Legge 104, agevolazioni ora e modifiche con nuovo Governo per persone a carico portatore handicap

È lecito credere che il governo possa mettere mano anche sulla legge 104. E ci sono due ragioni ben precise e strettamente legate tra di loro.

Legge 104, agevolazioni ora e modifiche

Legge 104, attese per modifiche


Cambierà la legge 104 con il nuovo governo? Quali sono le intenzioni del premier Conte, della Lega e del Movimento 5 Stelle. In questo momento, precisiamolo subito, la questione non è all'ordine del giorno per la semplice ragione che la riforma della legge 104 non rientrava nel programma di governo. Tuttavia qualcosa si muove sottotraccia ed è inevitabile alla luce della combinata volontà di questo esecutivo di riorganizzare il sistema del lavoro in Italia e allo stesso tempo prevedere provvedimenti in difesa di chi si trova in uno stato di disabilità. E poi, la legge 104, quella che tra l'altro regola i permessi di lavoro per assistere a un parente disabili o con handicap, risale al 1992 ovvero, al netto delle modifiche successive, ha già compiuto 26 anni.

Ma c'è già un punto fermo...

Il punto di partenza per comprendere le intenzioni di questo governo ovvero per sapere se e come cambierà la legge 104 è rappresentato dalla creazione del Ministero della Disabilità. Il pensiero che ha ispirato l'azione detta chiaramente le coordinate: uno Stato civile deve proteggere, tutelare, assistere e integrare chiunque abbia una disabilità. Viene considerato fondamentale consolidare e rinnovare le politiche di protezione e inclusione dedicate alle persone con disabilità e finalizzate a garantirne un concreto ed efficace sostegno durante tutte le fasi della vita. Se questa è l'impostazione di fondo, in termini pratici significa lo stanziamento di una maggiore quantitià di fondi sulla disabilità e la non autosufficienza.

Ed è allora lecito credere che il governo possa mettere mano anche sulla legge 104, oltre che sui trattamenti assistenziali, previdenziali e indennitari associati a condizione di disabilità. L'ultima novità sulla legge riguarda l'allargamento del diritto a usufruire dei permessi per assistere il disabile in situazione di gravità anche al coniuge, alla parte dell'unione civile, al convivente di fatto, al parente o all'affine entro il secondo grado. Non solo, ma anche a perenti o affini di terzo grado qualora i genitori o il coniuge della persona con disabilità in situazione di gravità abbiano compiuto i 65 anni di età oppure siano affetti da patologie invalidanti o siano deceduti o mancanti.

...e anche un secondo

Ebbene, queste norme saranno oggetto di analisi da parte di un governo che intende fare chiarezza e prestare attenzione agli stanziamenti. E la faccenda si lega allo strettamente alla scelta della delega del lavoro da parte di Luigi Di Maio, leader politico del Movimento 5 Stelle. La sua intenzione di lasciare il segno potrebbe rappresentare la chiave per migliorare la legge. Le disposizioni in vigore prevedono il diritto a usufruire di 3 giorni di permesso mensili retribuiti, in favore di lavoratori dipendenti che prestino assistenza al coniuge, a parenti o ad affini entro il secondo grado e con possibilità di estensione fino al terzo grado, riconosciuti in situazione di disabilità grave.