Muore dopo aver mangiato un panino a 15 anni. Una storia assurda

Mangia un panino durante un volo aereo e muore: la tragica storia di una ragazza di 15 anni e cosa è accaduto

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Una storia e vicenda assurda e tragica ma che purtroppo è accaduta e anche la risposta dell'azienda produttrice lascia abbastanza perplessi. Ecco quanto è accaduto.

La storia è forse delle più assurde: una 15enne muore semplicemente dopo aver mangiato un panino acquistato in aeroporto. La notizia ha lasciato tutti sbigottiti e la prima domanda che ci si è posti è chiaramente come sia potuta accadere una cosa del genere. Ma la risposta è stata semplice: l’azienda produttrice del panino è stata, infatti, accusata di non aver apposto le giuste etichette sui propri panini riportando ogni alimento in essi contenuti.

Mangia panino e muore a 15 anni: cosa è successo

Protagonista della triste vicenda è stata una ragazza di 15 anni, Natasha Ednan-Laperouse, partita con una amica per quattro giorni di vacanza e divertimento ma deceduta, due anni fa, dopo aver mangiato un panino al sesamo sull’aereo su cui viaggiava della British Airway diretto in Francia. Probabilmente a causarne la morte sarebbero state sostanze allergizzanti non riportate sull’etichetta. Stando a quanto riportano le ultime notizie, Natasha si era sentita male dopo che aver mangiato una baguette in volo, morendo poche ore dopo all’ospedale di Nizza. Il pane conteneva del sesamo che è uno dei 14 allergeni che, secondo le normative UE, devono essere obbligatoriamente riportati sull’etichetta dei prodotti preconfezionati.

I regolamenti UE, infatti, obbligano le aziende alimentari a riportare sulle etichette dei propri prodotti ogni elemento che potrebbe rappresentare un rischio di allergia ma la catena Pret a Manger fornitrice dei panini alla compagnia aerea su cui viaggiava la 15enne non avrebbe fornito prodotti con etichette a norma.

Mangia panino e muore a 15 anni: la risposta dell’azienda produttrice

L’azienda produttrice dei panini ha, però, risposto che prevedendo la produzione di panini in loco questo non li obbliga ad indicare gli allergeni ma di fronte alla grave tragedia accaduta e che ha causato la morte della 15enne, la Pret a Manger, non si è tirata indietro, assumendosi la responsabilità di quanto verificatosi e facendo mea culpa per quanto accaduto, ammettendo di aver commesso un grossolano errore nel non riportare le etichette così come d’obbligo dall’Ue e annunciando di aver deciso di apporre corretta e relativa etichetta dei propri prodotti per riportarne tutti gli ingredienti e anche i possibili allergeni, evitando, dunque, che una tragica situazione come quella già accaduta possa verificarsi ancora.

L'AD dell’azienda produttrice, Clive Schlee, stando alle ultime notizie, avrebbe fatto sapere di essere molto dispiaciuto e costernato per la perdita di Natasha, garantendo che saranno apportato cambiamenti significativi per l’etichettatura dei loro prodotti, sperando che tale misura possa proteggere e informare il più possibile le persone. Si tratta, tuttavia, di una procedura che avrebbe dovuto essere seguita ben prima della morte della ragazza di 15 anni, considerando che si tratta di una regola imposta dall’Ue e che dovrebbe essere obbligatoriamente seguita da tutte le aziende che mettono in commercio qualsiasi genere di prodotto alimentare, considerando che con il passare del tempo sono sempre più le sostanze, trattate, che potrebbero causare problemi di salute a chi le consuma.

Coloro che trasgrediscono tali regole sono soggette a salate sanzioni pecuniarie. E spesso non solo. Ora l’azienda produttrice dei panini forniti alla compagnia aerea su cui è deceduta Natasha dovrà risarcire la famiglia ma ben sappiamo, in questi casi, come nessun genere di risarcimento possa essere poi di conforto ad una famiglia che perde la propria figlia.