Manifattura Tabacchi, progetto innovativo. E video costruzioni più moderne e strane in Italia e mondo

La Manifattura dei Tabacchi di Firenze nuovo e connesso centro di aggregazione della città: il progetto di riqualificazione

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Al via un inedito progetto di trasformazione della Manifattura dei Tabacchi di Firenze che si avvia a diventare un nuovo centro di incontri della città, tra inedite novità moderne e all'avanguardia e riconversione di spazi esistenti pronti a cambiare totalmente volto.

Manifattura dei Tabacchi di Firenze: cosa prevede il progetto di riqualificazione

Definito un progetto complesso, considerando i 100.000 mq da riqualificare, con un investimento complessivo di circa 200 milioni di euro, la trasformazione della Manifattura dei Tabacchi prevede il recupero di una serie di edifici industriali ubicati sui 100.000 mq di superficie e la loro trasformazione in un centro di aggregazione alternativo e complementare al centro storico, connesso e sostenibile, per una crescita innovativa per la città.

Il progetto di riqualificazione della Manifattura nasce joint venture costituita nel 2016 dalla società immobiliare del Gruppo Cassa Depositi e Prestiti e dal fondo di investimento PW Real Estate III LP che fa capo a Aermont, mentre MTDM Manifattura Tabacchi Development Management Srl è la società di project management nata proprio per gestire questo progetto. Salvatore Sardo, Amministratore delegato di Cdp Immobiliare ha parlato del progetto di riqualificazione della Manifattura dei Tabacchi di Firenze come di una delle più importanti operazioni di rigenerazione urbana che vedono impegnato il Gruppo CDP.

Manifattura dei Tabacchi di Firenze: primi appuntamenti e primi cambiamenti

La nuova Manifattura aprirà al pubblico il prossimo 23 giugno in occasione di un open day che permetterà a chiunque lo desiderasse di visitare il complesso e ‘scoprire’ il progetto di riqualificazione di cui sarà protagonista nei prossimi anni. Nel corso della giornata saranno anche organizzate attività partecipative e di intrattenimento che permetteranno ai visitatori di esplorare la nuova Manifattura Tabacchi come centro di incontro e aggregazione.

Il primo soggetto ad aprire la strada ‘a nuova vita’ della Manifattura è stato Polimoda, scuola riconosciuta in tutto il mondo per l’alta qualità dell’offerta didattica volta alla formazione nel settore moda e lusso e che aprirà i primi laboratori di confezione in una sede temporanea ricavata al piano terra dell’ex magazzino articoli, prima di inaugurare nell’autunno 2019 la sua terza sede nell’edificio. Stando a quanto previsto, vi saranno aule di teoria e di disegno, laboratori di confezione e di maglieria, studi fotografici, laboratori informatici e un moderno auditorium che potrà ospitare fino a 800 studenti.

Un'altra opera interessante

C'è una differenza che balza subito all'occhio. Mentre in Italia si continua a discutere, dimostrando come resta ancora molto da fare in termine di efficacia per passare dalle parole ai fatti, all'estero viaggiano spediti. E il caso del Bosco Verticale di Stefano Boeri in Olanda è uno dei tanti esempi. Non si tratta di esterofilia, ma dell'evidenza dei fatti. Certo, anche dalle nostre parti (a Milano, per la precisione, tre anni fa) questa soluzione abitativa è diventata faticosamente realtà. Si tratta di quei grattacieli che rubano l'occhio per via della presenza di un balcone equipaggiato con alberi e piante anti inquinamento. Ma adesso la città di Eindhoven mette la freccia ed è pronta al sorpasso partendo da zero. Il nuovo grattacielo è solo il primo di una serie destinato al social housing ovvero pensato come abitazione popolare.

La soluzione olandese è dunque ben diversa da quella italiana proprio perché le residenze sono pensate per una utenza popolare e non di lusso. In comune c'è invece l'architettura di base. Il grattacielo sarà alto 19 piani ovvero 75 metri e al suo interno saranno ricavati 120 piccoli appartamenti, di non più di 50 metri quadri, destinati alle giovani coppie alle prese con un disagio abitativo. E soprattuto sul balcone di 4 metri quadri troveranno spazio un albero e 20 cespugli. Il pensiero di fondo che ha ispirato lo studio italiano di architettura italiano è proprio questo: il Bosco Verticale some soluzione per migliorare le condizioni di vita dei cittadini meno abbienti e non solo per migliorare l'ambiente delle città nel mondo. La presenza di tanto verde è infatti una forma di contrasto al grigiore delle grandi città. Una vera e propria oasi nella quale cercare ristoro anche visivo.

Non solo Olanda e Italia

Per la progettazione della componente vegetale, lo Studio Laura Gatti collaborerà con DuPré Groenprojecten di Helmond e il vivaio Van den Berk di Sint-Oedenrode, mentre Sint Trudo è stata incaricata di curare la manutenzione. Più in generale, il grattacielo olandese esibirà 125 alberi e 5.200 tra arbusti e piante ovvero un ecosistema con oltre 70 specie vegetali differenti in grado di contrastare l'inquinamento atmosferico, grazie alla capacità degli alberi - assicurano gli archittetti - di assorbire oltre 50 tonnellate di anidride carbonica ogni anno. Oltre a Milano (e a Eindhoven), il progetto ha già preso forma a Liuzhou Forest City, Losanna, Nanchino, Parigi, Tirana, Shanghai, Utrecht, a dimostrazione dell'interesse suscitato a tutte le latitudini.

Tanto per renderci conto della loro utilità, le due torri residenziali di Milano hanno certificato Gold Leed, che riconosce le prestazioni sostenibili degli edifici in settori chiave, quali il risparmio energetico e idrico, la riduzione delle emissioni di anidride carbonica, il miglioramento della qualità ecologica degli interni, i materiali e le risorse impiegati, il progetto e la scelta del sito. Ogni anno assorbe 30 tonnellate di anidride carbonica e produce 19 tonnellate di ossigeno.

Il grattacielo curvo di Milano

Dal 2020 la torre Libeskind si ergerà nel business district di CityLife, ex area Fiera di Milano, e diventerà la nuova sede milanese di Pwc, Pricewaterhouse Coopers. La terza torre, progettata appunto dall'architetto Daniel Libeskind da cui prende il nome, è destinata a ospitare i 3.000 dipendenti della società di consulenza americana Pwc. Due numeri rendono al meglio l'idea di una città corre veloce verso il futuro. L'altezza che raggiungerà Il Curvo di Daniel Libeskind, quando sarà pronto, è di 175 metri distribuiti in 31 piani. Il più alto della città meneghina è attualmente di 231 metri, ideato da César Pelli, si trova a Porta Nuova. Ammonta invece a 280 milione di euro l'investimento fatto da Generali Real Estate per questa mega struttura, un altro dei nuovi simboli di Milano.

In una Milano sempre più futuristica, ma ancora legata alle sue tradizioni, dal 2020 si ergerà allora il terzo grattacielo di Citylife, la Torre Libeskind, che diventerà la nuova sede milanese di Pwc. Ribattezzata il Curvo, per la sua forma che si sviluppa verticalmente come un prisma, la torre dell'architetto Daniel Libeskind ospiterà 3.000 professionisti e si affiancherà, con i suoi 175 metri di altezza e 31 piani, agli altri due grattacieli simbolo del progetto di Citylife: Torre Isozaki e Torre Hadid, che ospiterà la nuova sede di Generali. Come spiegato dall'amministratore delegato di Pwc Italia, Ezio Bassi, il contratto di affitto in negoziazione costerà circa 200 milioni di euro per un periodo superiore ai 12 anni. Ma evidentemente credono in un investimento che unisce bellezza e funzionalità.

Le tre torri direzionali costituiscono il centro del Business District di CityLife. Attorno ad esse si sviluppa lo Shopping District, una galleria commerciale nella quale negozi e ristoranti si affacciano sul terzo parco urbano di Milano. Gli ampi parcheggi disponibili ai piani interrati confermano la grande ricettività di CityLife, ulteriormente convalidata dai 5 km di piste ciclabili e dalla nuova fermata della metropolitana M5 Tre Torri. Il nuovo quartiere di CityLife si colloca nel quadrante Nord-Ovest di Milano. Facilmente raggiungibile tramite i principali assi viari, in quanto ben posizionato rispetto all'autostrada e agli aeroporti, l'area è servita da diversi mezzi di trasporto pubblico, tra cui la nuova linea metropolitana M5, con una fermata chiamata proprio Tre Torri.

L'elemento che caratterizza il progetto è la totale separazione dei flussi veicolari da quelli ciclo-pedonali: i primi completamente interrati mentre i secondi distribuiti all'interno del parco e collegati a percorsi di superficie già esistenti.

E a dicembre ha già aperto....il più grande distretto commerciale italiano

CityLife Shopping District si pone infatti come il più grande distretto commerciale urbano in Italia. Tutto dedicato allo shopping e al tempo libero, apre le sua porte dal 30 novembre nella città di Milano. A catturare l'attenzione sono innanzitutto le sue dimensioni: in 32.000 metri quadri trovano spazio infinite opportunità di shopping e svago, brand nazionali e internazionali, nel contesto di una strutturata curata in ogni minimo dettaglio dal punto di vista dell'archiettura e dell'accessibilità. Ma attenzione, mettono in guardia qui a Milano, non scambiare questa mega area per un centro commerciale: accanto all'offerta commerciale c'è quella di intrattenimento, non meno importante.

CityLife Shopping District a Milano è distribuito in tre aree:

  1. la galleria commerciale su due livelli (The Mall) progettata da Zaha Hadid Architects
  2. la grande piazza centrale (The Square) Tre Torri di One Works
  3. l'asse pedonale scoperto (The Street) a firma dell'architetto Mauro Galantino

Tutte loro ospitano oltre 100 unità ovvero 80 negozi, tra cui un salone per uomo, una parafarmacia e una edicola, 20 bar e ristoranti, un supermercato gourmet, uno spazio Fitness&Wellness e un cinema da 1.200 posti con 7 sale. Commercio e intrattenimento, dunque, come premesso. E senza dimenticare il grande parco, il secondo per estensione a Milano con una superficie di circa 170.000 metri quadri. Se i numeri sulle dimensioni non bastano, per capire la portata di bacino di CityLife Shopping District, basti pensare che il bacino di utenza è di 700.000 persone ovvero una città italiane di medie dimensioni. Tra i marchi spicca subito la presenza di Huawei, gigante cinese dell'elettronica di consumo che con i suoi prodotti si sta ponendo come alternativa credibile di Apple. Non si tratta di un ospite scontato perché è il primo store europeo con sistemi ecosostenibili.

Non solo hi-tech perché riecco il brand dell'arredamento Habitat, il drugstore austriaco Dm Drogerie Markt, la clinica estetica Juneco, i vari California Bakery, Cioccolatitaliani, Panini Durini, Pizza Italia Espressa, That's Vapore, Vivo. Insomma, si fa prima a cercare cosa manca anziché a stilare l'elenco delle presenze. La posizione è strategica perché CityLife Shopping District è facilmente raggiungibile in bus e metropolitana:

  1. Linea 1 - Fermata Domodossola
  2. Linee 78 - Fermata Portello M5
  3. Linea 19 - Fermata Piazza 6 Febbraio
  4. Linea 68 - Fermata Amendola
  5. Metro Linea 5 - Fermata Tre Torri
  6. Metro Linea 1 - Fermata Amendola

E case stampate in 3D

Si parla da tempo delle potenzialità delle stampanti 3D, ma non è mai stato chiaro fino a che punto e in che tempi possano rappresentare un concreto beneficio. A fornire una risposta su entrambi i versanti ci hanno adesso pensato le due società New Story e Icon. Hanno infatti congiuntamente messo a punto una stampante 3D capace di costruire abitazioni. Già questo basterebbe per parlare di svolta e di rivoluzione. Ma ci sono altri tre elementi che meritano di essere segnalati. Il primo è i tempi di di realizzazione: circa 24 ore. Il secondo è il costo di queste case: tra i 3.500 e i 4.000 dollari. Il terzo è la finalità di questo progetto: dare un detto ai più bisognosi ovvero ai più poveri.

Non è allora un caso che il primo Paese a essere coinvolto nella realizzazione delle case stampate in 3D sia stato uno di quelle in cui l'emergenza abitativa raggiunge livelli drammatici e nient'affatto trascurabili ovvero El Salvador, uno dei Paesi più poveri al mondo. Alla base di tutto c'è allora una stampante, a cui è stato dato il nome profetico di Vulcan. La prima accortezza a cui hanno pensato gli sviluppatori è stata quella di realizzare un terminale sufficientemente comodo per il trasporto, così da poter essere utilizzata laddove c'è richiesta. Dal punto di vista tecnico, utilizza materiali rintracciabili e agisce stampando le abitazioni un livello per volta, quasi come se fosse un operaio chiamato a innalzare una casa mattone dopo mattone.

Annuncio e dimostrazioni sono stati dati in occasione del South by Southwest a Austin, in Texas, in un contesto tra conferenze, film e musica. Le dimensioni dell'abitazione da costruire con una stampante 3D variano dai 55 ai 75 metri quadrati ovvero della grandezza necessaria per ricavare da questo spazio due camere, una cucina e un bagno secondo gli standard certificati dell'International Building Code. Si tratta naturalmente di un esempio perché altre soluzioni possono essere escogitate con i dovuti input. Non rappresenta infatti un problema il cambiamento del disegno delle case o della progettazione. Anzi, proprio questi sono i punti di forza di questo tipo di stampa.

Si comincia appunto a El Salvador con il progetto per la costruzione di 50 case. Come spiegato da New Story, no-profit attiva nelle zone più complicate di Haiti, El Salvador, Messico e Bolivia, milioni di famiglie non hanno un tetto sotto cui vivere ovvero il bisogno più basilare dell'uomo. Ecco allora che la stampante 3D di Icon promette di assicurare una svolta in termini di velocità ed economia.