Manovra, per chi ora obbligo canone rai e nuovi tributi e incentivi passati. Elenco

Salta anche l'aumento dell'indennità di licenziamento. Ecco i principali provvedimenti dell'ultim'ora approvati. Si respira aria di delusione.

Manovra, per chi ora obbligo canone rai

Salta la stretta sui contratti a termine


Si conclude la manovra ed ecco l'elenco dei nuovi tributi e incentivi passati in ogni ambito per tutti i cittadini italiani, con la delusione del canone rai almeno sotto due aspetti chi lo deve pagare, le esenzioni e e quanto si deve pagare. Ma come detto, oltre al balzello tv c'è molto altro da vedere

Su entrambi i versanti si respira aria di delusione. Il governo ha infatti deciso di non modificare l'importo del canone Rai e anche per il prossimo anno rimarrà di 90 euro. La tendenza al ribasso si è dunque interrotta e i contribuenti italiani vedranno comparire nella bolletta della luce una somma aggiuntiva per finanziare il servizio pubblico televisivo. Allo stesso tempo sono rimasti a bocca asciutti i lavoratori con contratto a termine. Nella manovra non rientrerà, a meno di una modifica last minute, la stretta che prevedeva la riduzione del termine massimo da 36 a 24 mesi. Molto semplicemente l'emendamento presentato in commissione Bilancio è stato ritirato e non sarà votato dall'Aula per l'approvazione definitiva per il prossimo anno.

La ragione è la mancanza di un accordo politico e i tempi per il via libera alla Manovra, che dovrebbe arrivare domani in aula, sono strettissimi. Arrivati a questo punto se ne riparlerà solo nella prossima legislatura. Altri provvedimenti dell'ultim'ora sono il bonus bebè solo per i nati del 2018, gli incentivi per il risparmio energetico, la stretta sugli abusi edilizi, la sperimentazione di nuovi servizi farmacie.

Salta la stretta sui contratti a termine

Dalla manovra per il prossimo anno escono le modifiche alle norme sul lavoro che avrebbero stretto le possibilità di rinnovo dei contratti determinati e ampliato le indennità da pagare ai lavoratori in caso di licenziamento illegittimo. Si tratta del pacchetto lavoro che era stato proposto al Senato. In assenza di accordo politico, saltano dunque le novità sulla durata massima dei contratti a termine e delle proroghe (da 36 a 24 mesi). Pesa anche il fatto che i tempi per il via libera alla manovra sono strettissimi. Su indicazione del governo e del relatore alla manovra è stato ritirato l'emendamento che portava da 4 ad 8 le mensilità minime da pagare al lavoratore in caso di licenziamento senza giusta causa.

A detta dei proponenti, l'esecutivo sta compiendo un errore che non è di poco conto. La prossima legislatura dovrà affrontare questo problema perché in Italia licenziare costa troppo poco ed è diventato troppo facile. Secondo le organizzazioni a difesa dei lavoratori, quanto si sta decidendo in queste ore sui temi del lavoro è grave e conferma la mancanza di volontà dell'esecutivo a mantenere gli impegni.

Canone Rai ancora 90 euro, anche se...

A proposito del canone Rai, sul sito dell'Agenzia delle entrate è scaricabile il modulo da compilare per non pagare l'imposta. Naturalmente occorre rispettare condizioni ben precise ovvero non detenzione di un apparecchio TV, da parte di alcun componente della famiglia anagrafica, in alcuna delle abitazioni in cui è titolare di utenza elettrica; di non detenzione di un ulteriore apparecchio televisivo oltre a quello per il quale è stata presentata una dichiarazione di cessazione dell'abbonamento per suggellamento, da parte di alcun componente della famiglia anagrafica, in alcuna delle abitazioni è titolare di utenza elettrica; in cui il canone non deve essere addebitato in alcuna delle utenze elettriche intestate al dichiarante in quanto il canone è dovuto in relazione all'utenza elettrica intestata ad altro componente della famiglia anagrafica.
Si vorrebbe cercare con gl ultimi emendamenti di fare una variazione, e abbassare i 90 euro, come era stato promesso dall'esecutivo, ma al momento sembra difficili che passino, così come l'auento delle esenzioni e detrazioni per non pagare.

Figli a carico: sale a 4000 euro al mese il limite di reddito nel 2018

Cambia dal prossimo anno la soglia di reddito per poter avere accesso alle detrazioni fiscali per figlia a carico: stando a quanto confermano le ultime notizie, la soglia sarebbe stata portata a 4000 euro al mese da 2.840,51 euro. La misura rientra nel pacchetto bonus famiglia della nuova Legge di Stabilità 2018 attualmente all’esame del Parlamento. Questo vale per i figli a carico entro i 24 anni. sopra i 24 nni varrà lo stessa detrazione attuale. L’emendamento in discussione dell' Ap-Pd considera a carico del genitore il figlio che guadagna fino a 3500 euro all’anno, vale a dire circa 300 euro al mese. Chi ha figli fiscalmente a carico con uno stipendio mensile inferiore o pari ai 4000 euro mese potrà godere di una detrazione sulle tasse pari a 950 euro. I figli a carico danno diritto a detrazioni per abbassare la pressione fiscale e l’importo della detrazione per figli a carico varia in base a diversi parametri che sono:

  1. reddito complessivo del nucleo familiare;
  2. età del figlio a carico;
  3. numero di figli totali e nel caso si abbiano più di 4 figli è previsto il bonus famiglie numerose che riconosce 1200 euro di detrazione indipendentemente dal reddito e a prescindere dal numero di mesi nei quali ciascun figlio risulta a carico e se, per esempio, in una famiglia nasce il quarto figlio il 31 dicembre, il bonus famiglie numerose deve comunque essere riconosciuto complessivamente;
  4. presenza di handicap nel soggetto a carico.

La detrazione per figli a carico è di solito divisa al 50% tra padre e madre e al 100% può spettare ad un solo genitore nei seguenti casi:

  1. su accordo, se uno ha il reddito più alto;
  2. se ha l’altro genitore a carico;
  3. se risulta affidatario esclusivo, e in questo caso i genitori possono accordarsi per la detrazione al 50%.

La detrazione è unica, cioè della stessa percentuale, per tutti i figli. Possono beneficiare delle detrazioni fiscali per figli a carico tutti i nuclei familiari con figli che abbiano un redito mensile fino a 4000 euro a prescindere da età, residenza o stato di convivenza con la famiglia.  Da sottolineare che oltre ai figli, la detrazione vale anche per gli altri familiari a carico come le mogli o i propri genitori.
Attualmente la soglia è di 2840 euro

Bonus giardini e terrazzi

Per quanto riguarda in particolare il nuovo bonus verde, si tratta di un nuovo piano di sconti ufficiali che prevede detrazioni 36% per la cura giardini e terrazzi, misura messa a punto dall’esecutivo per combattere l'inquinamento nelle nostre grandi città italiane, problema che proprio in questi giorni sta tornando più attuale che mai e soprattutto nella grandi città del Nord Italia. Coltivare e curare il verde come stile di vita potrebbe contribuire a ridurre l’inquinamento nelle città garantendo al tempo stesso una migliore qualità dell’aria ai suoi cittadini. Il bonus verde approvato dal Consiglio dei Ministri prevede:

  1. detrazioni del 36% sulle spese per la sistemazione a verde di aree scoperte di pertinenza delle unità immobiliari private di qualsiasi genere (terrazzi, giardini, anche condominiali) anche mediante impianti di irrigazione;
  2. detrazioni del 36% sulle spese per lavori di recupero del verde di giardini di interesse storico.

Bonus giardini e terrazzi: le reazioni

Grande soddisfazione per l’approvazione del nuovo bonus per giardini e terrazzi è stata espressa dalla Coldiretti che ha parlato di un impegno concreto per combattere lo smog, catturare le polveri e di ridurre il livello di inquinamento, abbellire le città italiane dove, stando alle ultime notizie dei dati Istat, ci sono appena 31,1 metri quadrati di verde urbano per abitante, rappresentando soltanto il 2,7% del territorio dei capoluoghi di provincia, situazione ben peggiore nelle metropoli dove la disponibilità di spazi verdi va da 15,9 metri quadrati per abitante nella Capitale ai 21 di Torino.

Maurizio Bernardo, presidente della Commissione Finanze di Montecitorio e primo firmatario della proposta di legge, ha parlato di nuova misura che si propone di creare nuova occupazione e tutelare, al tempo stesso, ambiente e salute pubblica, premiando l’impegno verso un comparto produttivo del Paese come quello florovivaistico che genera un fatturato di 2.5 miliardi di euro, conta 30.000 aziende e impiega circa 180.000 addetti. Questo nuovo bonus per giardini e terrazzi rappresenta una vittoria non solo per i professionisti del comparto, ma anche per tutti i cittadini che beneficeranno degli effetti positivi che l’aumento del verde in città garantirà per ambiente, salute e qualità della vita.

Bonus mobili 2018: cosa prevede

Prorogato per il prossimo anno anche il bonus mobili che continuerà ad essere valido solo per immobili oggetto di lavori di ristrutturazioni. Il bonus prevede ancora detrazioni fiscali del 50% della spesa complessiva da spalmare in dieci anni per l'acquisto di mobili e grandi elettrodomestici, di classe energetica A e superiore, da destinare ad immobili ristrutturati per un tetto massimo di spesa di 10.000 euro per ciascun appartamento. Chi decide di acquistare mobili nuovi nel 2018 potrà godere della detrazione solo nei casi di lavori iniziati dal primo gennaio 2017 o effettuati nel 2018.

Ecobonus 2018: cosa prevede

Per quanto riguarda l'ecobonus, la detrazione del 65% vale ancora fino al 31 dicembre 2017. Il prossimo anno, infatti, la detrazione scende al 50%, per cui chi ha intenzione di cambiare caldaie e infissi, o installare schermature solari per balconi e terrazzi, e vuole godere della maggiore agevolazione è bene che lo faccia in fretta perchè dal 2018 la detrazione prevista per l'ecobonus scenderà al 50%. Anche per l’ecobonus valgono le 10 quote annuali dello stresso importo fino a un limite massimo di spesa variabile che, in particolare, è di:

  1. 30mila euro per lavori di sostituzione di impianti di climatizzazione invernale;
  2. 40mila euro per lavori di riqualificazione dell’involucro di edifici esistenti;
  3. 40mila euro per installazione di pannelli solari termici per la produzione di acqua calda;
  4. 100mila euro per lavori di riqualificazione energetica per un maggior risparmio energetico.

E imposte maggiori...

Stando a quanto riportano le ultime notizie del Centro studi di Unimpresa, derivanti dall’analisi della manovra 2018, sono nascosti in questa stessa notevoli aumenti relativi ad entrate relative a:

  1. fatturazione elettronica;
  2. stretta sulle frodi relative agli oli minerali;
  3. limiti alla compensazione automatica dei versamenti erariali;
  4. ridimensionamento del fondo volto alla riduzione del carico fiscale;
  5. slittamento dell’entrata in vigore della nuova Iri;
  6. imposta sostitutiva sui redditi derivante da partecipazione delle persone fisiche.

Complessivamente si parla di 29,6 miliardi di euro in più da versare nelle casse dello Stato così ripartiti: 11,7 miliardi nel 2017, 9,5 miliardi nel 2019 e 8,3 miliardi nel 2020.

Per la precisione....

Stando a quanto riportano le ultime notizie, la nuova manovra finanziaria celerebbe ben 27 nuove trappole fiscale e in particolare riferite a:

  1. nuovi limiti alla compensazione automatica dei versamenti fiscali, da cui dovrebbero essere recuperati 239 milioni l'anno per tutto il triennio, con un totale di 717 milioni;
  2. aumenti dal 40 al 55% (per il 2018 e per il 2019) e al 70% (dal 2020) degli anticipi delle imposte sulle assicurazioni, che dovrebbero portare maggiori entrate pari a 480 milioni nel 2018 e nel 2020 per 960 milioni complessivi;
  3. ridimensionamento del fondo per la riduzione della pressione fiscale, che dovrebbe portare ad entrate per lo Stato pari a 1,2 miliardi;
  4. nuova stretta sui giochi, che permetterà, secondo le ultime notizie, all'Agenzia delle Entrate di recuperare 421,2 milioni (rispettivamente 120 milioni 150,6 milioni e 150,6 milioni).

Secondo l’analisi del Centro studi Unimpresa, la manovra contiene ben 27 voci, poco note, che portano le entrate statali ad aumentare per complessivi 29,6 miliardi nel triennio 2018-2020. Nel dettaglio, il prossimo anno il gettito fiscale complessivo salirà di 11,7 miliardi, nel 2019 crescerà di 9,5 miliardi e nel 2020 salirà di 8,3 miliardi e:

  1. dalle misure sulla fatturazione elettronica deriveranno aumenti delle entrate per 202,2 milioni, 1,6 miliardi e 2,3 miliardi per un totale di 4,2 miliardi nel triennio;
  2. dalla stretta sulle frodi nel commercio degli oli minerali 272,3 milioni, 434,3 milioni e 387 milioni per complessivi 1,09 miliardi;
  3. dalla riduzione della soglia dei pagamenti della pubblica amministrazione a 5.000 euro ben 145 milioni, 175 milioni e 175 milioni per complessivi 495 milioni;
  4. dai nuovi limiti alle compensazione automatica dei versamenti fiscali 239 milioni l’anno per tutto il triennio, con un totale di 717 milioni;
  5. dall’aumento dal 40 al 55% (per il 2018 e per il 2019) e al 70% (dal 2020) degli anticipi delle imposte sulle assicurazioni deriveranno circa 480 milioni nel 2018 e nel 2020 per 960 milioni complessivi;
  6. dal ridimensionamento del fondo per la riduzione della pressione fiscale vale 377,9 milioni per il 2018, 377,9 milioni per il 2019 e 507,9 milioni per il 2020 per un totale di 1,2 miliardi;
  7. dalle novità relative giochi dovrebbero derivare complessivamente 421,2 milioni (rispettivamente 120 milioni 150,6 milioni e 150,6 milioni);
  8. dalle detrazioni per spese relative alla ristrutturazione edilizia o alla riqualificazione energetica dovrebbe derivare un incremento di gettito, rispettivamente, per 145,3 milioni, 703,7 milioni e 4,3 milioni per un totale di 853,3 milioni;
  9. dalle nuove assunzioni, entrate per 1,02 miliardi, 1,08 miliardi e 1,1 miliardi per complessivi 3,2 miliardi;
  10. dall’entrate in vigore della nuova imposta sui redditi Iri deriveranno  5,3 miliardi nel 2018, 1,4 miliardi nel 2019 e 23,2 miliardi nel 2020 per un totale di 6,8 miliardi in più di tasse;
  11. dall’imposta sostitutiva sui redditi da partecipazione delle persone fisiche dovrebbero derivare altri 4,04 miliardi complessivi.
  12. E poi ci saranno altre 11 voci, relative a misure minori, che dovrebbero portare, secondo le stime, a circa 5,4 miliardi aggiuntivi di entrate nel prossimo triennio.




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di Luigi Mannini pubblicato il