Marchionne con Fiat, Cnhi, Ferrari capitalizza più di General Motors. Ultimo capolavoro richiesto

Il valore di Fca, Ferrari e Cnhi supera Gm e ora gli viene chiesta un'ultima grande operazione, un ultimo grande capolavoro

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Cosa bolle in pentola nel mercato dell'auto? Ci sono grosse novità per Fca e Marchionne. Scopri quali


E' ormai un lontano ricordo quello in cui la Fiat si trovata in difficoltà, da allora in 14 anni si è ripresa si è espansa a livello mondiale raggrupando sotto FCA numerose case automobilistiche, tutto grazie a Sergio Marchionne.

E dall'ultima quotazione in Borsa, di ieri, il titolo e l'azienda almeno in questo contesto, valgono più di General Motors complice anche l'euro a dre il vero. Ferrarie  e Fca valgono insieme 73 miliardi contro i 63 miliardi del colosso Usa. In modo particolare Ferrari vale 21 miliardi, Fca 33 mld e Cnhi 19.

Sergio Marchionne dopo aver fatto rinascere e poi espandere FCA nel 2019 lascerà il gruppo, non prima però di aver approvato il piano di sviluppo quadriennale che dovrà seguire il suo successo.

Dopo le smentite di Monica Mondardini, è sempre più probabile che FCA sceglierà un interno per guidare il gruppo, uno che conosca bene i meccanismi del gruppo internazionale e che sappia continuare l'opera svolta da Marchionne.

A questo punto le scelte più probabili ricadano su Alfredo Altavilla, Richard Palmer e Mike Manley, rispettivamente responsabile Emea di FCA, capo della finanza e direttore di Jeep.

Tutto scorre e tutto finisce. Anche i sodalizi che sembravano destinare per sempre. Come quello tra Sergio Marchionne, il manager in pullover, e la Fca, già Fiat. L’ormai ex amministratore delegato di Fiat prima e di Fca dopo la fusione tra la casa automobilistica torinese e la Chrysler, lascerà il suo incarico per una ragione ben precisa.

Non certo per incapacità, visti i risultati che Marchionne ha ottenuto durante il suo incarico alla Fiat, ma perché il manager originario di Chieti ha deciso di dedicare tutte le sue energie e le sue capacità per la rinascita della Ferrari di cui è diventato di recente presidente ed amministratore delegato. Il nome più autorevole per la successione, stando almeno alle indiscrezioni che circolano in queste ore, dovrebbe essere Monica Mondardini che ora è l'Ad di Cir, una persona che ha saputo coprire ruoli molto importanti e in frangenti complessi portando ottimi risultati.

Ora il manager più famoso d’Italia è alla ricerca di un accordo tra Fca e una delle grandi case automobiliste che del mondo per poter continuare nella crescita e nell’ingrandimento del gruppo necessario a reggere la competizione globale sempre più complessa e difficile. I bene informati parlano della Volkswagen.

Aumentano le voci sul possobile sostituto in Fca di Marchionne che rimarebbe, però, alla guida di Ferrari, ma che prima potrebbe cercare di centrare un ultimo grande obiettivo, un capolavoro. E il sostituto potrebbe essere in raltà una sostituta, Monica Mondardini

L'ultimo capolavoro da compiere

Marchionne ha fatto ottime cose per la Fca finora con grande soddisfazione della famiglia Agnelli, pur ora aleggiando un problema di multa. Ma i risultati sono stati molto, molto buoni come quelli di Ferrari e Cnh e ora è impegnato nel rilancio di Alfa e sui brand più elevati. Ora deve cercare di fare l'ennesio capolavoro un accordo tra Fca e una delle grandi case automobiliti che del mondo per poter comptere in un mercato sempre più complesso e difficile, E gira la voce di Volkswagen

La naturale predisposizione della Germania, che non a caso viene considerata a ragione la locomotiva d’Europa, a conquistare sempre nuove fette di mercato questa volta potrebbe toccare da molto vicino, e non sarebbe la prima volta che accade, l’Italia. Gli scenari che si stanno configurando nel mercato europeo, stando alle indiscrezioni delle ultime ore, parlano della possibile conclusione di due operazioni per niente male.

I tedeschi dovrebbero, infatti, acquistare l’ex compagnia di bandiera italiana, Alitalia, le cui sorti sono appese ancora un filo dopo i reiterati fallimenti. E pare anche che si stia configurando la volontà della Volkswagen di acquistare Fca. Quel che appare certo è che ritorna l’interesse dei tedeschi per questi due importanti settori tricolori. Operazioni in grado anche svincolare, dopo quindici anni di onorato servizio, coincisi con il salvataggio ed il rilancio di un’azienda che pareva alla frutta, Marchionne del quale sarebbe già pronto, fermo per il momento ai nastri di partenza, il sostituto. Insomma presto potremmo svegliarci tutti un po’ più tedeschi. Anche se, a dirla tutta, Fiat non è più italiana dopo la fusione anche se dal punto di vista dell’occupazione rappresenta ancora un bacino importante per il mercato del lavoro tricolore visti i sessantasette mila dipendenti e i quattro stabilimenti sul territorio nazionali capaci di sfornare più di un milione di auto sui quasi cinque del Gruppo.

Ritorna interesse dei tedeschi: Volkswagen-Fca

La luce in fondo al tunnel per la Volkswagen, dopo lo scandalo dieselgate che ha messo a repentaglio la stessa sopravvivenza del colosso mondiale dell’auto, è vicina. E la voglia di rivalsa, dopo la decisione di convertire i suoi 10 marchi verso l’elettrificazione sempre più spinta, con 34 miliardi di euro investiti entro il 2022 nella macchina elettrica e ibrida plug. Intanto però ha perso il primato dei produttori globali, superata dall’alleanza Renault-Nissan che dopo l’annessione di Mitsubishi guida la classifica con 5,27 milioni di vetture immatricolate nel primo semestre 2017. E sta rischiando di perdere anche quello di leader di vendite in Europa.

Ritorna dunque l’interesse dell’azienda per Fca che potrebbe, in caso di fusione, contribuire al recupero della casa automobilistica tedesca. Le sinergie, gli stabilimenti Usa e la forte rete di vendita Jeep e Chrysler sarebbero l’ottima dote portata da Fca, che resta la preda strategica più ambita dai tedeschi, anche per toglierla alla concorrenza. Una fusione, ventilata da indiscrezioni più o meno credibili, ma sempre smentite dai vertici della Volkswagen, potrebbe essere conclusa entro il 2019.

E la Ferrari...

L’operazione, se andasse in porto, avrebbe come conseguenza principale il disimpegno di Marchionne da Fca dopo quindici anni intensi iniziati alla guida di Fiat azienda salvata dal collasso dal manager con il maglioncino, e rilanciata con la fusione con Chrysler. Che però resterebbe a capo della Ferrari che a questo punto resterebbe la sfida del futuro per Marchionne. Il passaggio della maggioranza di Fca ai tedeschi rappresenterebbe l’atto finale per metterla in sicurezza, assecondando così la volontà di dismettere l’attività di produzione automobilistica più volte anticipata dallo stesso presidente John Elkann e della famiglia Agnelli che da tempo considerano l’automobile tutt’altro che intoccabile per la galassia Exor che ne detiene il 29,2 % e pesa per il 22% del suo portafoglio.




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di Luigi Mannini pubblicato il