Market mover: numerosi dati in arrivo della settimana. Ecco carrellata

I market mover più importanti della settimana non dimenticando la tornata elettorale. Cosa e dove conviene investire ora e nel medio-lungo termine

Market mover: numerosi dati in arrivo de

Market mover della settimana: carrellata di dati in arrivo. Non Farm Payrolls in focus


Una settimana intesa per le Borse e il mercato obbligazionario, in generale, qualle che ci si attende per il 26 Febbraio e 2 Marzo per capire se dopo la correzione che c'è stata qualcosa, si potrà riprednere l'ascesa come è accaduto in parte settimana scorsa o ci sarà una ripresa della correzione. E poi ci son le previsioni per la prossima tornata elettorale

I dati attesi più importanti

In Europa, vi sarà il dato sull'inflazione e sarà fornite nuove indicazione sui prezzi di tutta l'Ue e ovviamente l'Italia, con un occhio paticolare, comunque, a Germnia, Francia, Spagna. I dati sull'inflazione arriveranno martedì 26 Febbraio insieme a quelli sulla fiducia dei consumatori

E poi sempre in Europa i dati sull'occupazione tra cui sempre l'Italia ovviamente e attenzione anche alla Germania. I primi saranno dati mercoledì, gli altri giovedì. Saranno dati i dati di tutta l'Ue ovviamente.

Ma come sempre i mercato Usa farà da traino e dovrebeb e potrebbe condizionare tutti gli altri. In modo particolare con i dati del Non Farm Payrolls USA, ovvero i dati sull'occupazione. Ci saranno i dati sulla disuccupazione e sulla partecizione. Arriveranno analisi aggiornato anche sul mercato immobiliare, ma siprattutto sul Pil Usa e il Beige book, attesi per giovedì 1 Marzo, mentre i dati fondamentali sulla disoccupazione venerdì pomeriggio.

Credit Suisse e il non evento

Per molti, le elezioni italiane potrebbero essere un rischio per l'Europa, anzi vengono viste come il principale rischio dell'anno da alcuni. Ma in realtà secondo gli analisti di Credit Suisse il tuto si potrebbe trasformare in un non evento come spiegano in un report coordinato da Giovanni Zanon.

La probailità principale è quello che avvenga un nulla di fatto sia a livello politico che di conseguenza finanziario ed economico. Per Credit Suisse, al 75% non vicnerà nessuno e si formerà una grande coalizione. I ercati e gli osservatori finanziari soo già abituati a questo e non accadrà nulla.

Al 25% gli stessi analisti danno la possibilità di vittoria al cento-destra e in questo caso solo per il fatto che via una maggioranza e una guida chiara al Governo gli efetti almeno inizialmente dovrebbero esere positivi con un restrigemento dello spread nonostante la graduale fine del Qe attesa e i minori acquisti della Bce

Ubs e gli scenari sui mercati

Ubs ha quindi tracciato, nel report pubblicato di recente, uno degli scenari maggiormente auspicato sui mercati che hanno mostrato, senza mezzi termini, di gradire una possibile grande coalizione centrista sul modello della Germania in grado di dare stabilità al Paese e proseguire nel percorso di riforma che dovrebbe finalmente portare l’Italia fuori dalla palude. Certo la nuova legge elettorale, il cosiddetto Rosatellum, non aiuta chi sta provando a delineare quello che potrebbe succedere dopo il 4 marzo e anche i sondaggi non chiariscono quale potrebbe essere la situazione reale all’indomani dell’election day di inizio marzo. Il risultato come molti sapranno, è in bilico e addirittura è stato avanzato il presagio di un ritorno alle urne immediato, un po’ come è accaduto in Spagna se la situazione risulti troppo intricata. Tre sono i possibili finali di quello che si sta configurando come un thriller in grado di tenere con il fiato sospeso milioni di italiani.

Dovuto al fatto che probabilmente nessuna coalizione otterrà la maggioranza assoluta per governare. Il primo è, appunto, quello di un governo centrista di grande coalizione. Il secondo un governo tecnico che metta mano alle riforme più importanti, a partire dalla legge elettorale per poi tornare alle urne, e il terzo è un governo sostenuto da una maggioranza eterogenea. Un governo di coalizione, come nei fatti sono stati quelli che si sono succeduti nella legislazione appena conclusa, sarebbe apprezzato dai mercati visto che, se si analizza l’indice Ftse Mib si può facilmente vedere come si sia apprezzato del 13% nell’ultimo anno. Prospettiva molto difficile se invece si realizzassero gli altri due scenari.

Usb elezioni politiche italiane

Le elezioni politiche italiane quindi promettono di tenere con il fiato sospeso analisti, appassionati e cittadini. Usb nel suo rapporto tira in ballo un termine che gli italiani avevano imparato a conoscere e a temere nei mesi concitati che seguirono alla caduta del Governo Berlusconi nel novembre del 2011 e all’avvento dei tecnici guidati da Monti: lo spread. Che potrebbe tornare a crescere per quanto riguarda i titoli di stato, in caso di incertezza politica.