Mario Draghi e fine mandato Bce. Ritorno in Italia da molti voluto. E chi sarà sostituto

di Chiara Compagnucci pubblicato il
Mario Draghi e fine mandato Bce. Ritorno

Quale futuro per Mario Draghi

I nodi saranno sciolti appunto tra circa un anno perché nel mese di ottobre 2019 il suo mandato alla guida della Bce terminerà e a quel punto inizierà una doppia partita.

Mario Draghi lascerà tra un anno il ruolo di Presidente della Bce e si stanno muovendo già i prossimi candidati alla sua sostituzione. Importante sottolineare, però, anche il futuro dello stesso Draghi con molti che lo vorrebbero con un ruolo importante ritornare in Italia.
 

Adesso è ufficialmente iniziato il conto alla rovescia per la scelta del successore dei Mario Draghi alla guida della Banca centrale europea. E allo stesso tempo è iniziato quello per il futuro dello stesso numero uno dell'istituto di Francoforte. Da tecnico potrebbe infatti trasformarsi in politico. O meglio, dai suoi compiti di regolatore dei delicati equilibri comunitari potrebbe presto passare e diventare una figura di riferimento per la politica italiano. Sia Forza Italia e sia il Partito democratico sarebbero pronti a proporlo come leader per le prossime elezioni per rilanciarsi in seguito alle magre figure al voto, a dimostrazione di come Draghi sia una figura terza, né troppo spostata a destra e né troppo a sinistra. Del resto anche in occasione dell'ultima chiamata alle urne c'è chi ha provato a fare il suo nome e a tiralo per la giacchetta, in maniera strumentale o meno, ma poi è tutto rimasto fermo sulla carta.

Quale futuro per Mario Draghi

I nodi saranno sciolti appunto tra circa un anno perché nel mese di ottobre 2019 il suo mandato alla guida della Bce terminerà e a quel punto inizierà (o si concluderà perché le grandi manovre sono già in corso) la doppia partita sul suo futuro e su quello della stessa Banca centrale europea. Appare prematura immaginare cosa farà e quali posizioni assumerà Mario Draghi nel dibattito politico italiano, anche se appare difficile immaginare che possa spostarsi da un atteggiamento filo europeista. Non a caso in questo giorni di deviazione dai parametri comunitari, il presidente Bce ha lanciato un monito ben preciso. A suo dire mettere in discussione le regole dell'Unione europea può portare a un peggioramento delle condizioni nel settore finanziario e di qui a un danno alla crescita. Impensabile insomma immaginare che Draghi possa andare contro il cosiddetto establishment europeo.

Tutt'altro e Forza Italia e Partito democratico lo sanno bene. Mario Draghi avverte che sfidare le regole europee non porta una maggiore prosperità, ma comporterà un alto prezzo per tutti perché può causare un inasprimento delle condizioni del settore finanziario danneggiando la crescita.

Ma chi alla guida della Banca centrale europea?

In parallelo alla scoperta del futuro c'è quello sui cambiamenti all'interno dell'istituto di Francoforte. Chi prenderà il suo posto? Il toto nomi, basato sulle indiscrezioni del Financial Times, passa da Andrea Enria, adesso alla guida dell'Autorità bancaria europea italiana e rappresenterebbe una continuità nazionale; Robert Ophèle, a capo dell'Autorité des Marchés Financiers ovvero l'autorità di regolamentazione dei mercati in Francia; Sharon Donnery, vicepresidente della banca centrale irlandese e, a quanto pare, la figura suggerita dallo stesso Mario Draghi. Le cronache delle ultime ore ricordano che tutte e etre le figure saranno insieme al parlamento europeo per partecipare alla scelta del successori di Danièle Nouy a capo del Meccanismo di vigilanza unico, il cui mandato di cinque anni scade a fine anno. Si tratta insomma di un periodo di grandi rinnovamenti destinati a mutare gli equilibri tecnico-politici nell'eurozona.

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