Jeff Bezos, Bill Gates e Michael Bloomberg insieme per un batterio rivoluzionario. Ecco cosa può fare

Gli investitori miliardari entrano in scena per aver raccolto un miliardo di dollari da investire in nove startup dell'energia attraverso il fondo Breakthrough energy Ventures.

Jeff Bezos, Bill Gates e Michael Bloombe

Bill Gates, Jeff Bezos e Michael Bloomberg


Non si tratta del primo caso in cui i grandi capi di multinazionali hi-tech decidono di investire nel mondo delle scienze e della salute. Stupisce allora solo fino a un certo punto che nomi del calibro Jeff Bezos, Bill Gates e Michael Bloomberg decidano di investire fior fior di quattrini su un batterio rivoluzionario. La novità è piuttosto un'altra: la decisione di procedere insieme verso la stessa direzione. Punto di forza e di distinzione di questo batterio geneticamente modificato è anche un altro: la capacità di cambiare l'agricoltura ovvero di assestare un duro colpo all'impiego impiego dei fertilizzanti azotati. Solo il tempo potrà dire se l'intuizione avrà successo, ma le premesse sono stimolanti e quasi eticamente insopprimibili. I dati rivelano che oltre a consumare energia e inquinare i fiumi, i fertilizzanti all'azoto liberano nell'aria un gas serra 300 volte più nocivo dell'anidride carbonica.

Bill Gates, Jeff Bezos e Michael Bloomberg insieme per l'agricoltura pulita

Chiave di volta di questo progetto è la startup Pivot Bio e la volontà di introdurre un prodotto per i coltivatori di mais statunitensi, prima di rivolgersi ad altre colture come il frumento e il riso. I primi passi sono di segno positivo, considerando che è stata finora in grado di raccogliere 70 milioni di dollari per realizzare il batterio geneticamente modificato in grado di tagliare l'impiego dei fertilizzanti azotati. Dal punto di vista tecnico, la procedura adottata è estremamente semplice perché i coltivatori non devono fare altro che spruzzare il batterio in forma liquida sul seme stesso.

Gli investitori Jeff Bezos, Bill Gates, e Michael Bloomberg entrano in scena per aver raccolto un miliardo di dollari da investire in nove startup dell'energia attraverso il fondo Breakthrough energy Ventures. Più esattamente, è stato istituito per finanziare le imprese con capitale che non richiede un rendimento fino a un massimo di 20 anni. E la maggior parte delle risorse raccolte da Pivot Bio derivano proprio da questo fondo.

Agricoltura tradizionale vs agricoltura innovativa

Il percorso è però più accidentato di quello che può apparentemente sembrare perché tra gli ostacoli da superare c'è la resistenza degli agricoltori, non sempre molto propensi a sperimentare nuove soluzioni. Come spiegato da Karsten Temme, cofondatore e amministratore delegato della società, una pianta è un po' come un essere umano. Matura secondo periodi di crescita. Nel mezzo della stagione vegetativa, la pianta è un'adolescente e bisogna fornirgli nutrienti il più velocemente possibile perché è il momento in cui cresce più velocemente. E ancora, argomenta Temme: appena il seme germoglia e si forma la prima radice, il batterio può aderire proprio a quella radice e coprirla come fosse un guanto.

In questo modo può fornire tutti i giorni il cibo alla pianta, eliminando l'eccesso di fertilizzante. A suo dire, il primo impegno è portare un prodotto nel mercato degli produttori di mais statunitensi, che la società sta chiamando Proven.

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