Monsanto, giardiniere affetto da cancro risarcito con 289 milioni. USA, la storia

La storia del giardiniere sarebbe un grimaldello con il quale altre migliaia di persone potrebbero avere giustizia se venisse confermato che alcune malattie siano riconducibili ai prodotti utilizzati

Monsanto, giardiniere affetto da cancro

La Monsanto è stata condannata al pagamento di 289 milioni di euro a titolo di risarcimento. Ecco perchè


Il glifosfato sarebbe la causa del cancro del giardiniere del Missouri che dopo 4 anni di tribunale si vede riconoscere un risarcimento esemplare dalla nota Monsanto per ben 289 milioni di dollari usa. Un'enormità visto soprattutto la possibilità che vi siano migliaia di potenziali altre vittime.

La Monsanto, multinazionale di biotecnologie agrarie con sede a Saint Louis in Missouri (Usa) è stata messa all’angolo da un giardiniere che, come anche i giudici ormai hanno accertato, si è ammalato di cancro alla pelle a causa del diserbante utilizzato nel corso della sua attività. La vicenda si trascina dal 2014 quando DeWayne Lee Johnson, 46enne protagonista suo malgrado di questa vicenda, scopre delle macchie strane sulla sua pelle.

Gli viene diagnosticato un linfoma non-Hodgkig e la sua esistenza terrena cambia per sempre, come i suoi obiettivi costretti ad essere rivisti nell’ottica di un malato che conosce, purtroppo, il suo destino. Il sospetto ricade sulla sua attività e sull’utilizzo di alcuni erbicidi, in primis il glifosato utilizzati durante la sua attività quotidiana. Nessun cenno da parte dell’azienda sui rischi di questi prodotti. E in buona sostanza è proprio questo atteggiamento omertoso ad aver provocato la condanna, da parte di un giudice di San Francisco, al pagamento di 289 milioni di dollari. Un segnale chiaro mandato alla Monsanto che dovrà risarcire il giardiniere.

Giardiniere con cancro, Monsanto condannata

Una vicenda che ha dell’incredibile che parte da una richiesta del giardiniere che voleva avere delucidazioni del rischio connesso all’utilizzo di prodotti chimici. Una curiosità dettata dal fatto che Johnson aveva fatto un bagno involontario di glisofato a causa di un guasto del suo innaffiatore in seguito al quale era stato ricoperto dall’erbicida. Dall’azienda nessuna risposta.

Il corpo del giardiniere, all’epoca 42enne, invece ha risposto con alcune eruzioni cutanee che gli sono valse la tremenda diagnosi di linfoma non-Hodgkin. Da questo episodio è partita la denuncia dell’uomo, sposato con figli. Ed è proprio l’amore per la famiglia, e la disperazione per la consapevolezza di doverla purtroppo lasciare presto ad aver spinto per tutto questo tempo Johnson a tenere duro e giungere a questa sentenza.

Adesso la Monsanto, condannata al risarcimento, passa al contrattacco. I suoi legali sostengono infatti che quel tipo di linfoma impiega anni per manifestarsi e che non si può far risalire all’utilizzo dei prodotti. Ma le altre 5000 denunce già depositate contro l’azienda per lo stesso motivo, rappresentano un pesante fardello per la multinazionale.