La verità sulla sanità in Italia non detta e non così scontata negli ultimi 10 anni

Ancora troppe ombre sulla sanità pubblica italiana e sempre più cittadini costretti a rivolgersi al privato: la situazione attuale

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Una sanità, quella italiana, che nonostante vanti grandi eccellenze rappresenta un tallone di Achille del nostro Paese: le strutture degli ospedali italiani sono spesso fatiscenti, le condizioni igienico-sanitarie in alcuni casi sono davvero da denuncia, come del resto hanno dimostrato caso recenti, e talvolta la negligenza dei medici è molto alta. Ma, d'altro canto, vi sono nel nostro Paese anche belle strutture con macchinari all'avanguardia e medici eccellenti. Qual è la situazione della sanità italiana?

Sanità italiana: la situazione attuale

Stando a quanto riportano le ultime notizie emerse dal IV Rapporto della Fondazione Gimbe sulla sostenibilità del Servizio sanitario nazionale, negli ultimi dieci anni, tra il 2010 e il 2019, al Servizio sanitario nazionale sono stati sottratti circa 37 miliardi di euro e questa riduzione, nello stesso periodo, ha fatto registrare stesso periodo una media annua di crescita dello 0,9%.

Secondo il presidente della Fondazione Gimbe, Nino Cartabellotta, considerando che come riportano le ultime notizie il Def 2019 abbassa il rapporto spesa sanitaria/Pil dal 6,6% nel 2019-2020 al 6,5% nel 2021 e al 6,4% nel 2022 e l'aumento di 8,5 miliardi di euro in tre anni previsto dalla Legge di Bilancio 2019 dipende dalle stime di crescita, non si tratta di una situazione destinata a migliorare molto presto.

Sanità italiana tra pubblico e privato

Dalle ultime notizie emerge che la spesa per la salute nel nostro Paese ha un valore complessivo di 204.034 milioni di euro. Entrando più nel dettaglio, per la spesa sanitaria si calcolano 154.920 milioni di euro di cui 113.131 milioni di spesa sanitaria pubblica e 41.789 milioni di spesa sanitaria privata e di questa 35.989 milioni sono risultati a carico delle famiglie e 5.800 milioni a carico di fondi sanitari/polizze collettive (3.912 milioni), polizze individuali (711 milioni) e da altri enti (1.177 milioni).

Altissimi sono poi gli sprechi calcolati: le stime sull'impatto degli sprechi sulla spesa sanitaria pubblica 2017, parlano di 21,49 miliardi spesi inutilmente tra: servizi e prestazioni sanitarie inefficaci o inappropriate (per cui sarebbero stati spesi 6,48 miliardi), frodi ( che sarebbero costate 4,75 miliardi di euro), acquisti a costi eccessivi (2,16 miliardi di euro), sotto-utilizzo di servizi e prestazioni efficaci e appropriate (3,24 miliardi), problemi amministrativi (2,37 miliardi) e coordinamento scarso e disordinato dell'assistenza (2,59 miliardi).

A causa di cure inefficaci e talvolta inappropriate, di problemi amministrativi e, elemento non da poca, di scarsa fiducia nel sistema sanitario nazionale, sono sempre più gli italiani che pagano per le proprie cure in strutture private. Tanti anche coloro che sono costretti a rivolgersi al privato perché per alcune visite nel pubblico i tempi di attesa sono lunghissimi.

Secondo quanto emerge dal IX Rapporto Rbm-Censis sulla sanità pubblica, privata e intermediata, sono 19,6 milioni gli italiani costretti a rivolgersi alla sanità privata per prestazioni essenziali prescritte dal medico. Proprio a causa dei lunghi tempi di attesa per sostenere alcuna visite o esami medici, dalle ultime notizie emerge che 28 cittadini su 100 preferiscono pagare ma far subito le visite dovute.

La percentuale più alta di chi è costretto a rivolgersi al privato per prestazioni mediche essenziali e visite specialistiche si registra al Sud, il 33,2%, a seguire il Centro, con il 31,6%; il Nord-Ovest, con il 22,6%; il Nord-Est, con il 20,7%.

Marco Vecchietti, amministratore delegato di Rbm Assicurazione Salute, ha calcolato che la spesa sanitaria privata media per famiglia ha raggiunto quota 1.437 euro, una cifra davvero elevata se pensiamo che la sanità italiana è pubblica e che paghiamo le tasse, e non poche, per poter godere dei servizi sanitari pubblici che, però, sempre più spesso e ormai da troppo tempo si rivelano scarsi, deludenti e inefficaci. Probabilmente è arrivato davvero il momenti di avviare una seria riflessione in tal senso, perché salute, cure e vita dei cittadini devono rappresentare una priorità.

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di Marianna Quatraro pubblicato il