Le ragioni del crollo e nessun accordo. La verità tra scandali e lista nera dei disastri successi

Corruzione, truffe e disastri di Autostrade, il piano di passaggio all’Anas e le condizioni secretate delle concessioni: la situazione

Le ragioni del crollo e nessun accordo.

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Revocare la concessione ad Autostrade per riportarla all'Anas, azienda pubblica che conta 6mila dipendenti per la gestione di 26mila chilometri di strade e autostrade, e 'donarle' di nuovo allo Stato: è questa la novità cui, stando a quanto riportano le ultime notizie, starebbe lavorando il nuovo governo. Ma la lista degli scandali che ha coinvolto l'Anas, unita a quella dei disastri, è davvero lunga. La questione è tornata prepotentemente alla ribalta dopo il crollo del ponte Morandi di Genova che ha provocato decine di morti in una giornata qualunque, come tante altre.

Autostrade all'Anas: la lista degli scandali

Lo stesso amministratore delegato, Gianni Vittorio Armani, arrivato a fine 2015, a inizio incarico ha parlato di mancata manutenzione delle strade, inchieste, arresti. Gli scandali che si sono succeduti, tra corruzioni, truffe e frodi, hanno portato alle strade disastrate di oggi a ponti e cavalcavia pericolanti e ad oggi il 40% delle infrastrutture gestite dall'Anas ha più di 35 anni e usura e scarsa manutenzione provocano danni irreparabili proprio come il recente crollo del ponte Morandi a Genova. E prima di questo recentissimo accadimento, nel 2015 è crollato il viadotto Himera lungo la Palermo-Catania, per cui sono indagati due dipendenti dell'Anas, la ricostruzione doveva essere completata nel 2018 ma ad oggi lavori sono appena stati aggiudicati e solo tra due anni si concluderanno effettivamente, secondo quanto stabilito; lo stesso anno, sempre in Sicilia, è toccato al viadotto Scorciavacche, tra Palermo e Agrigento, che ha ceduto a pochi giorni dalla sua inaugurazione e i cui lavori di ricostruzione sono fermi; nel 2016 è toccato al cavalcavia Annone Brianza (Lecco) che tra gli indagati ha visto anche un ingegnere Anas; l'anno scorso è toccato al cavalcavia della tangenziale di Fossano (Cuneo), per cui sono stati indagati 12 dipendenti per disastro colposo

Il grande problema di strade e autostrade italiana è la mancata manutenzione e gli scarsi investimenti reali in essa. E dal bilancio 2016 è anche emerso che Anas ha decine di procedimenti penali e sette richieste di risarcimento danni per sinistri mortali, cui aggiungere la maxi inchiesta, con la richiesta di rinvio a giudizio di 52 persone, che ha smascherato il giro di tangenti per l'aggiudicazione di appalti.

Autostrade all'Anas: condizioni secretate delle concessioni

Non solo frodi, corruzione e disastri: quando si parla di Autostrade per l’Italia si parla anche di condizioni secretate delle concessioni. Stando a quanto riportato da ultime notizie rese note da un’indagine conoscitiva redatta dalla Banca d’Italia sui concessionari autostradali è, infatti, emerso che tra il 2008 e il 2013 è notevolmente cresciuto il divario tra investimenti effettivi, pari a 11,5 miliardi, e quelli previsti dagli impegni assunti, pari a 14,1 miliardi, e che si tratta di condizioni economiche secretate, come gli investimenti da fare ma resi noti e pubblici.

O meglio, sono stati resi pubblici, ai tempi in cui è stato ministro Graziano Delrio, sul sito del Ministero delle Infrastrutture i testi delle Convenzioni che attuano le Concessioni sottoscritte da Stato e concessionarie, ma non sono mai stati resi pubblici gli allegati principali contenenti i piani economici e finanziari, gli investimenti da effettuare e relativo cronoprogramma, la remunerazione del capitale, la revisione delle tariffe di pedaggio.

Si tratta di informazioni che permetterebbero anche di distinguere correttamente gli investimenti aggiuntivi che si intendono fare da quelli già previsti ma ancora non disponibili. Eppure si tratta di informazioni importanti perché, per esempio, gli adeguamenti di tariffe e pedaggi in autostrada dipendono da inflazione, recupero di produttività e investimenti e servono per rimpinguare gli investimenti aggiuntivi che i concessionari per contratto devono obbligatoriamente fare. Ma la mancata conoscenza delle informazioni sugli investimenti passati rende impossibile per valutare l’eventuale congruità degli aumenti di tariffa. E tutto, come in questo caso, è ancora sconosciuto.

Ponti crollati in Italia negli ultimi 5 anni

La tragedia di Ferragosto, quella che ha riguardato Genova città ferita a morte dal crollo del ponte Morandi che ha causato vittime, lasciando una striscia di incredulità e di lutti che ha attraversato tutto lo Stivale non è l’unica. Anzi. La storia di tutti i ponti crollati in Italia negli ultimi 5 anni è lì a testimoniare un degrado che sta trascinando nel baratro un Paese che appare totalmente impreparato ad affrontare la sfida della modernità.

Costruito negli anni del boom economico il crollo del ponte Morandi assume dunque una valenza simbolica che è difficile da non prendere in considerazione. Anche alla luce di tutti gli altri ponti crollati negli ultimi 5 anni. Vizi di costruzioni, materiali scadenti, manutenzione carente, eventi climatici estremi. Sono solo alcune delle cause di tragedie che stanno spingendo l’Italia in un baratro dal quale sarà sempre più difficile riemergere.

E la mente corre al 2014 quando si verificò un caso che definire clamoroso appare quanto mai eufemistico. Il viadotto Scorciavacche, sulla statale 121 Palermo-Agrigento, durò da Natale a Santo Stefano. Mai proverbio fu più azzeccato anche se in questo caso l’opera, inaugurata alla vigilia di Natale, crollò dopo una dieci giorni, ovvero a Capodanno, invece che uno. Un anno prima, invece fu il viadotto Verdura sulla statale 115 che collega Agrigento a Sciacca a cedere piegandosi verso il basso. All’epoca furono quattro i feriti, ma guardando le immagini si capisce che solo il fato non volle che si parlasse dell’ennesima tragedia. Una frana dovuta a al maltempo è alla base del crollo del viadotto Himera, sull’autostrada A19 Palermo-Catania.

I piloni, evidentemente costruiti male, non ressero alle intemperie e cedettero il 10 aprile 2015. Il 28 ottobre del 2016 il conto delle vittime dovette essere aggiornato dopo il crollo del cavalcavia di Annone, in Brianza, vicino a Lecco. Allora bastò il peso di un tir a scatenare il disastro che costò la vita ad un uomo, mentre tre bambini rimasero feriti. Anche a Camerano, sulla A14,un ponte venne giù a causa di vizi nella costruzione. I coniugi Diomede perirono schiacciati nella loro auto mentre tre operai che facevano i lavori sul ponte restarono feriti. Infine una tonnellata di cemento, quella del ponte sulla tangenziale di Fossano, allo svincolo per Marene si abbatté su un’auto dei Carabinieri. Era il 19 aprile 2017 e per fortuna non ci furono vittime.