Mozzarella di bufala, export e produzione boom

Sulla base dei dati Coldiretti diffusi dal Consorzio di tutela della mozzarella di bufala, al primo posto c'è la Francia che incamera il 27,63 per cento dell'export italiano.

Mozzarella di bufala, export e produzion

Mozzarella di bufala, export e produzione boom


Ci raccontano adesso che la mozzarella di bufala campana è sempre più richiesta anche all'estero. E con percentuali tali da essere il prodotto trainante dell'intero comparto. Tanto per avere un ordine di idee, nell'arco di un decennio, l'export è aumentato del 100 per cento. Visti dall'estero, questi dati possono avere del miracoloso, ma noi che abbiamo la possibilità di acquistare e assaporare con più facilità questo prodotto delle nostre tavole, non ci meravigliamo. Non a caso è finita nell'elenco dei beni culinari Dop come forma di protezione da maldestri tentativi di imitazioni. E se il presente sorride, il futuro lo sarà ancora di più. Stando alle stime, il 2017 sarà l'anno del record di tutti i tempi. A oggi, l'aumento rispetto allo scorso anno è già del 7,5 per cento. E non è ancora finita.

Mozzarella di bufala: orgoglio italiano, ma...

Non resta allora che passare in rassegna i numeri che raccontano come la mozzarella di bufala campana sia un prodotto così richiesto al punto da spingere il presidente del Consorzio di tutela, Domenico Raimondo, a definirla orgoglio italiano. Ma poi, andando più a fondo, viene fuori come le percentuali dell'export e dunque della produzione potrebbero essere ancora ben superiore. Non tutta la domanda che arriva dall'esterno dei confini nazionali viene infatti accolta. E il motivo è semplice quanto amaro: i costi elevati della logistica. Significa che l'intera filiera è costretta a rinunciare a parte dei guadagni e la clientela estera a scegliere altri prodotti, magari finte mozzarella di bufala. Proprio quello della logistica viene indicato da Raimondo come il principale neo nel mercato locale. Dinanzi a impegni di spesa così elevati diventa infatti difficile competere a livello globale nonostante la bontà del prodotto.

Il Consorzio di tutela della mozzarella di bufala non sta naturalmente mano nelle mani in attesa che si creino condizioni più vantaggiose. I fatti dimostrano come lungaggini burocratiche da una parte e discusse scelte politiche nel settore dell'alimentare rappresentano seri ostacoli per aziende e imprenditori. Ecco allora che dall'appuntamento di lunedì 20 novembre a Cape Town, in Sudafrica, potrebbero arrivare indicazioni importanti sulle strategie da seguire. Il Consorzio sarà infatti un attore protagonista del workshop organizzato dall'Ambasciata d'Italia a Pretoria, insieme al gotha della politica.

Hanno infatti confermato la presenza i Ministeri dell'Economia e del Turismo del Sudafrica e rappresentanti dell'Unione Europea. Al centro della giornata di confronto ci sono Protezione e promozione dei prodotti a Indicazione geografica ovvero un confronto sulle possibilità di sviluppo e diffusione di prodotti Dop e Igp. E tra questi rientra naturalmente la mozzarella di bufala.

Chi apprezza la mozzarella di bufala?

A proposito, ma quali sono i Paesi che non possono proprio fare a meno della mozzarella di bufala campana Dop? In pratica è coperta buona parte del mondo, ma provando a elaborare una graduatoria sulla base dei dati Coldiretti diffusi dal Consorzio di tutela della mozzarella di bufala, al primo posto c'è la Francia che incamera il 27,63 per cento dell'export italiano. Di poco staccata c'è la Germania con il 23,6 per cento. A doppia cifra anche la Gran Bretagna con un soddisfacente 13 per cento. Ma che dire della presenza del Giappone e di tanta parte dell'Europa orientale, dalla Polonia alla Repubblica Ceca fino ad arrivare all'Ungheria? La potenza della bontà della mozzarella di bufala arriva anche a questo.







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di Luigi Mannini pubblicato il