Italiaonline, centinaia di dipendenti a rischio

Italiaonline con il rischio di licenziamento di circa 500 dipendenti è l'ultimo dei casi di aziende in crisi. Ecco cosa sta succedendo in questo caso e altre vicende di chiusura o licenziamenti

Italiaonline, centinaia di dipendenti a

Italiaonline, a rischio centinaia di posti di lavoro


Una crisi continua che tocca tutte le città e tutte le regioni e tutti i settori anche tra quelli che dovrebbero cavalcare la ripresa, come la tecnologia. E' il caso di Italiaonline e e di tanti altri taciuti di tutte le tipologie
 

Continua la crisi in Italia e non è facile dire leggendo queste storie che ci sia una ripresa economica e occupazionale. Anche, perchè, sono oltre 164 i tavoli di crisi aperti e solo per le aziende più grandi, non contando tutte le piccole realtà, ma anche le medie e i professionisti

Italiaonline, 500 lavoratori a rischio

Sono centinaia i lavoratori a rischio di Italiaonline, l'azienda nata dalla fusione con Seat Pagine Gialle. Il rischio di vedere quasi 500 persone lasciate a casa o costrette a trasferirsi non è roba da poco. Tra pochi mesi, a giugno per l'esattezza, terminerà la cassa integrazione per i lavoratori, e poi? Secondo i numeri dei sindacati, i lavoratori di Torino di Italiaonline sono 394, di cui 104 in cassa integrazione a zero ore e 170 in cassa integrazione a rotazione. A livello nazionale i dipendenti sono 826, di cui 242 in cassa integrazione straordinaria a zero ore e 297 a rotazione. Da parte sua, l'azienda ha tenuto a ricordare di aver fatto un investimento da 35 milioni di euro e di rispettare tutti gli impegni di formazione per il personale. Italiaonline, azienda quotata in borsa, nasce dalla fusione di due realtà imprenditoriali.
La prima ha lo stesso nome dell'attuale società ed era un gruppo specializzato nei servizi digitali che contava 150 dipendenti. La seconda era Seat Pagine Gialle, proprietaria di Pagine Bianche e Pagine Gialle, dei marchi Virgilio e Libero con i suoi quasi 10 milioni di abbonati, della concessionaria web Iol Advertising, leader della pubblicità online in Italia, e di altri portali web. Si tratta quindi di un nome di rilievo e ben noto. La situazione coinvolge un territorio che è già scottata dal caso Embraco e non a caso la stessa sindaca Chiara Appendino, incontrando un presidio di lavoratori dell'azienda radunati sotto alla sede del Comune, ha più volte ribadito come la priorità sia di evitare la riproposizione di un nuovo caso Embraco. A suo dire c'è una responsabilità sociale delle imprese da rispettare che significa ritirare i licenziamenti e tutelare lavoratori e famiglie.

Trony 800 dipendenti a rischio

La crisi di Trony si è abbattuta come un fulmine a ciel sereno sulla situazione occupazionale italiana. Se, infatti, i dati divulgati dall’Istat parlano di una ripresa dell’occupazione, seppure non così massiccia come si poteva immaginare, si apprende ora che 800 lavoratori del gruppo Trony stanno vivendo il loro dramma personale legato all’incertezza sul proprio futuro.

Prospettive nere che si trascinano dallo scorso dicembre, infatti, i lavoratori stanno percependo solo un quinto del proprio stipendio a causa della crisi scaturita per alcune scelte sbagliate da parte della dirigenza e anche per il ruolo sempre più ingombrante che l’e-commerce si è ritagliato proprio a danno della grande distribuzione. Gli stabilimenti finiti nell’occhio del ciclone si trovano a Milano, Napoli, Genova e Savona. Una situazione drammatica come dimostra l’ammissione alla procedura del concordato in bianco. Da allora, era il 24 gennaio scorso è alla ricerca di un possibile acquirente.

A Milano il rischio chiusura è molto reale. La Lombardia è una terra fertile per Trony visto che dei quaranta punti vendita presenti in Italia, ben nove sono presenti in Lombardia per un totale di centoquaranta dipendenti degli 800 totali che stanno vivendo ore di ansia per questa vicenda. Che continuano a lavorare quotidianamente ma con un grosso groppo in gola.

Perché la crisi non è per niente passeggera e le incognite maggiori riguardano le prospettive future. C’è grande attesa per capire se la notizia che circola da circa un mese riguardo un misterioso acquirente disposto a sobbarcarsi questa situazione, sia attendibile oppure no. ma non ci sono novità di rilievo né in un senso né nell’altro. Speranze che si affievoliscono sempre di più e che adesso vengono riposte anche nell’incontro, programmato la prossima settimana al Ministero del Lavoro, con l’obiettivo di sbloccare la situazione di una delle controllate.