Legge Bilancio: da manovra 3 milioni a IsiameD, strani affari per società digitale

Perché staccare tre assegni da un milione di euro ciascuno per una società di informatica che solo da pochi mese si occupa di digitale senza alcuna forma di evidenza pubblica?

Legge Bilancio: da manovra 3 milioni a I

Manovra: strani affari con IsiameD, società digitale


Sollevo un polverone sul finanziamento, in tre anni, per tre milioni di euro, ad una società informatica che dovrebbe occuparsi della digitalizzazione del made in Italy. Finanziamento di cui nessuna sa niente, ma che scavando fa notare come gli interessi personali riescano sempre ad interferire con la politica e i soldi dello Stato.

E adesso tutti a chiedersi chi sia IsiameD e soprattutto cosa abbia fatto per meritarsi un finanziamento statale di tre milioni di euro. Già, perché la legge di Bilancio appena approvato prevede uno stanziamento di un milione di euro per questa società digitale senza che lo stesso ministro per lo Sviluppo Economico, Carlo Calenda, sapesse alcunché. Si scopre allora che a richiedere e ottenere il maxi finanziamento sia stato uno dei senatori di Alleanza Liberalpopolare-Autonomie (Ala), la forza politica che fa capo a Denis Verdini, per intenderci, eletto con Forza Italia e negli ultimi anni scialuppa di salvataggio per il governo Renzi prima e per quello Gentiloni poi. Inevitabile allora che si parli a vario titolo di marchetta necessaria ad avere i voti per approvare la manovra di regalo di Natale a Verdini. Anche perché l'emendamento alla legge di Bilancio è fatto proprio dal Partito democratico in commissione Bilancio.

Cos'è IsiameD

IsiameD è l'Istituto italiano per l'Asia e il Mediterraneo, con sede a Roma e presieduto dall'ex ministro Gian Guido Folloni, reggiano e cattolico, ha ottenuto il finanziamento sulla base di un generico progetto per digitalizzare il made in Italy ovvero per la promozione di un modello digitale italiano e dei settori del turismo, dell'agroalimentare, dello sport e delle smart city. Amministratore delegato e primo azionista di IsiameD è Vincenzo Sassi, ex Unicredit, mentre i dipendenti sono quattro dipendenti con un capitale sociale di 10.000 euro. Ma perché, si domanda Mario Calderini, professore ordinario al Politecnico di Milano, staccare l'assegno per una società di informatica che solo da pochi mese si occupa di digitale senza alcuna forma di evidenza pubblica?

Domanda legittima alla quale, a oggi, non sono arrivate risposte, se non la dichiarazione del ministro Calenda di essere all'oscuro di questo finanziamento da tre milioni di euro. Il suo tweet è rivelatore: "Emendamento parlamentare mai dato parere positivo. Non ne sapevo nulla finché non segnalato da voi. Non ho la più vaga idea di cosa sia. Mi sembra una roba stravagante a dir poco".

Cosa dice di sé

Siamo andati a cercare informazioni più dettagliate, scoprendo come IsiameD si definisca la prima management company dedicata all'innovazione digitale del sistema produttivo e sociale italiano. Pensato per enti pubblici e privati, l'Istituto italiano per l'Asia e il Mediterraneo promette di produrre innovazione digitale per valorizzare il modello tipico di azienda italiana partendo da quello che definisce un pragmatico ascolto dei protagonisti, con un check digitale che - parole sue - rileva le competenze della governance, il modello organizzativo, il dialogo digitale del core business, la gestione del ciclo del credito.

E poi parla anche di ascolto delle persone e analisi del sistema tipico di ogni azienda, chiavi per la produzione di un modello digitale e il raggiungimento degli obiettivi di creazione di valore e attualizzazione dell'identità nell'economia digitale. Con tre milioni di euro aggiuntivi in cassa diventerà forse più chiaro cosa vogliono fare, ma soprattutto perché sono è stato scelto senza alcuna evidenza pubblica.




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di Chiara Compagnucci pubblicato il