813. Ma in tutto le start up innovative sono solo lo 0,67 per cento delle società di capitali attive in Italia. Come densità, le capitali italiane delle start up sono Ascoli Piceno e Trieste: l’1,88 delle società di capitali attive, contro l’1 per cento di Milano (decimo posto) e lo 0,41 di Roma.

Questo sviluppo ha avuto risvolti positivi anche sull’occupazione visto che sono circa trentacinquemila i lavoratori che hanno iniziato la loro esperienza grazie a una startup, di cui 23.858 fondatori e 10.262 dipendenti: il doppio in due anni. Secondo i bilanci 2016, le iscritte al registro hanno prodotto beni e servizi per 773 milioni di euro: 2 miliardi se ci si allarga alle Pmi innovative. E’ un aumento del 35 per cento rispetto al 2016, le iscritte nel 2015 hanno in media raddoppiato la propria produzione in un anno, quelle iscritte nel 2014 l’hanno triplicata in due anni e tra le iscritte nel 2013 una su dieci ha un fatturato oltre i 500.000 euro.

Startup Italia ancora indietro all'Europa

Il panorama italiano è quindi in grande miglioramento. Le startup continuano a fiorire ma l’Italia resta ancora indietro rispetto al resto dell’Europa che, probabilmente, si è mossa su questo fronte con maggiore anticipo e pertanto gode di un vantaggio di posizione che difficilmente può essere azzerato in poco tempo. Comunque alcuni provvedimenti volti ad incentivare la nascita delle startup è stato preso anche in Italia.

Dal settembre del 2013, per esempio quelle innovative possono contare su una garanzia sul credito bancario da parte del Fondo di Garanzia per le Pmi, che copre fino all’ottanta per cento delle operazioni, con un tetto fissato a 2,5 milioni di euro. A quattro anni dall’entrata in vigore, sono stati erogati finanziamenti per 573 milioni di euro. Nel 2015 più di 82 milioni di euro sono stati coperti dall’incentivo per gli investimenti in equity, sui 100 milioni in venture capital registrati. 666 start up hanno ricevuto almeno un investimento da 2.703 investitori, per un beneficio fiscale complessivo di 11,6 milioni di euro.




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di Luigi Mannini pubblicato il