Italiani e il record case di proprietà e risparmio. Ma la verità taciuta ora è diversa

di Chiara Compagnucci pubblicato il
Italiani e il record case di proprietà e

Case di proprietà, gli italiani rinunciano

Sarà forse perché l'economia italiana non gira al massimo e pare piuttosto che si sia arrestata, ma gli investimenti nel mattone sono rallentati.

Le due storiche certezze degli italiani stanno iniziando a incrinarsi. Da una parte il nostro è da sempre un popolo che scommette sulla famosa casa di proprietà come forma di investimento. Nessuno, in tutto il mondo, ha mai avvertito un legame così stretto. E sono proprio i numeri a rilevare questa storica caratteristica.

Dall'altra, se l'Italia è riuscita a rimanere in piedi nonostante il fortissimo vento della crisi è per via dei risparmi. Mai considerati spendaccioni, i depositi nei conti correnti sono testimonianza di lungimiranza e lunghe vedute. Eppure qualcosa sta cambiando. E anche in questo caso sono le cifre a rivelare come qualcosa sia già cambiato.

Case di proprietà, gli italiani rinunciano al mattone

Sarà forse perché l'economia italiana non gira al massimo e pare piuttosto che si sia arrestata, ma gli investimenti nel mattone sono rallentati. E parliamo di prima casa e non di seconda o terza abitazione. Queste opportunità non sembra più appartenere alla generazione attuale. Lo rivela l'Istat e se i suoi dati sono messi a confronti con quelli delle altre economie europee, ecco che viene fuori un altro indicatore del cambiamento dei tempi: non siamo più i migliori investitori nel mattone.

Nel 2019 è la Spagna quella che fa registrare il legame più stretto tra proprietario e mattone. Ecco allora che si mette in moto la legge della domanda e dell'offerta e i prezzi delle case - mette in luce l'Istituto nazionale di statistica - sono calati del 17,2%.

Eppure, a completamento della panoramica, non sfugge quel +8,8% registrato dall'Osservatorio del mercato immobiliare dell'Agenzia delle entrate per il settore residenziale in riferimento alle compravendite. La spiegazione si trova andando a fondo nell'analisi, da cui emerge la differente velocità con cui procedono l'interesse e la vendita di abitazione nuove e case datate e magari da ristrutturare.

Anche questo è un segno dei tempi, con le nuove generazioni che simbolicamente si allontano dalle tradizioni familiari. Vale infine la pena ricordare le parole di Confedilizia, secondo cui il mercato immobiliare italiano è in crisi. Ed è il solo nel Vecchio Continente.

Italiani popolo di risparmiatori? Meno di prima

La seconda grande convinzione che sta perdendo quota è quella degli italiani come popolo di risparmiatori. O meglio, lo sono ancora ma meno di prima. Anche questa volta sono i numeri a venire in soccorso, considerando che secondo il più recente rapporto dell'Associazione bancaria italiana, mancano all'appello 156 miliardi di euro. Si tratta di un taglio di rilievo che testimonia in tutta la sua durezza la difficoltà degli italiani a mettere da parte.

Provando a dare qualche cifra per inquadrare ancora meglio la situazione, i prestiti alle famiglie e alle imprese registrano una crescita su base annua dell'1%. I mutui chiesti dalle famiglie sono aumentati del 2,5% su base annua. I prestiti alle imprese sono diminuiti dello 0,6% su base annua. Infine, i depositi sono aumentati di circa 55 miliardi rispetto all'anno antecedente.

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