Luigi, geniale lancia il Kazz e diventa imprenditore in Scozia. E un italiano crea pila eterna rivoluzionaria

Protagonista di questa vicenda è un ragazzo pugliese che a 23 faceva il ragioniere in un'azienda di rappresentanza di salumi e formaggi in provincia di Bari.

Luigi, geniale lancia il Kazz e diventa

Luigi, l'imprenditore pugliese di successo


Dalla Puglia, un giovane pugliese parte lanciando il posto fisso e si lancia in una bella avvenura, ma preparato e con la sua estrosità riesce ad avere successo in Scozia divenendo un imprenditore con versi ristoranti e numerose personale. Ma non c'è solo la sua sotira che dimostra le capacità di noi italiani
 

Guai a considerarlo volgare perché il pugliese che ha fatto fortuna in Scozia grazie al "Kazz" non ha nulla di fuori posto, se non quel pizzico di irriverenza tutta meridionale che conquista a ogni latitudine. Anche nelle fredde terre scozzesi, dove Luigi, emigrato dalla provincia di Bari, ha aperto locali dando vita società con nomi decisamente originali. Se per madrelingua britannica è inizialmente difficile cogliere il doppio senso, a un italiano basta poco per rendersi conto dell'originalità dell'iniziativa e del divertimento che sta alla base di un'avventura imprenditoriale. Che invece è seria, serissima perché ha ottenuto finanziamenti dalla banca d'affari Hsbc e dà lavoro a 150 persone.

Skassa Kazz Limited: in Scozia a colpi di irriverenza

Protagonista di questa vicenda - raccontata ai grandi media dalla giornalista Milena Gabanelli nel suo Dataroom sul Corsera - è un ragazzo pugliese che a 23 faceva il ragioniere in un'azienda di rappresentanza di salumi e formaggi in provincia di Bari. Un lavoro piuttosto grigio e ripetitivo, dunque, anche se stipendiato con 2.300 euro al mese, che proprio pochi non sono. Ma evidentemente quell'impiego mal si concilia il suo carattere ed ecco che decide di tentare l'avventura in Scozia, muovendo i primi passi come pizzaiolo per sbarcare il lunario. Si trattava solo del primo passo perché quello successivo è stata l'apertura di un bar brasiliano, chiamato Boteco do Brasil.

Più facile a dirsi che a farsi perché poi c'è da fare i conti con la burocrazia ovvero con la creazione di una società per gestire quell'attività. Inevitabile allora che uno tipo esuberante come lui scegliesse un nome così indicativo come Skassa Kazz Limited, regolarmente iscritta a Glasgow. E siccome gli affari vanno bene, apre un altro locale nella capitale e altri due a Edimburgo. Ebbene, i contratti con cui ha ottenuto finanziamenti dalla Hsbc portano i nomi di Skassa Kazz Limited, Rumba Kazz Limited, Kaka Kazz Limited. E, ribadiamo, non si tratta di uno scherzo: il Boteco do Brasil è stato addirittura premiato come miglior bar dello Scozia nel 2018, come riporta il sito della Camera di commercio di Glasgow.

Il prossimo passo? Una nuova società: ecco il nome

Adesso il 37enne pugliese sta pensando di acquistare lo stesso locale in cui ha avviato l'ultima attività (il bar si chiama Mango) e di conseguenza deve creare una nuova società. Il nome a cui sta pensando prima di attivare i contatti con l'istituto di credito? Mango Pu Kazz, per dare seguito a una tradizione di successo.

Un'altra storia di un italiano

C'è però una vicenda tutta italiana che lascia ben sperare per il futuro. Si tratta di quella che vede protagonista l'ingegnere italiano Gianni Lisini, protagonista della realizzazione della batteria eterna. O quasi, perché la durata di 20 anni è decisamente ragguardevole. Come ci tiene a far sapere il 40enne di Voghera, che ha reso pubblica la sua invenzione al Jotto Fair di Pisa, il merito è tutto suo, della sua inventiva e del suo portafogli.

Non ci sono grandi gruppi alle spalle, ma la sua super batteria potrebbe fare gola a tutte le imprese, inclusi i produttori di auto elettriche. Per quanto riguarda il funzionamento, la batteria è composta da un accumulatore chimico affiancato a un condensatore in grado di accumulare fino a 5.000 Farad, con il vantaggio di avere un numero praticamente infinito di cariche e scariche, a differenza delle poche centinaia delle comuni batterie chimiche. 

E ancora del giovane Giovanni

Giovane è giovane perché Giovanni De Lisi ha solo 32 anni. Bravo è bravo perché la sua Greenrail è la startup dell'anno. Ma è anche creativo e innovativo poiché ha brevettato traverse ferroviarie che rispettano l'ambiente. E avendo rifiutato un milione di euro per poi incassarne 75 dimostra come sia anche coraggioso e con il fiuto degli affari. C'è solo un piccolo grande problema: fa affari un po' ovunque, dagli Stati Uniti alla Cina, dall'Arabia Saudita alla Francia fino al Kazakistan, ma dentro i confini italiani non riesce a trovare spazio. Eppure la traversa ferroviaria ecosostenibile realizzata con plastica e pneumatici riciclati che ha catturato l'interesse e i quattrini dei più grandi protagonisti del settore, farebbe comodo anche da queste parti. Tuttavia, almeno per ora, non c'è nulla da fare e gloria e guadagni arrivano da oltre confine.

La vicenda del giovane De Lisi è interessante perché distrugge l'immaginario comune. Quello secondo cui un giovane italiano dovrebbe puntare al posto fisso a tutti i costi. Ed evidentemente questa occasione poteva coglierla al volo. A 19 anni faceva l'operaio nell'azienda di famiglia, ma la strada scelta è stata piuttosto quella di andare a lavorare in cantiere (su spinta del papà) anziché mettersi comoda in una poltrona e dietro a una scrivania. Le parole riferite al quotidiano la Repubblica dal giovane palermitano sono in grado di ricostruire al meglio quegli anni, la fatica compiuta e la scommessa di fare un passo indietro subito per poi farne dopo due in avanti. Il suo turno cominciava a mezzanotte - ricorda - e finiva alle sei del mattino e montare d'inverno traverse ferroviarie sotto la neve di Busto Arsizio. Una fatica enorme che adsso è stata evidentemente ripagata.

Ma da dove è venuta fuori quell'idea che adesso gli consente di guardare avanti con infinito ottimismo e dimostra come il mondo delle startup sia popolato anche da menti brillanti? Ebbene, a essere decisiva è stata la televisione. Esattamente un documentario su una azienda americana che aveva brevettato un tipo di traversa utilizzabile per sostituire quelle in legno. Da quella scintilla è divampato l'incendio dell'intuizione perché De Lisi ha capito che si poteva fare di più ovvero sostituire il cemento. A quel punto è stata "solo" una questione di applicazione e duro lavoro che lo ha portato a sviluppare una miscela in grado di sostituire il tradizionale calcestruzzo e ridurre al minimo l'impatto con l'ambiente. Tutto molto bello da ricordare, ma niente poteva essere dato per scontato e il successo non era affatto garantito. Insomma, non basta una buona idea per fare boom.

Chi ricorda la sua apparizione alla trasmissione televisiva Shark Tank? In quell'occasione aveva rinunciato all'offerta di un milione di euro per cedere la sua idea. In quanti avrebbero avuto il coraggio di comportarsi come lui e dire addio a quella montagna di soldi in così giovane età? Solo chi in possesso di una sconfinata fiducia in se stessi. E così, un riconoscimento dopo l'altro è arrivato ilo contratto con SafePower1, società americana che ha scucito 26 milioni di euro per sviluppare royalties per oltre 75 milioni di euro.